Il vicolo non piaciuto

Giuseppe Iannozzi ha sempre recensito positivamente i mie libri. Vicolo del precipizio, però, non gli è piaciuto.
Ci sta, ci mancherebbe.
Per lui manca l’affondo contro l’editoria. Per me c’è, in secondo piano. UN po’ come La donna che parlava con i morti: ha dato il titolo al libro, ma stava sullo sfondo.
Per me il punto di partenza di Vicolo del precipizio è il quaderno di mia madre.
E comunque. Ben venga anche il giudizio negativo di Giuseppe Iannozzi
Oggi sono un autore poco conosciuto. Quando ero molto sconosciuto ebbi comunque alcuni recensori come Stefania Mola, Isabella Moroni, altri. E Iannozzi.
Questo è quanto ha scritto.
http://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2012/03/11/remo-bassini-ghostwriter-a-precipizio-recensione-di-iannozzi-giuseppe-aka-king-lear/

 

(Il quaderno di mia madre è un post che si trova nella sezione ricordi di questo blog)

il ricordo da sei soldi

Da piccolo, elementari e medie, leggevo tantissimo. M’importava poco se mia madre mi metteva in “castigo”, proibendomi di uscire perché a scuola collezionavo votacci e note. Di nascosto, o in bagno o sotto le lenzuola di notte, illuminando con una pila, oppure quando mamma usciva dal droghiere, leggevo.
Senza però fare attenzione al nome dell’autore.
Pochi minuti fa. Prendo in mano un vecchio libro, non letto.
La canzone da sei soldi, di Archibald Joseph Cronin. Bompiani 1964 (un regalo).
Leggo di Cronin. E scopro che in bagno, sotto le lenzuola, quando mamma andava dal droghiere avevo letto E le stelle stanno a guardare…

 

Vicolo del precipizio, su L’Indice

Remo Bassini, VICOLO DEL PRECIPIZIO, pp. 198,
Euro 14, Perdi,a Pop, Bologna 2011

C’è sempre sotteso, nelle storie di Remo Bassini, il tormento della comunicazione, le forme, i modi, anche i mestieri, attraverso i quali dar vita ferma, solida, alla relazione del sé con il mondo. I suoi personaggi, che spesso poi sono un alter ego dell’autore, si portano addosso questo tormento, che gli si torce dentro, li fa malati d’una tensione che quasi mai si risolve positivamente. E lo sfondo che dà spessore all’angoscia del vivere è il vagare delle storie nella memoria della provincia, di una dimensione nella quale rimpianto e frustrazione sono compagni coatti di un viaggio che non ha un termine possibile. Questa volta il protagonista è uno scrittore, anzi un ex scrittore che, pubblicato un libro di successo, vede inaridirsi la vena e la voglia della narrazione, e si consegna allora prigioniero deluso nelle mani di un editor di grido, che lo trasforma in un anonimo ghost writer, tanto abile a dare scrittura e stile a manoscritti inutili quanto incapace di tirarsi via da questa sua prigionia volontaria e ritrovare il coraggio della propria identità. Torino e Cortona, la Torino del suo vissuto quotidiano e la piccola incantevole Cortona della sua memoria adolescenziale, sono i poli ambigui di un itinerario dove realtà e finzione s’intersecano con un docile incastro di piani narrativi.
Mimmo Candito

Pasolini dimenticato

Credo proprio che il commento scritto da Enrico Gregori nel precedente post meriti maggiore visibilità.
Lo copio e incollo. E ringrazio Gregori.

Off, very off, extra off… topic, e me ne scuso con Remo. Ma utilizzo questo suo blog per una considerazione che, non essendo io un rinomato intellettuale, lascia il tempo che trova. In giornata, però, ho dato un’occhiata qui e là in alcuni blog cosiddetti “letterari” e non ho trovato traccia di un ricordo, di un pensiero, di una semplice parola sul fatto che oggi avrebbe compiuto 90 anni Pier Paolo Pasolini. Potrebbe essere non dovuto, per carità. Non è che i blog, seppur “letterari”, debbano essere una sorta di almanacco. Però è singolare che i suddetti blog non dimentichino che tra 3 giorni è l’8 marzo. Oppure sono molto solleciti nel celebrare l’anniversario della morte di un poeta del Turkmenistan (tradotto solo a Ulan Bator, ovviamente). Più solleciti ancora lo sono nel segnalare e proporre nuovi Pasolini, nuovi Moravia, nuovi Flaiano spesso con la qualità fondamentale di essere TQ e amici cari dei tenutari dei blog. Sempre più spazio, vedo, per “nuovi qualcuno” e meno propensione a ricordare gli originali. Pasolini non è TQ, era già fuori quota quando fu ammazzato. Quindi, nei fatti, per molti blog “letterari”, era poco più di un frocio che scriveva qualcosina di decente. E sono gli stessi blog sui quali, per esempio, si legge che Fabio Volo non deve avere albergo nel mondo della letteratura. Può darsi, ma è un’affermazione che poco mi convince se arriva da chi gestisce un blog letterario come se fosse un ufficio raccomandazioni o una palestra nella quale allenarsi a farsi delle seghe. Mentali, ovviamente. Di quelle d’altro genere ne scriveva, per esempio, proprio Pasolini. Sarà per quello che ancor oggi i titolari di “quei blog lì” gli preferiscono l’ultima silloge poetica del loro idraulico. Che fa tanto alternativo.

Link, la novità, una recensione

Inizio parlando di questo blog.
Devo aggiornare i link, la maggior parte sono di Splinder-che-non-c’è-più. Mi sa che li cancellerò tutti (i link) e poi, man mano, reinserirò.
Ma la novità è questa. Anche altriappunti migra, almeno in parte.
Presto sarò presente nella piattaforma che ospita i blogger de Il Fatto quotidiano.
Ci scriverò solo racconti e storie. Cose vere, cose inventate, cose metà e metà. Cose autobiografiche, di ieri e di oggi. E riproporrò, magari riscrivendolo, qualche vecchio ronzino, già apparso qui.
Oltre a scrivere racconti e storie mie ospiterò, di tanto in tanto, racconti e storie di altri.
Poi, cosa importante.  A luglio ci sarà la quinta edizione dei Racconti a quattro mani.
Li posterò di là e si voterà di là e si commenterà di là (con moderazione a cura de Il fatto) e di qua (con moderazione che curerò io).
E questo blog, insieme a Facebook fungerà da cassa di risonanza ai mie post sul blog del Fatto.

Altriappunti, però, continua a esistere.
Appariranno qui le rare segnalazioni che faccio su altri libri e autori. Sempfre qui continuerà a parlare di editoria. Di giornalismo, politica, medicina alternativa. E altro ancora.
Auguratemi buon lavoro se vi va.

Segnalo poi questa recensione di Stefania Mola su Vicolo del precipizio. La segnalo anche perché Stefania ha recensito tutti i miei libri e spesso è prodiga, insieme a Zena Roncada Colfavoredellenebbie, di (buoni) consigli al sottoscritto.