come funghi, i “docenti” di scrittura creativa

A volte tengo dei corsi, di scrittura (che a me scrittura creativa sembra un po’ una minchiata).
Mi faccio dare il rimborso spese e in cambio racconto “cose” tratte per lo più dalla mia esperienza.
Una volta una persona mi ha detto: Anni fa ho seguito un corso con Pontiggia, sai che tu mi ricordi lui? Immediatamente le ho pagato da bere (sospettando, chiaro, che mentisse).
Un’altra volta invece ho ricevuto una mail: di una partecipante delusa. Domenica (era in due giorni il corso) mi sei piaciuto, ma il giorno prima no, poitevi fare di meglio.
Io le ho risposto, lei no.
Comunque, il discorso sulle scuole di scrittura è mica facile. Son qui a dire, ora, però questo: che crescon come funghi i docenti. Leggo di una scrittrice (ora ora) che ha pubblicato un libro e che fa corsi. Ha una trentina d’anni.
Nella mia città, invece mesi fa ho saputo di un ventenne, molto intraprendente. Dopo aver pubblicato un romanzo breve per le edizioni Il filo (e quindi a pagamento) ha tenuto un corso di scrittura creativa: così è rientrato (suppongo) un po’ nelle spese.
Chissà se ha parlato anche di editoria banditesca, a pagamento.

52 pensieri riguardo “come funghi, i “docenti” di scrittura creativa”

  1. Ciao Remo. Era da tanto che non mi divertivo così, assistendo a una vera e propria fire war che non riguardasse i soliti argomenti politici.
    Ho tenuto un corso di scrittura creativa per forza, della serie “Lo faccia perchè abbiamo un buco nei corsi.” L’ho fatto, è piaciuto ma sono certa che nessuno ha imparato, in 12 ore, ad essere creativo e tantomeno a scrivere. Saper scrivere è un dono, saper mettere giù qualcosa di sensato e con una sintassi decente è già una bella cosa. A mio parere l’utilità dei corsi di scrittura “creativa” è che creano aggregazione, e si produce qualcosa. L’importante è non aspettarsi chissà quale balzo qualitativo del proprio sentirsi scrittori “inside”. Un po’ come se dopo aver frequentato un corso di cucina uno pensasse di ritrovarsi Paola Budel, fantastica chef di fantastico ristorante sull’isola di Mazzorbo. Lo so che non mi spiego, ma fa niente.

    Un abbraccio Remo!

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