Blackout di facebook e le notti a Valencia nel 2006

Niente facebook, ieri, niente whatsapp.
Spagna, agosto del 2006, a Valencia. Sono poche poche le vacanze che ho fatto all’estero, io: Parigi nel 1988, Valencia, appunto nel 2006, Narbonne e Marsiglia l’anno dopo.
Allora, quell’estate appena fuori Valencia, ospite (in una villa) dei miei ex datori di lavoro. Aspettavo che tutti andassero a dormire per aggiornare questo blog, leggerne altri. Succede però che il pc si rompa. Tastiera inutilizzabile. La sera e la notte le dedico così alla lettura e a prendere appunti sul libro che ho in mente (La donna che parlava con i morti).
Ma non posso stare lontano dal blog. Così al mattino, appena sveglio, dopo un caffè faccio una camminata di una decina di minuti per arrivare a un bar dove, all’aperto, ci sono alcune postazioni a pagamento. Mi fermo il tempo di altri due, tre caffè e due, tre gitanes senza filtro.
Un’ora e mezzo, circa, quasi due.
Erano delle belle mattinate, insomma.
Ma anche le serate senza pc: leggevo e prendevo appunti e fumavo gitanes, ma guardavo anche in lontananza da dove sentivo arrivare canti e voci di festa notturni. Ho orari spagnoli, pensai.

Per quanto riguarda i viaggi all’estero.
Una volta ho letto un decalogo di uno scrittore dal titolo: “ho sempre diffidato della gente che…”
Mi restò impressa una frase: Ho sempre diffidato degli studenti che d’estate non hanno preso lo zaino per andare all’estero, magari in autostop.
Infatti. In genere io d’estate lavoravo per aiutare la baracca (padre cassintegrato, mamma che faceva le pulizie). Comunque aveva ragione: diffido anche io di me stesso.