i libri, anche i libri

Del salone del libro è inutile che io dica: ché ha già detto Laura Costantini, qui.
Aggiungo questo: quando lei si è imbattuta nel principe Emanuele Filiberto attorniato da sette otto guardie del corpo c’ero anche io e penso di aver stupita Laura.
Chi è?, le ho domandato.
Non vedendo mai la televisione (vedo cose vecchie su san youtube) e saltando le cronache mondane dei giornali mi sfuggono “cose e personaggi”.
Mica tutti. Sgarbi l’ho riconosciuto.
M’han detto, Guarda Sgarbi.
Ah, ho risposto.
C’era pure la sorella, guarda, quella di Bompiani.
Ah.
Ho invece visto Fausto Bertinotti, ma da lontano. Era nello stand (stand?) di Ibs. Diceva, e di pubblico ce n’era, che “se Berlusconi e le destra oggi fanno il bello e il cattivo tempo il merito non è loro, ma della sinistra che noin c’è, non esiste”.
Eh.
Che altro dire sul salone. Che mi ricorda un po’ il calciomercato (ma il mio è il punto di vista di uno scrittore).
Al calciomercato, che seguii anni fa come cronista, a Milanofiori, vidi giocatori applauditi e intervistati che, in fila, attendevano d’essere ingaggiati da qualcuno.
Calciatori che cercano la squadra, scrittori che cercano editori: ci sono analogie.
Anche nel divisimo.
Comunque. Io penso che alla fin fine i grandi problemi del salone del libro stringi stringi son tre: fare la coda per il biglietto (o per i più fortunati per l’accredito); fare la coda per un caffè o un panino; fare la coda per fare pipì.
Poi ci sono i libri, certo.

No, sul salone devo aggiungere una decina di grazie, forse dodici. A Silvia, Morena, Milvia, Doriana, a Jack, che mi ha cercato per dirmi cose de La donna che parlava con i morti…
e a Lucia, che non c’era, ma ho trovato Blog & Nuvole…
a Francesca, Nadia, Elisa…
e a tutti quelli che non sono riuscito a incontrare o che mi sono dimenticato di salutare; ne faccio spesso, di figuracce, io.

Bene, adesso (ore 2 e 35 minuti) scrivo.
Ho finito di scrivere un libro, sto riscrivendo.
Auguro un buon lavoro a me e una buona notte o un buon giorno a chi passa di chi.

Dimenticanza.

Ho visto una sola presentazione, io, al Salone.
Di Massimo Novelli e Laura Hess (Spoon River) è uscito il libro “Guido Seborga. Scritti, immagini, lettere”.
Giancarlo Vigorelli, negli anni Sessanta, di Seborga scrisse:
Forse il solo tra noi a ostinarsi a scrivere un romanzo di rivolta sociale.
Uno scrittore dimenticato, libero e ribelle.