son giorni così, questi

I giorni di pioggia insistente son giorni brutti.
Il disagio del freddo alle caviglie sale su e raggiunge gli occhi, avvolti dal grigio.
Ma i giorni in cui non ci si può ribellare al tempo – dire: questi cinque minuti sono per o per o per – sono i peggio giorni.
Ti svegli con un senso di pesantezza, t’addormenti e non t’importa se sognerai.
Son giorni, così, questi.
Di corse e rincorse: sulle cose non fatte, e che sono da fare.
E poi.
C’è un proverbio cinese che dice: Il cacciatore che insegue due prede le perderà antrambe.
Ne sto inseguendo tre, quattro, cinque.
Farei bene ad ascoltare quel proverbio. Fermarmi.
Solo che – almeno stavolta – fermarsi è facile: da dire.
E poi c’è questo lavoro che è come la pioggia, o almeno.
Anni fa odiavo andare dal dentista.
Ora no, meno: so che se vado dal dentista avrò almeno mezz’ora di anticamera in cui potrò leggere. A meno che non squilli il cellulare.
(Succedono giorni così, e son “grappoli” di giorni, mica uno solo. E non va bene, non va bene).
Buona giornata, comunque

e mi scusino tutti quelli a cui non ho risposto alle mail