L’acqua, le lucertole volanti, Nora

Parlo con l’acqua e, di notte, anche con Nora, ho la fissa delle caviglie delle donne, la gelatina mi fa vomitare e non ho mai usato un preservativo perché mi ricorda la gelatina, ho scelto di farmi adottare da una Valle che con le mie radici non ha niente ma proprio niente da spartire, e mi è rimasta la paura delle lucertole perché quando ero piccolo avevo una cazzo di zia che mi diceva che dovevo stare bravo altrimenti sarebbero arrivate le lucertole volanti, e a me questa cosa delle lucertole che volano mi è rimasta impressa per anni e ancora adesso che di anni ne ho un bel po’ non se n’è andata del tutto, accidenti a quella zia, che poi era giovane, mica una vecchia acida. Insomma, di stranezze ne ho un vagone. La più grande, la più inspiegabile è lei. Nora.

Perché ho fatto il copia incolla di questo estratto de La Suora.

Perché a gennaio, al Circolo dei lettori (Torino), davanti a una decina di persone, chi mi presentava ha scelto di leggere questo brano. E poi ha detto cose molto belle su La suora, insolite.
Sto parlando di Federico Audisio Di Somma, scrittore. Che questa sera presenterà il suo nuovo libro, “Pan”, a Vercelli.

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