Fa’ che ogni tuo giorno conti

Credo, ma dovrei andare a verificare e su internet non c’è nulla (perché su internet non c’è il mondo), credo dicevo che il colonnello Possis sia stato un comandante dell’esercito che combattè la guerra di liberazione contro i tedeschi.
Il ricordo è vago, risale, addirittura, al 1987, quando iniziavo a imparare il mestiere di giornalista.
Mi chiesero la disponibilità per una domenica mattina: a Livorno Ferraris, centro lontano da Vercelli una ventina di chilometri, c’era, appunto, l’intitolazione di una piazza al colonnello Possis.
Andai, arrivando presto (un bravo giornalista arriva sempre prima), scattai qualche foto, presi appunti (ma un bravo giornalista poi difficilmente ne ha bisogno, ché il pezzo lo scrive mentre vede), scrissi il pezzo.
Nel bloc notes degli appunti, però, ce n’era uno sottolineato, che mi colpì. Durante la cerimonia di intitolazione il sindaco di Livorno Ferraris lesse alcune pagine del diario del colonnello Possis. Pensieri, più che altro, cose veloci.
Fa’ che ogni tuo giorno conti.
Mi piacque, fu amore a prima vista, perché mentre prendevo appunti mi chiedevo: come sono i miei giorni?
Fa’ che ogni tuo giorno conti.
Da allora ho preso l’abitudine, qualunque cosa mi stia capitando-succedendo e dovunque io sia, di leggere almeno qualche pagina di un libro e di fare due passi guardando il cielo. Ci riesco nove giorni su dieci.
Fa’ che ogni tuo giorno conti.
(E’ il segreto – credo – per non vivere da moribondi).