Anni settanta

Dopo i favolosi anni sessanta arrivarono loro, e non furono da meno.

Per esempio si portarono appresso i night che, per ricchi possidenti un po’ avanti negli anni, rappresentavano la giusta ricompensa dopo una giornata di lavoro e solito tram tram.
Le prime volte entravano dentro impacciati e timidi, ma poi fecero in fretta a sentirsi a casa loro, e a dare del tu alle belle ballerine che si svestivano per loro.

Nei favolosi anni settanta arrivarono anche le prime tv libere. Quasi ogni città ne aveva una. Telegiornali alla buona, vecchi film, pubblicità, documentari. Qualche intervista e qualche raro servizio.

In una città di cui non farò il nome una sera successe questo, successe: che una tv locale fece un servizio in un night. Molto frequentato.
Servizio che fu proposto sere dopo, in orario notturno.

Successe il fattaccio. Qualche moglie insonne di qualche ricco possidente constatò che il di lei consorte non era andato alla bocciofila, «se torno tardi tu vai pure a letto», ma era lì, in prima fila, in televisione e quindi in quel postaccio chiamato night, col naso che sembrava assaporare le due belle tette che gli ballonzolavano davanti.

Favolosi anni, e favolosi anche i culi: al night e poi a casa.

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