un diverso male di vivere

ci son momenti in cui nessuna storia mi appassiona, nessun libro.
li sento falsi.
tutti.
i peggiori sono i miei, son cacca.
ma non reggo nemmeno quelli che sono definiti (e sono) capolavori.
sfoglio La strada di Cormac McCarthy.
non provo né angoscia né senso di morte né nulla: ma vedo solo la tecnica: delle parole che uno scrittore ha sapientamente dosato per stupire, stupirci, e invece di vedere il libro vedo lo scrittore.
(succede come mei film: quando invece del personaggio si vede l’attore che recita).

ci sono eccezioni: e non sono storie.
in questi momenti ci sono comunque pagine che mi colpiscono sempre.
scritte per gli altri oppure dialoghi tra sé?
non lo so, ma so che sempre, almeno queste, le leggo e ri-leggo con piacere.

le trovo comunque vere.

Non riesco ancora a scrivere con naturalezza nella mia stanza nuova perché il tavolo non èall’altezza giusta e per scaldami le mani devo chinarmi. Bisogna che ogni cosa sia conforme alle mia abitudini.
Dimenticao di dire che facendo il bilancio semestrale abbiamo scoperto che l’anno scorso ho guadagnato circa 3020 sterline, lo stipendio di un impiegato statale; una sopresa per me che mi sono accontentata per tanti anni di 200 sterline. Ma credo che calerò di molto. Le onde non venderà più di 2000 copie.

… dubito di poter scrivere con qualche profitto. Nella mia mente fluttua una nube. Sono troppo cosciente del mio corpo e sbalzata fuori dal solco della vita per tornare al romanzo.

… dio come vorrei sapere se riuscirò a portare a fondo questo libro. Fin’ora è un’accozzaglia di frammenti.

pagina 210 e 211 di Diario di una scrittrice, Virginia Wolf (Minimum Fax).

Diario?
Lotto strenuamente contro la tentazione di cominciare un diario. Non che agli altri, non servirebbe neanche a me, probabilmente. Meglio, molto meglio lasciare che ogni giorno scompaia senza memoria, come se ognuno fosse un bimbo nato morto.

Autocritica.
Riletto la Malora. Mi pare di aver piantato i paracarri e non aver fatto la strada.

Ageing.
Invecchio: lo deduco da tanti fatti, il più importante dei quali è quello che mi piacciono forsennatamente le sedicenni.

Morte sul lavoro.
Ieri pomeriggio, un urlo m’ha rigato il cuore: la tebbia si è arrestata, un manovale ci ha lasciata una gamba, a quattro dita sopra il ginocchio. Trasportato all’ospedale di Ceva, ci è morto nela serata, per il tetano che il pulviscolo ha iniettato nella ferita.
L’ho visto caricare: il bavaglio che portava contro la polvere e che non gli avevano tolto era un presagio del lenzuolo che a sera gli hanno tirato sul volto grigio.

Fascino.
Conosciuta, a distanza, la giovane signora Prandi. Essa è l’amante di un prete. Personaggio.

da Tutti i raccontidi Beppe Fenoglio, Einaudi

Hanno, la Woolf e Fenoglio, in comune un (diverso) male di vivere.
Quello della Wooolf è dento di lei; quello di Fenoglio va e viene, dalle strade delle laghe al suo sguardo triste, ma non solo.

buona giornata