d’amore e morte

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera…

Oggi, su Facebook, la mia amica Gaja Cenciarelli (l’ho vista poco tempo fa, a Roma, era una bella giornata. Un aperitivo, io, lei, Francesca, Enrico) scrive:
Non so come farò senza di te. Sono persa e sconvolta. Ma grazie per tutto quello che mi hai dato, che forse non ho mai abbastanza ricambiato. Perdonami per quello che non sono riuscita a darti. Sono fiera di essere tua figlia. Ti amo, mamma

Pochi giorni fa, una telefonata. Non è un periodo bello, dovremmo vederci, combinare, una domenica da Zena, ci diciamo.
Sul suo blog, l’ultimo post è di gennaio.
E’ il bianco il colore della morte, me sono accorta oggi a pranzo. Un foglio di carta scritto a mano.
Considera che avevo cercato la verità per giorni, come può farlo ogni immaginabile prospettiva: con occhi attenti, spaventati, impietosi, compassionevoli, e poi stanchi.
Ogni passo mi aveva portato più lontano da casa.

Ma deve essere che il cielo mi sorveglia, e così mi sono fermata. La morte mi ha prestato il suo sguardo e, adesso che so, mi affido alle parole sicure che mi hai lasciato
immagino che nel fondo di quegli occhi spenti ci sarebbe il riflesso dei fiori che amavo coltivare, sfiorare, annaffiare, quasi mai recidere, per timore di far loro del male

Sono in redazione. E’ sabato, c’è il sole, forse più tardi riesco a fare un giro, se non ce la faccio oggi andrò domani, con il cane, al fiume.
Alla mia destra, vicino al telefono, c’è l’immagine di un ragazzo, Moreno Bassini, nato l’8 luglio del 1975, morto il 18 agosto del 2005.
E’ uno di quei ricordini che si fanno per i morti. solitamente si scrive qualcosa, anche. Io, quando morì, avevo in mente di scrivere questo: Ciao Moreno, ci ricorderemo sempre del suo sorriso buono e perdente.
Qualcuno mi scrisse e mi disse, No, non va bene, ricordi qual era la sua canzone preferita? Per amore solo per amore mio, ho giocato sempre a strabiliare.
Questo c’è scritto dietro la foto di Moreno.

Buon sabato