incontri

Passeggiata col cane, ieri sera.
Che sembra ma non è un pastore tedesco. Che in casa obbedisce, ma fuori no.
A volte incontro un tipo. Avrà settant’anni. Quando vede che il mio cane, che di nome fa Toby, è disobbediente e non mi ascolta (l’ho ereditato, non è facile educare un cane di tre anni), mi dice, indicandomi il suo cane che è grande come un gatto: Lui fa quello che dico io, sempre.
E si vede che, viagra o non viagra, ha un orgasmo mentre vanta la sua auterovelozza verso il suo cane-gatto.
Eh, rispondo (penso: vuoi un applauso?).
Ieri sera era con suo nipote, però. Aveva il cane-gatto e il nipote al seguito. Un bel bimbo, capelli corti corti, occhi vivaci.
Il tipo dice al nipote.
Racconta, racconta al signore cosa hai fatto.
E il bimbo guardandomi: Ho preso la nota.
Avrei voglia di dire, Ah, ma invece, per cortesia, dico, E perché hai preso la nota?
Eh, mi dice il nonno, guardandomi e accendendosi una esportazione senza filtro.
Dai diglielo, dice ancora, guardando il nipote. E diglielo.
Diglielo no???
Perché ho dato un pugno in un occhio a un bambino, dice il nipote.
Ah, dico (o penso, non ricordo).
Ha capito…?, mi fa il nonno.
Ecco: qui ci scappa l’equivoco.
Io avevo capito Ha capito? (con punto interrogativo), lui invece mi aveva detto Ha capito.
Poi capisco anche io; capisco perché mi ssta piegando che:
Ha capito, dice guardando orgoglioso il nipote, che i mafiosi bisogna colpirli, io sempre così ho fatto, botte ai mafiosi, dovunque, perché mi guarda così?, vedo che lei non è d’accordo.
Mi sento scemo solo a sentire.
Vedo che il bimbo guarda il nonno con ammirazione.
Saluto inseguito dalla frase: Eh sì, ho capito, lei non è d’accordo.
(Giuro, tutto vero. Anche le virgole).

Stamattina invece incontro un amico. Cinque anni più giovane di me. Erano le dieci e mezzo. Io secondo caffè, lui bianchino numero non so (facendo l’imbianchino).
Mi fa. Ogni giorno che passa mi sento più vecchio.
Guardo il bianchino.
Mi fa. Dimentico le cose.
Penso: Anche io.
Anche io dimentico e quasi ogni giorno mi arrabbio perché dimentico un nome, una data, una località.Oggi ho dimenticato il cellulare a casa.
Che ci vuoi fare, mi dice, si invecchia.
Ha ragione certo.
Si invecchia.
Ma io continuo ad arrabbiarmi se dimentico le cose.
Preferisco.
Non dirò mai, si invecchia.
Eccerto che si invecchia: è da quando si nasce che si invecchia.
E buona giornata