pari e patta

mi dice, la nostra generazione….
siamo cresciuti…
i nostri genitori ci hanno insegnato…
a noi che il sessantotto l’hanno raccontato…
Io la lascio parlare, ha una quarantina d’anni ben portati, è carina, perché debbo dirle che io non sono della “sua generazione”, perché dirle che ho dieci anni più di lei, e poi non sta bene interrompere le signore quando parlano, no?

il giorno dopo.
esco di casa, mi ferma un signore, mi chiede delle elezioni a sindaco, parliamo un po’ della città.
mi dice:
e poi noi di cose ne abbiamo viste, abbiamo la barba bianca tutti e due
io penso, la tua è bianca, la mia no, non del tutto ancora; approfitto di una pausa, gli domando (ci diamo del tu):
quanti anni hai?
sessantacinque.
ah

Il giorno prima quaranta, il giorno dopo sessantancinque: passa il tempo (pari e patta, insomma).
(Però il signore aveva degli occhiali con lenti molto spesse, la donna invece no, avrà avuto 17-10 di vista, se non di più)