una storia sbagliata

lo so lo so, è una storia sbagliata, questa, che non si dovrebbe.
ma li ho rivisti, abbracciati, e son quasi vent’anni che Luca e Maria li vedi così, a spasso, abbracciati, che parlano tra loro senza badare agli altri perché tra loro l’affetto è tanto, da sempre.

più o meno vent’anni fa, era sera, passai davanti a casa loro.
Maria era fuori, anche se inverno, senza cappotto o piumino, in strada.
Tremava Maria. Aveva anche la stanghetta degli occhiali rotti.
lui l’aveva riempita di botte.
dissi, Che stronzo…
mi disse, Aspetta che ti spiego una cosa, mi disse una loro vicina di casa.
mi disse, Non conosci Maria.
mi disse, Non conosci Luca.
mi disse che lui, Luca, era un bonaccione, incapace a vivere senza di lei. e che lei, in casa, e soprattutto quando arrivavano ospiti, lo umiliava, sempre.
Maria, lingua tagliente, gli diceva Stupido ciccione, fallito, e lui, Luca, timido, era incapace di reagire.
e non reagiva tutti i giorni, o quasi.
perché Luca, un paio di volte l’anno, esplodeva e spaccava tutto e metteva pure le mani addosso a Maria, sbattendola fuori di casa.
ma poi, mi disse la loro vicina, tornano a cinguettare, ché non sanno vivere luno senza l’altro, lei così serpente, lui così babbacchione che ogni tanto esplode, e non sa controllarsi.

io la rividi un’altra volta, fuori dall’uscio, che tremeva.
li ho rivisto ieri sera, abbracciati

buona domenica