Il gatto nero di Giallormea

Partiamo dall’inizio. Saranno le 17 e 30. Il primo incontro è un con una signora avanti con gli anni. Tra gli ottanta e i novanta, ipotizziamo. Cammina in strada trascinando la spesa ma ogni tanto si volta e dice: «Allora, andiamo o no?».
Il gatto nero la guarda e senza esitazione obbedisce.
Mio figlio si avvicina al gatto, che ha un pelo fantastico.
«Accarezzalo pure, si fa accarezzare da tutti» dice la signora.

Proseguiamo con il finale. Qualche minuto alle 23. Mentre mi avvio alla macchina (per arrivare a casa mi ci vorranno 2 ore e mezzo) una signora carina, bionda, vestita di chiaro (era buio, mi pare fosse vestita di bianco) mi supera, poi si ferma, si gira, tira fuori dalla borsa una copia de La suora e mi dice: «Guardi che ce l’ho… me lo firma?»
Ormea, prima e ultima pagina insomma, con Giallormea in mezzo.
Presentazioni di libri, proiezioni di film. A me è toccato giovedì 20 (dal palco, invidiavo la zona fumatori, in fondo in fondo). Davanti il sindaco di Ormea. Ho dialogato con Bruno Vallepiano, di cui ho letto un gran bel libro che consiglio: La donna con la pistola.

Prima della presentazione (ho rimesso la marcia indietro) una bella cena con delle ottime lasagne di Ormea insieme a Bruno (che conoscevo telefonicamente), a Valeria Aschero (affabile, simpatica e tante altre cose) e a Carlo Turco (che non conoscevo; con lui è un piacere discutere di giornalismo, politica, basket).
Sulla presentazione, forse, dovrei dire altro, la rassegna è bella, ogni sera ci va gente, ed è bella Ormea, che un po’ mi ricorda la Valsesia (zona Scopa, Scopello), ma qui mi preme ringraziare Bruno, Valeria e Carlo: conoscerli è stata la cosa più bella della serata.
(Son solo appunti sparsi, questi, che però mi andava di scrivere).
Certo che un gatto che segue la sua padrona come un cane non l’avevo mai visto.