aquattromani: 27

SEMPRE LA SOLITA STORIA


Una precisazione: queste righe nascono dalla necessità di rispondere al vile attacco verso il Paese perpetuato a opera di Beppe Pazzinovi. Vorremmo dire, prima di tutto, che quanto affermato nelle sue recenti dichiarazioni non corrisponde minimamente a verità: non sono sussistite irregolarità e intimidazioni alla popolazione durante lo svolgimento delle ultime elezioni. Dunque Pazzinovi deve smetterla di chiederne la nullità e di ostinarsi, giorno dopo giorno, a minare la stabilità della Nazione accusando la classe dirigente del Governo di efferatezze e prepotenze a danno del popolo italiano. Sempre la solita storia. È infatti noto che Pazzinovi farcisce i suoi discorsi di menzogne utilizzando quella retorica comunista con cui sono soliti esprimersi i nemici dello Stato, coloro che operano per far precipitare l’Italia nell’anarchia e nella confusione. La verità è che il gruppo di sovversivi, di cui Pazzinovi fa parte, appoggia l’invasione del suolo nazionale a opera di torme di stranieri senza scrupoli, che cercano rifugio tra le nostre terre dopo essere stati ripudiati dalle loro, e vorrebbe far credere che i gruppi di Milizia volontaria per la sicurezza nazionale rappresentino un’usurpazione della libertà. Questo gruppuscolo di eversivi vorrebbe eguagliare in diritti, ma non in doveri, gli appartenenti a religioni destabilizzanti, incitando all’odio razziale verso gli italiani cristiani e cattolici, e si applica per infangare il nome e l’onore nonché la memoria del nostro Paese e della sua storia secolare. Per questo l’opposizione fomenta le infanganti dicerie sul Capo del Governo attribuendogli una condotta non corretta. Non vogliamo qui soffermarci sulle ridicole voci che questi signori e i loro amici della stampa estera stanno cercando di far circolare e che non sono degne di minima considerazione. È più importante ribadire che il cittadino italiano non deve e non può credere alle irresponsabili accuse lanciate contro le leggi approvate da questo Governo per la riforma elettorale, la sicurezza del Paese, la sua ripresa economica, lo sviluppo, l’apertura alla modernizzazione dei trasporti, del sistema sanitario, dell’istruzione, per la lotta alla malavita, all’anarchia. Pazzinovi, che osa definirsi “democratico e socialista”, continua a insinuare che il nostro Governo sarebbe capace di atti di violenza contro l’opposizione e contro i falsi testimoni assoldati da questa e lo accusa di orientare l’opinione pubblica per ottenerne il consenso manipolando i mezzi di comunicazione. Tutto questo proprio quando l’Italia, dopo anni di incertezza e di lotte intestine, si trova finalmente tra le salde mani di chi saprà traghettarla oltre le difficoltà economiche e politiche promuovendo la conciliazione delle forze sociali, finalizzata allo sviluppo della produzione, e ponendo ai vertici dei valori la Nazione e lo Stato. Ricordiamo che il Capo del Governo è stato scelto da una maggioranza schiacciante di italiani. Quando prese la decisione di scendere in campo fu indistintamente seguito, da nord a sud, come un nuovo unto del Signore da tutta la cittadinanza che aspettava una forza capace di prendere le redini di questa Nazione. Le opere già attuate dal Governo, che i suoi nemici accusano di essere atti fittizi di mera propaganda, stanno a testimonianza di quanto gli stia a cuore il benessere di tutti gli italiani. E quando gli oppositori affermano che il potenziamento delle nostre milizie implichi un desiderio guerrafondaio, mentono sapendo di mentire. Tale potenziamento, infatti, è solo preventivo. Ma la destabilizzazione del Paese non passa solo attraverso le accuse e le menzogne. Essa si manifesta anche nelle insane proposte di considerare uguali persone che vivono nell’illecito e nell’immoralità accusando proprio di ciò la nostra classe politica, sfruttando la virile prestanza e la naturale galanteria di chi ci rappresenta. Ma noi non ci stiamo. E l’indignazione che ci invade davanti a certi scritti, massicciamente distribuiti alla popolazione e che potrebbero farla cadere in errore, ci ha condotto a impugnare la penna per smascherare i nemici dello Stato. Primo fra tutti quel Pazzinovi che sia dagli scanni del Parlamento che dalle colonne dei fogliacci comunisti attenta alla dignità del Paese. Il deputato faccia attenzione alle persone con cui si accompagna. Riveda le sue posizioni prima di cadere vittima delle sue stesse malsane alleanze. Apra gli occhi e riconosca di essere stato strumentalizzato da forze estere che mirano al controllo del Paese. Personalmente non abbiamo nulla contro il deputato Pazzinovi che reputiamo vittima della propaganda sovversiva bolscevica. Di questi tempi, in cui l’Italia si sta rialzando dopo essere stata duramente colpita, è ancora più impellente la necessità di unire le nostre forze per ricostruire.


Onorevole Mario Farinata di Roma, membro della Federazione Nazionale Fascista, Responsabile delle Comunicazioni e della Propaganda, 6 giugno 1924

22 pensieri riguardo “aquattromani: 27”

  1. non male il linguaggio, non un racconto in senso stretto.
    PS non facile un racconto in 5000 battute, il limite ha portato molti ad “inventarsi qualcosa”.
    PPS io spero ancora che la storia ripeta in farsa…

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