La porta della sfortuna

Sono superstizioso. Sto alla larga dai gatti neri che incrocio per strada, ho dei rituali miei. Interpreto dei segni.

Sono superstizioso forse perché sono nato a Cortona, chissà.

A Cortona c’è una porta chiamata bifora. Una doppia porta etrusca. Da una parte si entrava e da una si usciva.

Nel 1258 un cortonese traditore apre la porta d’ingresso e fa entrare gli aretini, che occupano così Cortona per sei mesi.

Una volta che Cortona è liberata il Capitano del Popolo ordina che la porta etrusca e doppia venga murata. E – così vuole la leggenda – lancia l’anatema: chi varcherà la porta morirà.

Nel 1950 a Cortona si decide di riaprire Porta Bifora. Sembra (perché così è stato raccontato e scritto) che il titolare della ditta incaricata dei lavori morì poco prima della riapertura della Porta.

Si procede con un’altra ditta, ma al momento della riapertura un operaio, nel tentativo di spostare una pietra, si frantuma la gamba.

Altro stop, poi la saggia decisione: si consulta un etruscologo affinché sappia indicare qual è la porta di uscita e qual è quella di entrata, insomma quella maledetta. L’etruscologo dà le indicazioni e viene così aperta solo quella di uscita. Senza toccare una pietra di quella d’entrata, naturalmente.

PS Ne ha scritto Ivo Camerini su L’Etruria

https://www.letruria.it/attualit%C3%A0/la-vulgata-sulla-riapertura-della-porta-bifora-a-cortona-5705?fbclid=IwAR1JXVjh4g1xZKhVVeg4E_GMwUVw1E97yZ3mbAkmzH-pUsW–rcbUEJKsGM