aquattromani: 7

DAVVERO. NEL SOGNO

Milano incanta come fosse una luce forte.
Milano sembra che debba morire da un momento all’altro soffocata nel cemento.
Ma rinasce sempre, e rinasce cattiva.
Milano la invadono, la sfregiano, la fanno a pezzi.
E ogni volta che si riveste è sempre più nuda.
Milano è il Purgatorio. Senza Paradiso né Inferno.

Milano, Via Fabio Filzi, ore 21:35

– E’ pronta la cena!
Pollo allo spiedo con contorno di patatine fritte e insalata
Non lo so quand’è che ho iniziato a provare disgusto per mia moglie. Da quando l’ho tradita, forse. Da allora, Teresa ha imparato a cucinare e a ingurgitare.
Oggi mi ritrovo nel letto una cicciona che puzza di lacca per capelli.
Mia figlia Virginia ha diciotto anni ed è sempre a dieta, ce l’ha con me perché sua madre è grassa e depressa.
Lei assaggia appena l’insalata e stasera mi sembra più bionda del solito.

Milano, Stazione Centrale, ore 21:35

– Gioigiò fuori di qua la vita è un mondo che non ci capisce… Loro non sanno il vero problema della questione. Loro cercano di entrare nelle nostre confidenze, perché noi siamo delle persone segrete, abbiamo dei tesori nascosti e loro lo sanno.
– Ma che cazzo stai dicendo Zippo? Ma perché non taci e non te ne vai da un’altra parte? E fa un freddo del pio. Domani me ne vado al dormitorio. Toh, bevi e non rompere più i coglioni.
– Il fatto è che loro ci tengono ad avere quel minimo di confidenza che tu gli dai. Loro ti rispettano perché sanno che abbiamo dei tesori nascosti, dentro di noi… Loro…
– Ma chi cazzo sono ‘sti loro?
-I giovani, quelli che tu vedi diversi perché non sei nel loro sistema sociale… Per esempio, se dovessi salutare queste persone, non è che loro mi dicono Vaffanculo o mi rispondono male. No: se ne stanno sulle loro e stanno timidi o mi dicono Ciao… Si vede che ci tengono perché noi siamo persone segrete, te l’ho detto…
– Senti, Zippo, vaffanculo te lo dico io. Dammi ‘sta bottiglia che me ne vado.
– Gioigiò…
– Cristo, vado giù nella metropolitana almeno non ti sento più…
– Gioigiò…
– Vaffanculo…
– No, dai Gioigiò, non lasciarmi solo stanotte.

Milano, Via Fabio Filzi, ore 23:30

Teresa si è addormentata sul divano, come sempre. Virginia sta guardando la registrazione del suo programma preferito.
– Ciao, io vado.
Non risponde.
– Virginia, mi senti? Papà sta andando.
Lei abbassa gli occhi e, annoiata, risponde: – Ciao. – Un ciao che è più simile a un vaffanculo.

Milano, Stazione Centrale, ore 23:30

-Ma cos’è, sono la tua balia? Guarda quei cazzo di marocchini. Ci hanno fregato il posto migliore. Dai, muoviti Zippo. Schiodiamo, andiamo giù ai mezzanini. Cristo si gela.
-Gioigiò, mi ha baciato oggi.
-Chi?
-Sara.
-Ma piantala che quella non ti si fila nemmeno per striscio.
-Ti dico che mi ha baciato.
-Davvero?
-Davvero. Davvero nel sogno.
-Te sei fuori.
-Io me la sposo quella, Gioigiò. E faremo dei figli e avremo una casa e un giardino. E un’altalena.
-Sì. E io avrò una Cadillac…
-Davvero?
-Dai, sbrigati. Mi si stanno gelando anche le palle.

Milano, Piazza Duca D’Aosta, ore 24:05

In strada io e Antonio stiamo facendo il giro notturno. Da due settimane con altri del quartiere abbiamo deciso di armarci e proteggerci da soli, visto che la polizia non fa un cazzo.
Sembra tutto normale. Ci sono le solite puttane e ci sono le macchine che fanno la fila.
– Che poi, Antonio, io non ci trovo niente di male nell’essere puttana. Anche se sei polacca, slava, albanese… le puttane sono puttane ovunque. Mia figlia però non è una puttana e tutti gli extracomunitari di merda che hanno fatto entrare in città se ne devono andare. Sono loro il vero problema del paese.
– Hai ragione. Ci fottono le figlie e il lavoro… Ieri ne hanno violentata un’altra, l’ho sentito al tg. Ancora non lo hanno preso lo stronzo, ma hanno detto che probabilmente è un albanese.

Milano, Stazione Centrale, ore 24:15

-Zippo, muovi il culo che quelli non mi piacciono.
-Secondo te mi sposa Sara?
-Sì, sì ti sposa, basta che ti muovi. Quelli guardano proprio noi… dai Zippo, cristo corri…

Milano, Stazione Centrale, ore 24:17

-Antonio, oh, guarda là… ma che cazzo succede?
Vedo due che corrono. Li riconosco: sono Giogiò e Zippo, tra i barboni più famosi della Centrale. Dietro di loro c’è un gruppo di ragazzi. Sono in otto, forse dieci, armati di bastoni. Raggiungono i due uomini. Ho i piedi inchiodati a terra. Antonio fissa davanti a sé con occhi sbarrati. I ragazzi inziano a colpire Giogiò e Zippo. Uno due dieci colpi e ancora ancora.
I due barboni sono a terra, cercano di proteggersi il volto.
-Cristo! Antonio li stanno ammazzando. .. Dobbiamo chiamare la polizia.
Lui tace.
-Antò’…
-Non so che farci. Non c’impicciamo.
-Ma la polizia…
-Sì, poi glielo spieghi tu che ci facciamo qui armati?
Lui si volta e si allontana. Lo seguo dopo pochi secondi. Quando siamo abbastanza lontani i gemiti di quei due non si sentono nemmeno più.

Milano nera, prende e porta via.