Un fidanzato troppo giovane

Mia zia Gina, io, proprio non la sopportavo. Non sopportavo le sue sgridate, il fatto che facesse la spia a mia madre. L’ho visto, faceva a botte, era proprio lui.
Aveva 13 anni in più di mia madre ma sembrava più giovane. Truccatissima, le gonne corte. Era zitella, ma dalla vita amorosa burrascosa. Una volta un suo fidanzato la mollò, lei rubò una pistola, fortuna che se ne accorsero e la fermarono.
Mi son ricordato di una cosa, però oggi, parlando del celebre film Riso amaro. Mi dissero, ma non so se sia vero, che una comparsa, un bimbo piccolo, era stato un fidanzato di mia zia Gina. Stettero insieme parecchio, ricordo che lui veniva invitato agli interminabili pranzi di famiglia, per natele, pasqua eccetera. C’era un problema grande come una casa, però. Lui aveva qualcosa come 20 anni in meno, forse di 21, o 22.
Un giorno mia madre mi fa: Oggi dovresti andare con la zia, devi farle solo compagnia.
Non avevo scelta con mia madre: o obbedire o obbedire. Altrimenti eran cavoli.
Così andai con mia zina Gina.
Arrivammo così nella casa dove viveva il suo fidanzato. Ci fecero entrare e io, di quell’incontro, ho solo un vago ricordo, cos’avrò avuto, sette, otto anni?
Sono accanto a mia zia, che mi tiene la mano. Siamo in uno stanzone. C’è il suo moroso, ci sono poi altre dodici o più persone, uomini e donne piuttosto anziani. Fanno domande a mia zia, che risponde, ma è in difficoltà. Erano soprattutto le donne anziane a interrogarla. Alla fine zia Gina si alzò. Andiamo mi disse. Sulla via del ritorno non disse una parola.
Quel giorno il fidanzamento finì.
L’anello che lui le aveva regalato, mi pare di ricordare, glielo restituì.
Per anni e anni rividi quell’uomo, che passeggiava, o da solo sempre con altri uomini. Mi vedeva e mi riconosceva, ne ero certo, ma guardava da un’altra parte.
Sarà vero, come mi raccontò mia madre, che era stato una piccola comparsa preso in braccio da Silvana Mangano?
Non lo incontro più, da tempo, e mia zia, da tempo, non c’è più.
È riemerso questo ricordo, però, oggi, parlando… e ho rivisto quello stanzone in penombra, con le donne e gli uomini seduti accanto alla parete. E la mia mano, in quella di zia Gina.