come al solito

Ci fosse una cosa, una, che va bene, in questi giorni.
E il post – in assoluto il più breve di “altri appunti” – potrebbe finire qui.
Però.
Fortuna che di notte scrivo e leggo.
Dalle 11 alle 3 scrivo. Poi pausa caffè o tè nero e lettura fino alle 4, poi ancora un’ora, fino alle 5, quando è l’ora di dare i croccantini al gatto, che ha gli orari sballati come me, per l’ultima ora di scrittura.
Due giorni, massimo tre, e ho finito di scrivere  (e rivedere) un romanzo che è stato facile da scrivere: ce l’avevo in testa, da anni, titolo compreso.

Poi.
Domani incontro la persona che ha fatto sì che scrivessi La donna che parlava con i morti.
Infine.
Sabato pomeriggio e domenica sono al Salone.

Vado, che son di fretta, come al solito

Autore: remo

Scrivo, ma in vita mia ho fatto di tutto: cameriere, operaio, portiere di notte. Sono stato anche disoccupato. Mi mi sono laureato lavorando. Poi ho fatto il giornalista e scrivo anche libri

4 pensieri riguardo “come al solito”

  1. a chi lo dici, Remo! tutti vogliono, tutti hanno scadenze, tutti hanno deadline, come dicono i fighi… ma dove stiamo correndo? altro che deadline, qui finiamo tutti dead e basta!

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