di Grillo (e d’altro)

A Bersani vorrei domandare: come la mettiamo con l’alta velocità? Ai grillini invece voglio chiedere: ma se e come allearsi col Pd lo decide uno solo?

Ho scritto questa cosa qua, tanto su facebook quanto su twitter.
Che il Movimento5stelle potesse andare bene l’avevo scritto due giorni prima del voto, sul mio giornale.
http://www.lasesia.vercelli.it/stories/Cronaca/3194_grillo_far_il_botto_comunque_sia_c_sfiducia/

Sul fenomeno Grillo sarà il futuro a dirci di più.
Ora è tutto un gran parlare e sparlare.
Penso che gli stessi grillini si stiano interrogando…

Parlando d’altro.
Sto leggendo “Lo stato delle cose” di Richard Ford. Lettura che non decolla. Lo trovo lento, macchinoso, sebbene ben scritto.
E sto scrivendo un nuovo romanzo, o forse no: non decolla nemmeno quello.

Buone cose a tutti quelli che passano di qui (prima di fecebook erano tanti, dai 400 ai 500 al giorno; ora, quando ci sono 100 visitatori è festa; 150 è natale o pasqua, a scelta)

Vecchi

C’è un post drammatico, oggi, su il fattoquotidiano.it. (firmato da Marina Sozzi)
La storia di un ottantenne di San Mauro che prima uccide la moglie malata e poi se stesso.
Ecco il post.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/25/ottantenni-suicidi-e-problema-del-fine-vita/511597/
Tanti commenti.
Tra i commenti c’è un certo querty che scrive.
ricordo che i vecchi hanno già vissuto. I giovani devono ancora vivere. I vecchi hanno già avuto la loro parte, hanno avuto tutto, lavoro e famiglia, magari senza neanche uno straccio di laurea. Basta. Non devono rubare dal piatto degli altri.
A quelli che osano lamentarsi che prenderanno la pensione “solo” a 70 anni, ricordo che i giovani non la prenderanno mai.
L’eutanasia? Io non ho mai parlato di eutanasia. Chi ha già vissuto dovrebbe proprio capire di togliersi di mezzo da solo, non scaricare perfino questa responsabilità sugli altri.

internet fa pensare.

Lo scommettitore: sogno “vaticano”

Avrebbe voluto piantarla con aspiranti sindaci, presidenti di provincia, parlamentari, europarlamentari. Avrebbe voluto di più. Avrebbe voluto che si sapesse della sua bravura anche nelle alte sfere, in alto in alto, dove non era mai arrivato.
 Al Vaticano.
Qualcuno lo convoca, magari a Parigi – no, meglio in un castello nelle vicinanze di Praga – e gli dice che deve lavorare silenzio, da solo, per anni, affinché Tizio venga eletto Papa. E per fare questo lui, da solo, deve contrastare Caio. Annientarlo.
Avrebbe accettato di corsa, perché sarebbe stato il modo migliore per chiudere la carriera da scommettitore. Avrebbe accettato senza badare ai soldi, non si era mai preoccupato di diventare ricco.
Era il suo sogno proibito, che faceva ad occhi aperti: microspie nei confessionali, donnine che scuciono indiscrezioni sbottonando qualche veste cardinalizia, incontri nei sotterranei del Vaticano. Roba da fil, o da libro giallo.

estratto (pagine 73 e 74) da Lo scommettitore, Fernandel 2006.

Un mondo di ebook (speriamo di no)

Anni fa, una mia amica scrittrice mi parlò di un suo amico appassionato di libri e di jazz. Non si poteva inviargli mail, perché lui non aveva né computer né posta elettronica.
Non ha nemmeno il cellulare, mi disse questa mia amica.
Ho controllato nei giorni scorsi: ora ce l’ha un indirizzo di posta elettronica.

Ho una figlia grande, si chiama Sonia, ho un figlio piccolo, di tre anni, lo chiamiamo Cico.
Sonia, quando si iscrisse a Medicina non aveva familiarità con il computer. L’aveva usato a scuola, aveva visto il mio, sapeva che esisteva Napster ma… viveva bene senza connettersi, insomma.
Quando si iscrisse a medicina fece una scoperta: che doveva procurarsi un computer, o perlomeno usarlo. Gli appelli agli esami erano solo on line.

Pochi mesi fa, sono a Cortona, con Francesca e Cico. Siamo in un’enoteca, mangiamo.
Accanto a noi ci sono tre donne. Parlano di yoga. Poi di teatro. Poi di libri.
Una dice: Non leggerò mai un ebook, a me piace il contatto fisico con il libro.
Dice, insomma, una cosa nota. Che dicono in tanti.
Le altre due annuiscono, sono d’accordo con lei.
Lei però si accorge della presenza di Cico. Lo indica e dice: Ma vedete quel bambino? Da grande non avrà la possibilità di scegliere. Vivrà in un mondo fatto di ebook.

Speriamo di no.

Un futuro di plastica

Quand’è che il futuro è passato da essere una promessa a essere una minaccia?

Chuck Palahniuk da Invisible Monsters

(… che non ho letto. La frase l’ho letta, e poi copiata, dalla bacheca su facebook di Annamaria Mercuri.
Le ho scritto che erano giorni che cercavo queste parole, io.
E mi interrogavo, oggi, sulla mia inacapacità ad adattarmi a questo mondo di plastica.
Forse, mi son detto, se tu avessi vissuto nel periodo in cui si vedevano le prime automobili tu, di sicuro, avresti detto che non avresti mai rinunciato al tuo cavallo…
Nella mia città hanno tolto acqua, luce e corrente a una famiglia composta da padre, madre e tre figli, due piccoli. Sono stati al freddo per giorni.
Vent’anni fa il “letturista” sarebbe passato e avrebbe minacciato di tagliare i fili della luce e di piombare il contatore; ma se c’erano dei bimbi piccoli non avrebbe fatto nulla, se non segnalare.
Vent’anni fa non c’era il paradiso.
C’era solo meno plastica
Ma vent’anni fa l’aria cominciava a essere meno buona e l’acqua pure).