come al solito

Ci fosse una cosa, una, che va bene, in questi giorni.
E il post – in assoluto il più breve di “altri appunti” – potrebbe finire qui.
Però.
Fortuna che di notte scrivo e leggo.
Dalle 11 alle 3 scrivo. Poi pausa caffè o tè nero e lettura fino alle 4, poi ancora un’ora, fino alle 5, quando è l’ora di dare i croccantini al gatto, che ha gli orari sballati come me, per l’ultima ora di scrittura.
Due giorni, massimo tre, e ho finito di scrivere  (e rivedere) un romanzo che è stato facile da scrivere: ce l’avevo in testa, da anni, titolo compreso.

Poi.
Domani incontro la persona che ha fatto sì che scrivessi La donna che parlava con i morti.
Infine.
Sabato pomeriggio e domenica sono al Salone.

Vado, che son di fretta, come al solito