antonia

Anche dopo la tragica morte, la sua libertà, la sua integrità, vengono violate.
Il testamento distrutto, i fogli di poesia intaccati da pesanti interventi correttivi o censori, le lettere bruciate. Ma non le era stato impedito di vivere in pienezza, alle soglie della maturità affettiva, quel grande e nobile amore per Antonio Maria Cervi, il suo professore di lettere classiche? Non fu quella la prima incancellabile ferita inferta alla sua libertà morale, che posò un’ombra indelebile sull’attesa dell’amore, sempre rinviata perché incolmabile?
Inadattabile alla vita per eccesso di vita, vi si gettava con generoso gesto esistenziale, per una sfida intellettuale, sempre tra pudore ed effusioni.
(….)
Alessandra Cenni, prefazione ad
Antonia Pozzi
Parole

Garzanti
(a cura di Alessandra Cenni e Onorina Dino).

La vita

Alle soglie d’autunno
in un tramonto
muto

scopri l’onda del tempo
e la tua resa
segreta

come di ramo in ramo
leggero
un cadere d’uccelli
cui le ali non reggono più

18 agosto 1935
Antonia Pozz
i

quarta di copertina:
Antonia Pozzi nacque a Milano nel 1912 e morì suicida ventisei anni dopo. Nel breve arco della sua esistenza, oltre a questo “diario in poesia” scrisse un saggio sulla formazione letteraria di Flaubert, pubblicato postumo da Garzanti nel 1940.

sempre in quarta di copertina, Alessandra Cenni ricorda che
“…. siamo legittimati nel riconoscere che la poesia di Antonia Pozzi abbia avuto la sua vittoria sul tempo, come aveva profetizzato Eugenio Montale…”.

E buona giornata