c’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria?

Quando ero piccolo mio padre mi portava al fiume. C’era tante gente, c’erano i bagnini, c’erano le barche che ti portavano da una riva all’altra, c’era, insomma, una città che aveva il suo fiume.
Una manna dal cielo, specie per le famiglie più povere, magari senza auto.
Se qualcuno allora avesse detto, mentre con i salvagenti fatti con le camere d’aria noi ragazzi si faceva il bagno, o mentre i grandi preparavano i panini e le acque viscì, se, dicevo, qualcuno avesse detto che quell’acqua era già avvelenata, un po’ a causa dell’industrializzazione, un po’ a causa dei prodotti altamente nocivi usati e abusati dagli “agricoli”, sarebbe stato considerato un guastafeste.
Andava tutto bene.
A volte non va bene che ci dicano le cose come stanno.
Nuoce gravemente alla salute lo leggiamo nei pacchetti di sigarette. Dovremmo leggerlo anche nelle marmitte delle nostre auto.
Sembra che Geronimo abbia detto (e ne sono passati di decenni): Uomini bianchi, morirete sommersi dai vostri rifiuti.
Detto questo.
Un tempo l’acqua: e ora il fiume è solo un ricordo. La città ha un fiume da sentire e da vedere, ma da temere anche.
Anche l’aria si sa, è già inquinata.
Quanto lo sarà domani?
A chi interessa c’è questa cosa qua (grazie Roby).
http://www.cambiamoaria.org/index.php