Non è tempo di scrivere, oggi

Ipotesi A

Dei suicidi i giornali non parlavano più. Ma ce n’erano ogni giorno, sempre più. Lo sapevamo parlando da balcone a balcone, lo sapevamo sussurrandolo in strada. Facendo attenzione che non ci sentissero. Sulla grande rete no, ci controllavano, ormai da tempo. Sette anni. Sette anni di disperazione. Di vita nelle catacombe. Avevamo perso tutto: la dignità, il futuro, i sogni. E non potevamo dirlo.

Ipotesi B

Quando tutti finì, finì presto, due anni e qualche mese, ci rimase un’unica certezza: che poteva ricominciare tutto, di nuovo, e che sarebbe stato peggio. C’era un’altra certezza, non so dire se più brutta dell’altra: non ci fidavamo più di nessuno. Nemmeno degli amici più cari. Vivevamo in un mondo che – per difenderci dal male, dicevano – diffondeva bugie.

Ipotesi C

…. Voglia di non pensare. Non è tempo di scrivere, oggi

Autore: remo

Scrivo, ma in vita mia ho fatto di tutto: cameriere, operaio, portiere di notte. Sono stato anche disoccupato. Mi mi sono laureato lavorando. Poi ho fatto il giornalista e scrivo anche libri

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