Nel 1982, Pascoli

1982 mi iscrivo a Lettere. Frequento. Studio in treno, in fabbrica (quando vado in bagno, nella mezz’ora di pausa pasto).
Il lunedì seguo i corsi di geografia storica, che non mi entusiasmano, e quelli di Storia della letteratura moderna e contemporanea, con Stefano Jacomuzzi, che invece sì, mi entusiasmano.
Jacomuzzi ci fa studiare tanto Fogazzaro, un po’ di Carducci, tantissimo Pascoli.
Myricae, in particolare.
Scopro così che Pascoli è un grande poeta e un grande innovatore.
Il sogno è l’infinita ombra del vero (Alexandros).
E Novembre, va a sapere perché, la ricordo ancora adesso.