bene bene cento al giorno

La salita che dal camposanto di Cortona, che è fuori dalle mura, va a Cortona è ripida, ma fra Fedele, che negli anni Cinquanta avrà avuto cinquant’anni, la percorreva con facilità, c’era abituato insomma, aveva gambe e polmoni.
Aveva anche una linguaccia fra Fedele, comunque.
E quel giorno, vide, mentre saliva, che in direzione contraria, da Cortona al camposanto, scendeva appunto un corteo funebre, ma senza prete, e senza avemmaria.
Solo una bandiera rossa, davanti.
Era morto un comunista e fra Fedele, frate questuante, si mise un po’ da parte, sul ciglio della strada, pur restando in sella alla bicicletta.
Anche nel corteo funebre c’era una linguaccia che, appena vide fra Fedele, disse:
O frate qui caschi male che un ci son soldi.
Fra Fedele, i comunisti, lo odiavano due volte: perché era un frate e perché le loro mogli i soldi glieli davano, invece.
Fra Fedele non poteva restar muto, e replicò:
Bene, bene, cento al giorno.

Era anche un frate previdente, fra Fedele.
Appena detta la frase cominciò a pedalare, veloce, verso Cortona, poi la pedalata si trasmormò in scatto, sembrava Bartali, perché quelli del corteo, invece di proseguire, s’erano messi a correrere per pigliarlo a botte, al frataccio che augurava la morte ai comunisti.
Ma aveva gambe e polmoni, fra Fedele, e non lo raggiunsero.

Era un personaggio noto fra Fedele, nel cortonese, negli anni cinquanta.
I vecchi, quelli che hanno l’età di mio padre, si rammentano bene quando… prese moglie.