“Bastardo posto” tra gli argini di Sermide

Sul blog di Zena Roncada (Colfavoredellenebbie) si parla di Bastardo posto.
Qualcuno dice che la scrittura di Zena sia la più bella scrittura in rete: forse è vero, anche se la scrittura, di questo ne son convinto, è sempre un incontro.
(Banalizzo, perché il vero lettore sa apprezzare anche le scritture a lui distanti).
Comunque.
Zena, nella sua Sermide, e io quando penso a Sermide penso sempre agli argini, al Po che è grasso e generoso e potente, e ai suoi argini, e se penso agli argini vedo il papà di Zena, grande capo comunista della zona che, nonostante gli anni, va in bicicletta d’inverno tra gli argini e scivola e si fa male, tanto, morirà a seguito di quella caduta, ma prima di morire ai suoi figlii che lo hanno sgridato, “Papà, alla tua età, in bicicletta tra argini d’inverno”, ai suoi fiigli dirà – semplicemente – “sono un uomo libero, io”, e quindi Zena nella sua Sermide, stavo dicendo, presenterà il sottoscritto e Bastardo posto il 18 di questo mese.
Ci son già stato, ospite del comune e della biblioteca, un paio d’anni fa, a presentare La donna che parlava con i morti.
Ci sono presentazioni che lasciano il segno .- e non c’entra né quanta gente c’era né c’entra quanti furono i libri venduti; c’entra solo la gente che ti ascolta e poi parla con te -, come a Sermide, appunto.
Era febbraio, non ricordo se di due o tre anni fa.
Poi Sermide mi è cara per un’altra – piccola – cosa.
Lino, che ha piantato una piccola quercia, dove c’è scritto F. Libero, mio figlio di un anno insomma.
Libero.
Come il papà di Zena.