informazioni e puttane

Se fai il portiere di notte è difficile che la gente ti dia la mancia. Quando arriva la sera ha altri cazzi per la testa, solitamente. Al mattino ha fretta, poi deve pagare pernottamento, cena, chiamare il taxi, fare colazione in fretta.
Oddio, un po’ magari era colpa mia. Lavoravo leggendo, e non avevo nessuna divisa. Qualche volta qualcuno mi diceva “Complimenti per il suo albergo” (sì, buonanotte, ero un dipendente da 400 mila lire al mese, io).
Ho fatto il portiere di notte per quesi tre anni, io. Le più generose nel darmi mance erano le prostitute. Ne ricordo una in particolare, simpatica, bionda, tarchiata, poco bella. Arrivava di notte tardi, quasi all’alba. Era dispiaciuta di farmi lavorare, mi allungava, era il 1985, cinquemila lire, facendomi l’occhiolino.
Però ci fu un mattino che ricevetti una bella mancia: 50mila lire.
Da raccontare.
Due tipi che non conoscevo mi dicono: Quando ha finito di lavorare le va di scambiare due parole con noi al bar? Sa, non conosciamo la città.
Va bene, dissi.
Ed eccomi davanti ai due. Che avevano un problema: nominare il responsabile di un’assicurazione, quello vecchio, dal momento che rubava, mi dissero, è stato fatto fuori.
Vennero subito al dunque, i due. Avevano saputo (non so ancora da chi) che io conoscevo, e bene, una tal persona.
Lei conosce tizio?, mi dissero.
Certo, e anche abbastanza bene.
Ci dica qualcosa.
Raccontai alcune cose, poi domandai: Ne ha combinata qualcuna delle sue?
Si guardarono, mi guardarono, si riguardarono come a significare: hai visto?
Cosa intende dire con “Ne ha combinata qualcuna delle sue?”, mi chiesero..
E io: Da quello che so è un disonesto, conosco gente che lui ha gabbato.
Sì, ma non è mai stato denunciato, giusto?
Giusto, risposi.
Si riguardarono i due. Soddisfatti: sì, erano soddisfatti di quello che gli stavo dicendo.
E mi mollarono 50mila lire.
Pensai, andando a casa, che avevo fatto una buona azione. Certa gente non deve ricoprire ruoli importanti.
Ero, insomma, orgoglioso di quelle 50mila lire.
Peccato che il tipo di cui io avevo detto peste e corna lo stesso giorno fu nominato resposansabile di quell’assicurazione. Forse anche grazie a me. O magari togliamolo l’anche. Grazie a me.
Li rividi tutti e tre, mesi dopo, un mattino. Che se la ridevano, al bar.
Uno dei due che mi aveva interrogato mi fece l’occhiolino: ma era meglio l’occhiolino della prostituta che mi svegliava alle quattro, a volte le cinque del mattino, dispiaciuta.
Me la ricordo bene, quella donna. Sorridente quando arrivava, a testa bassa quando se ne andava, a lavoro finito.