Portiere di notte

Per tre anni, ho fatto il portiere di notte. Un lavoro particolare. A volte ho scritto qualcosa, qualcosa di vero. Per esempio questa cosa qua…

Ha cominciato a lavorare da poche ore, il nuovo portiere di notte. E spaesato nel grande albergo di lusso. Spazi infiniti, ascensori, passaggi che non conosce.
Gli hanno fatto vedere come si registrano i documenti, come funziona il centralino telefonico, come si imposta la sveglia per i clienti, come si fa con chi paga con carte di credito. E altro. E tutto questo in due, tre ore. Poi – lui non se l’aspettava – lo lasciano da solo.
E un po si preoccupa, lui. Di schiacciare qualcosa che non va, di dover parlare in inglese (lo sa, ma andava male a scuola), in francese (dieci, dodici parole), in russo (son cavoli), ha paura di far casini insomma. Per esempio con l’aria condizionata. O con limpianto di filodiffusione. O con la cassaforte.
E tutto un mondo strano. Eppure tanta gente, lì, è di casa.
Come negli aeroporti. Cè chi sa e va spedito, cè chi vaga spaesato.
Lui è spaesato, anche alcuni clienti lo sono. Pochi.
Il portiere di notte ha con sè un libro. Machiavelli. Studia lui. E per questo che ha accettato il lavoro. Gli avevano detto che se vuole, di notte, può dormire. Lui deve studiare. E il lavoro ideale, insomma.
Qualcuno suona, saranno le tre di notte.
Vogliono una stanza.
Un signore sui sessanta, una prostituta con lui, che fa di tutto per farti vedere che è una prostituta: fa ruotare la borsa, canticchia, guarda l’uomo con uno sguardo affatto bello. Come a dirgli: Non vedi l’ora, eh?. E l’uomo, quasi intimorito, ha la testa bassa.
Il portiere di notte, educato, chiede: Desiderano la sveglia?
(Vuol vedere se ha imparato).
L’uomo, però risponde: Facciamo in fretta, noi.

Fanno in fretta. Neanche un’ora.
Scendono, l’uomo paga.
Ma è cambiato tutto.
La borsetta bianca della prostituta sembra che possa cadere da un momento all’altro. La mano della prostituta sembra stanca, sembra trascinarla quella borsetta bianca.
Anche i volti sono diversi. L’uomo ha l’espressione di uno che è soddisfatto, la donna sembra vergognarsi quando, il portiere di notte, educato, saluta.
Li vede uscire. E sente: l’uomo sta fischiettando.

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