Lavori e altro che ho fatto in 69 anni di vita.
Scolaro poi studente all’istituo tecnico agrario.
Cameriere per tre mesi (mentre facevo le superiori).
Lavoretti vari (mettere i piattelli in un tiro a segno).
Impiegato/sindacalista per due mesi, dopo il diploma.
Operaio in fabbrica, per sette anni. Anche operaio sindacalista.

Lettere e filosofia, frequentando, mentre facevo l’operaio (mi abituo a dormire 4 ore per notte).
Disoccupato e studente per due anni, facendo lavori saltuari (per esempio pulizia soffitti e cantine).
Portiere di notte in albergo (sempre frequentando)
Inizio attività giornalistica (e correzione bozze) il giorno del mio trentesimo compleanno.
Attore in una filodrammatica (ho interpretato Sigismondo ne La vita è sogno di Calderon de La bBarca, poi L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello, poi un reading di poesia)
Laura in lettere a indirizzo storico (110, su 110, a 35 anni, giugno del 1991, sempre lavorando).
Dopo, la laurea (sudata):
Caporedattore al giornale La Sesia.
Oltre al giornalismo, insegnante volontario per due anni di scrittura in carcere.
Primo libro pubblicato dal giornale La Sesia nel 2002 (Il quaderno delle voci rubate), pubblicazione de Lo scommettitore (con Fernandel) e Dicono di Clelia )Mursia) nel 2006.
Il 23 marzo del 2003 apro questo blog (Appunti.)
Seguiranno altri libri (ne ho scritti 15 in tutto, 13 romanzi, 2 raccolte di racconti).
Direttore del giornale La Sesia per 9 anni.

Pensione anticipata a 57 anni.
Candidato a sindaco per una lista civica e per Sel.
Consigliere comunale per un anno e mezzo, poi assessore all’ambiente per un anno.
Direttore testata on line Infovercelli24.
Sei forse sette corsi di scrittura creativa (senza chiedere soldi).
Consulente editoriale ed editor per Golem edizioni.
Dirigente sportivo squadra di basket.
Alcune volte ho dovuto scegliere.
A 19 anni, dopo il diploma, posso fare domanda per lavorare in banca, scelgo la fabbrica.
A 26 anni vedo un uomo morire, ero ricoverato, lettino vicino al suo). Penso che la vita è breve, decido di licenziarmi dalla fabbrica per dedicarmi maggiormente allo studio (avevo una figlia piccola, di 4 anni, avuta dal primo matrimonio). Fu una scelta forse folle, ma che cambiò la mia vita.
Infine. A trent’anni inizio a collaborare al giornale La Sesia. Recito anche, in una filodrammatica. Ho la possibilità di fare un provino per ecitare in una compagni di professionisti. Il giorno del provino, però, mi chiamano dal giornale La Sesia: hanno bisogno di un correttore di bozze, immediatamente. Scelgo il giornale. Ogni tanto ci ripenso, senza troppi rimpianti (ma spesso mi chiedo: e se avessi fatto l’attore? Che vita sarebbe stata la mia?)
Diciamo che ho fatto il giornalista, ma non era quello che avrei voluto fare quando mi ero iscritto a lettere. Mi ero iscritto a lettere (continuando a lavorare in fabbrica) per fare l’insegnante di Lettere e storia e magari scrivere qualche libro.
Iniziai a fare il giornalista per caso. E il giornalismo divenne, per me, una passione-missione. Andare contro i potenti, aiutare che andava aiutato. Denunciare. Raccontare. Tutto poi scritto nel romanzo Forse non morirò di giovedì.
Se rileggo quello che ho scritto sopra, penso chela soddisfazione più grande non l’ho avuta quando assunsi la direzione de La Sesia, né quando pubblicai i primi libri.
La soddisfazione più grande fu la laurea in lettere. Lavorare e studiare, rinunciando a uscire, a guardare la tv, a leggere. Della mia famiglia contadina-operaia ero, per dirla alla Guccini, “il primo che ha studiato”.
Ricordo un sabato sera, stato preparando l’ultimo esame (sociologia). Andai alla finestra, nevicava. Fui tentato di uscire. Camminare sul manto nevoso. Non potevo. Mancavano due giorni all’esame (presi il peggior voto, 24) e quindi restai, in compagnia della mia gatta Lilli.
Il lavoro più bello? Portiere di notte. Di notte si incontrano storie.
Quello più difficile? Direttore di giornale.
Il lavoro più brutto? Consigliere comunale e assessore.
Poi c’è un ricordo dolce-amaro: la fabbrica (comunque fiero di essere stato un operaio).
Infine ci sono i libri e la scrittura, il grande amore della mia vita, ora messa da parte. Vecchio e lungo discorso.

