i tempi della scrittura e una domanda

L’ultimo libro l’ho scritto in venti giorni. Di notte da mezzanotte alle cinque, con pause caffè, o qualcosa da mettere sotto i denti per star sveglio, e interruzioni dovute al cane che abbaia e al gatto che chiede i croccantini, e poi la domenica e il martedì mattina, che non lavoro.
La prima notte, iniziai che saranno state le 23 e finii dopo le 5, scrissi qualcosa come 50mila battute.
Poi sono cominciate le revisioni.
Bene, domenica ho impegato almeno otto ore per rivedere una ventina di righe.

Claudio Arzani ha scritto una recensione su La donna. Grazie Claudio.
Ho ricevuto un bel po’ di mail, dopo il booktrailer realizzato da Sandra Ladipazz. Molti chiedono del libro. Purtroppo o per fortuna le 5mila e passa copie sono state vendute, sembra.
Poi. Devo rispondere a un’intervista, domande che Anfiosso mi ha mandato per posta elettronica. Solitamente rispondo di getto, senza pensare, scrivo come se stessi parlando. L’ho fatto anche stavolta, ma non mi sono piacuto, mi sono bocciato insomma. Tra oggi e domani riprovo.
E comunque: Anfiosso ha intervistato me e io spero di ricambiare, un giorno. Perché sarebbe lui quello da intervistare, credetemi.

Una domanda, ora. Dovrei scriverci un post, prima, ma non ne ho né il tempo né la voglia.
Quante volte avete comperato un libro di un autore sconosciuto basandovi solo sulla copertina e sul titolo?
Io ci devo pensare.
E buona giornata