ferie anomale

dovrei cercare di finire un libro.
nel tentativo di stare un po’ in pace ho chiesto (praticamente e me stesso) due giorni di ferie (e me li sono concessi).
sono ferie, per modo di dire, però.
perché il cellulare squilla, ché la gente mica lo sa che ho preso ferie.
e la posta elettronica s’ingolfa se non la smisto.
(il riferimento è a telefonate e mail di lavoro, comunque).
non ci son più le ferie di una volta, insomma.
prevengo l’osservazione che avrei potuto staccare il cellulare e non guardare la posta elettronica: se lo faccio, poi, son cavoli domani.

ho problemi di posta elettronica, da qualche giorno.
qualcuno mi chiede come mai non rispondo.
non rispondo perché non ho ricevuto.
anche se sono in ferie, rispondo sempre a tutte le mail.
(sempre sempre no: credo di essermi dimenticato, qualche rara volta)

e poi.
uno dice che oggi è più facile scrivere perché, per esempio, con il computer puoi fare il taglia incolla e il cerca e il conto delle battute (il word con i sinonimi mi rifiuto: viva star office, sola scrittura).
vorrei vedere dante o dostoevskij o simenon col cellulare che squilla; altroché divine commedie, delitti e castigi e 800 libri..
oggi può succedere quel che è successo al mio amico guido catalano che ha scritto la poesia più bella del mondo.

buona giornata

10 pensieri riguardo “ferie anomale”

  1. un salutino.
    a saperlo, cavolo! ti ho scritto una mail ma non volevo distrarti, mi spiace: leggila pure con calma Remo, quando i tuoi giorni di impegno col tuo lavoro son passati. dai che ci tengo tanto…
    rossa

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