Orta, il Leon d’oro, Dostoevskij, La suora

Quando ho scritto “La suora” non sapevo che Dostoevskij avesse pernottato al Leon d’oro di Orta. Le prime pagine del mio libro sono ambientate proprio davanti all’albergo. Ecco la foto dell’ingresso del Leon d’oro.

Romolo Strozzi, il protagonista, e Nora (che diventerà “La suora”) si incontrano il 24 gennaio del 2010 davanti al Leon d’oro. Una sorta di data di nascita del libro che coincide con la data di nascita di mio figlio… Perché Orta. Perché Orta è il posto del Piemonte che più amo. Poi. Perché il Leon d’oro. Perché il 24 giugno del 2006, dopo la cerimonia in Comune del mio matrimonio con Francesca, andammo a mangiare, appunto, al Leon d’oro di Orta. Era il locale che mi era piaciuto di più. Ripeto, non sapevo che ci avesse soggiornato Dostoevskij.

Altro ricordo: settembre del 1982 leggo i Demoni. E’ il primo libro che leggo di Dos (come lo chiamava Bukowksi). In una pagina, Dostoevskij, che soffriva di epilessia, fa dire a un suo personaggio che anche Maometto lo era, perché dormiva poco. Ho sofferto anche io di epilessia, così scrissi una poesia (ma non sono un poeta, io). Son versi, gettati così, alla bruttodio. Eccoli.

A Dostoevskij.

Epilessia, malefica dea che insegni

ai tuo figli bastardi a sottrarre

secondi alla notte.

La pena di morte è

ad ogni istante.

Ad ogni istante il viso

può schiantare

nel selciato dove

calpestati e rinnegati

crescon fiori il cui nome

nessuno conosce

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