il tanga, il negro, la sculettatrice

lunedì 6, anzi no, era già martedì, prima ora di martedì, una di notte, sto rincasando, dopo aver chiuso il giornale, mangiato in pizzeria, scambiato quattro chiacchiere con un amico
… sul corso , sul lastricato, da lontano vedo qualcosa di rosso; come un effetto che si usa nei film, sul bianco e nero della notte.
a due metri di distanza, capisco, a mezzo metro vedo chiaramente: un tanga rosso, che sa di peccato.

martedì mattina, ore 11 circa alla Coop (il martedì mattino non lavoro).
… è da tanto tempo che non vado a fare la spesa; non mi dispiace fare la spesa, specie al mattino dei giorni feriali, specie nei supermercati di periferia.

sto cercando cose da poco: uno spazzolino, acqua gasata, succhi di pomodoro, caffè…
un negro con la faccia da rompicoglioni ma simpatico mi chiama. lo seguo. mi indica delle bitite. mi dice: quanto costano? in effetti è mica facile capire quanto costi una fanta o una coca light: ci sono dei codici, invece del prezzo, impiego 5 minuti buoni a capire che la fanta fa 0,60.
è quella che costa meno, il negro prende quella.
esco, lo rivedo.
è vicini ai carrelli, con la sua fanta, le sue chincaglierie da vu cumprà.
mi vede e mi fa: compri qualcosa?
io: no, grazie.
ciao amico, buona pasqua.
salgo in macchina, accendo una sigaretta, lo guardo e, pensando al lungo pomeriggio che mi attende, un po’ lo invidio.
vedo che dal supermercato esce una signora.
ciao rita,  dice.
ciao, risponde lei, chimandolo per nome.
invece di ripartire sto lì, incuriosito.
vedo che lei gli sta raccontando qualcosa e lui, da sorridente che era, si fa come compartecipe di qualcosa di non bello.
vedo che si salutano, con affetto.
buona pasqua, dice lui (ora so come si chiama).
ripenso a prima: poteva permettersi solo una fanta da 0,60.
né io né la signora, in cambio del suo buona pasqua, gli abbiamo dato un centesimo.
scendo dalla macchina, vedo che ha degli ombrelli, ne prendo uno, rosso mattone, da tifoso del toro (avrei preferito viola.
quant’è?, gli chiedo.
lui, con la faccia furba, mi fa: 10 euro.
quando glieli do si soprende che io non abbia contrattato.
mi dice piano, stavolta: buona pasqua amico.

… a un’ora imprecisata vedo poi questo.
c’è un ragazzo, con problemi. evidenti. ma ha la faccia buona buona. di fronte a lui c’è una ragazzina, bella, ombelico di fuori, jeans attillati, occhi maliziosi. a un tratto lei si accorge che lui se la sta divorando con gli occhi. sono occhi che contemplano, sembrano quasi supplicare. lei ricambia per un attimo, sbuffando e quasi con una smorfia di disappunto.
che stupida, ho pensato.
(anche altro, ho pensato).
lui no, il ragazzo no: ha continuato a seguirla, incantato, mentre lei si allontanava.
sculettando.