vecchia piccola editoria…

Su Nazione Indiana ho appena finito di leggere un bell’articolo (onesto, sincero articolo, mi pare) di Helena Janeczek, editor che lavora per Mondadori.
Il post è questo.
Allora, mi sto interrogando: cosa penso io del pubblicare o meno con un’editrice il cui azionista di riferimento sia Silvio Berlusconi?
Facciamo prima un passo indietro (giuro: sarò onesto).
Ho mai pensato di pubblicare con Mondadori, Einaudi, Frassinelli eccetera?
Sì, l’ho presa in considerazione questa ipotesi.
Perlomeno tre volte.
1. Una volta rivolgendomi proprio ad Helena Janeczek. Più o meno le scrissi, Ti allego la sinossi e qualche capitolo del mio primo libro, Il quaderno delle voci rubate, che in pratica, dopo l’editing che mi fece Laura Bosio, fu pubblicato ma solonella mia città, Vercelli.
Helena Janeczek mi rispose più o meno così: Dammi del tempo, ho tanta roba arretrata, ma prima o poi ti dirò qualcosa.
2. Due, tre mesi fa ho inviato in lettura a Frassinelli, Einaudi e Piemme (ma anche a Rosella Postorino di Stile Libero) il mio ultimo manoscritto, Di bestemmie e folli amori.
3. Tra le amicizie che ho su facebook c’è anche Sandrone Dazieri. Allora, Di bestemmie e folli amori avrei voluto inviarlo a Mondadori, ma con le stesse modalità seguite da un esordiente; e un esordiente, stando alle indicazioni del sito, deve prima telefonare per ricevere le indicazioni sulla spedizione. La telefonata va fatta entro le 10,30. Ho un problema io (e i lettori di questo blog lo sanno). Dormo, e dormo bene, solo dalle 5 alle 10. Da anni. E al mattino, alle 10, sono incapace di intendere ma non di volere: voglio solo silenzio, un caffè, la prima sigaretta, poi il secondo caffè, poi il primo sigaro. Allora, ho scritto a Dazieri: Mi sai dire a che indirizzo spedire? Ché sul sito non è chiaro. Nessuna risposta. Nessun problema: non ho spedito Di bestemmie e folli amori a Mondadori e va bene così.
3. Vengo ora a Bastardo posto, il libro che doveva uscire con la Newton Compton già l’anno scorso, al salone del libro. Allora, Bastardo posto non uscirà più con la Newton. Uscirà, credo e spero, comunque. Non dico con chi né quando: che porta sfiga dire.
Ma questa estate un, o una non importa, agente mi diede un consiglio: dal momento che la Newton sta cincischiando tu mandalo in lettura a queste tre case editrici (senza dire che il libro potrebbe uscire con la Newton). Una delle tre aveva come azionista di riferimento Silvio Berlusconi. Non feci nessun invio. Non mi sembrava corretto: né nei confronti della Newton né nei confronti degli editor di quelle tre case editrici, ai quali editor avrei dovuto spedire spacciando Bastardo posto per un manoscritto in cerca di editore, mentre in realtà era un libro in uscita.
Certo, quello o quella agente (che non è il/la mia/mio agente) ci aveva visto giusto, avrei dovuto seguire il suo consiglio. O forse no. Il destino di Bastardo posto era un altro.

Prima di spedire a editori che fanno riferimento a Silvio e Marina Berlusconi, però, qualche tentativo “alternativo” l’avevo fatto.
Credo mi credano in pochi, ma a me interessa pubblicare con un buon editore, non con un graande editore.
Per esempio ho provato con Stampa alternativa.
Ho già inviato loro due, tre proposte editoriali, utilizzando il loro sito. Nessuna risposta.
Altri editori mi hanno risposto (però so mica se mi avrebbero risposto se fossi stato un esordiente).

Ecco, perdonate la sbrodolata (su io e le case editrici del signor silvio) e seguite, ora, quel che penso davvero.

Che la mia rabbia maggiore non è, oggi, nei confronti di Silvio Berlusconi o della Lega o di chi sta facendo dei pericolosi discorsi razzisti, ché dagli all’extracomunitario o alla zingaro serve, eccome se serve: a far dimenticare alla gente che si vive male, si respirano veleni, siamo curati male, se diventeremo vecchi e saremo poveri rimpiangeremo di non essere morti prima, paghiamo una casta di politici privilegiati.
E di questo non è responsabile solo chi ci governa.
Ma chi tace e finge di fare opposizione.
Quel che avviene e livello politico avviene a livello editoriale: una grande omologazione.
Anche sul passato e sulla sinistra avrei da ridire: quando lavoravo in fabbrica il Pci di Berlinguer era contro la riduzione di orario di lavoro ed era filonucleare. E la sinistra era asservita al Vaticano né più né meno come oggi. Mi sembra.
E il mondo della cosiddetta cultura alternativa o di sinistra è comunque legato – felice di esserlo – alle logiche di mercato.
Ho saputo di complessi musicali, che cantano belle canzoni della tradizione operaia, chiedere soldi, mica basta loro un rimborso spese, a lavoratori in sciopero da mesi. Storia di sempre, comunque. Niente di nuovo.

Oggi però mi sembra che ci sia un grande nemico in più: l’ignoranza. Berlusconi è stato bravo ad annichilire i cervelli, con le sue tv; e la sinistra è doppiamente colpevole; perché gli ha lasciato fare quello che voleva, perché oggi non sa comunicare.
Prendere o lasciare ma è così: se parla Berlusconi la massaia capisce; se parlano Fassino o Veltroni o Rutelli la massaia cambia canale.
Non vedo rabbia, non vedo reazioni.
Solo una grande farsa.
(E come giornalista ho un solo grande avversario, salvo poche eccezioni: il Potere).
(E in Bastardo posto, che forse è un giallo forse un noir, forse altro, questo c’è).

Torno a miei progetti editoriali.
Tre anni fa sempre un o una agente letteraria mi disse: Voi scrittori pur di pubblicare sareste disposti a quasiasi cosa.
Liberi tutti, ora, di non credermi, ma non è così.
Provengo da una famiglia contadina. Vedevo, quando ero piccolo, i miei zii che si toglievano il cappello quando arrivava il padrone.
Mondadori e Il piccolo fiammiferaio editore: non mi voglio togliere il berreto, io.
Ho scritto un libro, La donna che parlava con i morti, che ha venduto bene, era ben distribuito, ne hanno scritto un bel po’ di giornali, Repubblica, La Stampa, Famiglia Cristiana, Pulp.
Vuol dire niente di niente di niente, questo.
Quel libro, ora, è fuori catalogo, io in questo momento posso – e mi spiace, ci mancherebbe – correre il rischio di essere dimenticato.
E c’è gente che ha venduto di più, magari più brava di me, ora dimenticata.
Ma prima di tutto viene la dignità.
Disposto – ci sto pensando – ad autoprodurre un mio libro. Lo faccio stampare, lo vendo tramite questo blog a 4, massimo 5 euro spedizione compresa, se qualcuno mi invita vado a presentarlo.
Voglio morire, spero il più tardi possibile, spero non dentro un ricovero dove si respira merda, spero senza troppi rimorsi, con la tasche piene di dignità.