Distrazioni e dimenticanze

Una mia amica (si chiama Rossana Girotto, devo a lei la ristampa de La donna che parlava con i morti) ieri su facebook si è data della cogliona per essere rimasta senza benzina in autostrada.
Le ho risposto che a me è successo almeno dieci volte. Ricordo una notte, ero a Novara, non c’era anima viva. Cercai un contenitore dell’immondizia, recuperai una bottiglia di plastica e poi mi misi a cercare un distributore automatico. Arrivai a casa all’alba.
Sono distratto.

Dimentico di tutto e perdo di tutto.
Mi sono dimenticato di andare a prendere i miei figli a scuola: Sonia, una vita fa, e il piccolo Federico Libero, l’anno scorso.
Una volta ho dimenticato il cane in auto, per almeno tre ore. Era un mattino di primavera, successe nel mio cortile; quando gli ho aperto ha sbadigliato, scodinzolante.
Una volta ho fatto il prelievo con il bancomat e ho dimenticato di prendere i soldi. Li ho lasciati lì, fortuna che nessuno, passando, se li sia presi (la banca, quindi, me li ha restituiti).
A volte entro in un bar, ordino un caffè, lo bevo, esco senza pagare, poi torno e chiedo scusa…
Mi è successo, e non una volta sola, di comperare un libro che già avevo (non ricordo mai i titoli, io). Così adesso (visti i costi) me li sono scritti, a portata di mano sul telefonino…
Potrei continuare (ombrelli persi, strade sbagliate perché sovrappensiero e, anche, per mancanza assoluto di orientamento eccetera eccetera eccetera).

Non mi vanto, d’essere così.
Ho perso le lettere che mi furono inviate quando morì mio fratello Moreno, ho perso le lettere che mi scrisse don Luisito Bianchi. (su don Luisito, LEGGI QUI)
Lettere a cui tenevo, tanto. Però le ricordo…
(segue: a domani)