Rondini e gabbiani. E il mare di Liguria. E i ricordi: la vita passata, la vita ora, com’è. Sembrano acquerelli i versi di Margherita Costa: colori tenui, dolci, mai forti. Poesia, insomma, che si vede, dai contorni a volte sfumati (Se fossi la tua ombra/ mi scioglierei nella pioggia, / mi allungherei nella sera.) Poesie che, da tempo, ho cominciato a leggere e apprezzare sulla pagina facebook di Margherita. Poesie che adesso sono diventate un libro: Brevi storie del mondo intorno.

Ecco due poesie della raccolta
I gabbiani la notte
I gabbiani la notte
sono perle
contro il cielo nero.
Vanno a dormire in piccoli gruppi
e scompaiono,
mentre la luna
tonda lassù
osserva il loro volo
e la nostra vita,
noi,
che non sappiamo volare.
Zaffiro
Mi piace la sera
guardare il cielo verso nord
color zaffìro.
Gli alberi sembrano neri,
soprattutto il cipresso,
il resto solo un profilo.
È stata una giornata di sole
fresca di vento al pomeriggio.
Ora è calato,
ma l’aria è pulita
e riluce di pietra preziosa.
Dura poco il momento,
tutto si spegne,
avvicinandosi
la notte.
Nella prefazione Stefano Sivieri ha scritto: Margherita è una poetessa geolocalizzata nel Ponente ligure, uno dei posti più belli dell’intera Galassia.
Margherita, tutte le mattine, apre una finestra qualunque della sua bella casa e guarda il mare.
(…)
Le sue parole non cercano di imporre una verità: cercano di condividere uno sguardo. È questa la loro forza. Leggere, o anche solo ascoltare queste poesie significa entrare in un ritmo che non è quello isterico e sincopato del mondo moderno, ma quello segreto della natura. Significa riconoscere nelle cose semplici una trama sottile che ci appartiene. È un invito a rallentare, a respirare, a riscoprire i propri sensi. A lasciarsi sorprendere.
Margherita Costa, nata nel 1960, formazione classica e una vita attraversata da luoghi diversi: Genova, Basilea, Lugano, Imperia. Ogni città ha lasciato una luce, un ritmo, un colore che ritornano nei quadri e nelle parole.
…
Dipinge e scrive come cammina nei suoi paesi di Liguria: seguendo l’intuizione, fermandosi dove nasce una storia, lasciando che le cose diventino bellezza.
