Sveglia anticipata stamattina: alle nove.
Squilla il cellulare e, quando squilla, a casa mia son cavoli, che si sente male. Dico, Richiamo, poi mi vesto in fretta, poi, con la voglia di un caffè e sbadigliando, vado in guardino, ché in casa, causa i muri spessi, si sente niente.
Poi caffè, lavaggi vari, accensione pc e, mentre guardo gmail, altra telefonata, di lavoro.
Chiaro, si vede subito. Oggi non è giornata, quindi, né di blog di facebook e nemeno di mail, anche perché, ho il pc devastato dai virus.
Stanotte spero in quello di scorta.
Vado, che son di corsa, oggi.
(Però mi son sentito strano ieri. Mi mancava qualcosa, ossia il pc e la rete, e quindi avrei potuto fare altro, leggere scrivere andare a spasso. E mentre pensavo al disagio al contempo concludevo, e dovevo ammettere, di essere diventato dipendente dalla rete, e non è una cosa bella, anzi, ché la rete fa male, come le sigarette.
Certo, basterebbe un po’ di sano equlibrio mentale. Che non ho mai avuto).
E buona giornata
E poi.
E’ uscito il secondo libro di poesie di Cristina Bove, Il respiro della luna.
(Cristina, oltre che brava, è una splendida persona).
Uscirà invece a metà novembre il secondo libro di Enrico Gregori, Doppio squeeze.
(Se dico che Enrico è una splendida persona mi rinchiudono subito: anzi, mi rinchiudo io).

remo, ti ringrazio della tua ospitalità.
e ringrazio altrettanto chicca e cinzia che hanno espresso gentili apprezzamenti per la mia persona e il mio libro.
enrico, non fare il modesto…che te lo devo dire io che sei una bella persona?..
:-)
grazie degli auguri, grazie a remo per l’assist e grazie sempre a remo per non farmi sentire a disagio per quando anche io sono alle prese con un cellulare talmente tecnologico che via via si è scassato in ogni sua funzione. talvolta, ora, riesco a ricevere e fare telefonate. esattamente come avveniva con quei primi telefonini grandi come forni a micro-onde.
per il resto, remo, è tutto ovvio. se il parametro della bella persona è cristina bove, è meglio che per me ti sforzi di trovare un’altra definizione. ma anche nulla va bene
:-)
Io sveglia alle cinque ma a letto all’una..
l’unica cosa che condivido con il cavaliere le poche ore di sonno. Sì la rete diventa una dipendenza, anche quando usi testa e raziocinio, tant’è che durante le vacanze si ha come la sensazione di disintossicarsi. Ma se la dose è fatta di cultura, nel senso più ampio del termine se si può, io son felice di “dipendere”
Buona giornata
Auguri a Cri ed Enrico! per il resto si rischia di non vivere più stando appresso a face! Non è bello ma… è bello, come potrei chiacchierare con tanti sconosciuti cui mi sono affezionata se no? Ha qualcosa di ‘malato’ tutto ciò. Però mi piace. Ma appena inizierò a scrivere di nuovo (ho appena finito) sarò severa con me stessa.Credo…
io ho fughe frequenti dalla rete, anche senza virus (con mac questo problema non c’è!!) e senza essere dotata di sano equlibrio mentale…anzi… direi il contrario..
ci sono momenti in cui la rete mi sembra urlare troppo e ho bisogno di silenzio per ricollegarmi con me stessa
amo il silenzio e la solitudine quanto amo gli amici, ridere e bighellonare fino a tardi
ne ho bisogno, a volte sono pause brevi 3 o 4 giorni, a volte durano anche molti molti giorni
nel 2003 ho lasciato internet per farci ritorno solo l’anno scorso ad agosto
e quando vado in pausa non sento il bisogno della rete, scompare proprio dai miei pensieri
questo mi succede anche quando vado a qualche convegno e conferenza, se l’oratore non mi interessa vado in pausa e proprio non sento, anche se sono presente
dicono che li ho sempre avuti questi momenti di pausa eppure sono una persona socievole e che ama divertirsi.. ma ho bisogno anche del silenzio
lo amo proprio
in bocca al lupo a Cristina che è davvero una bella persona!
in bocca al lupo ache ad Enrico che ha messo un titolo da urlo!!!
Ciao Remo.
Questo è il mio primo commento sul tuo blog, che ho scoperto davvero da pochissimo.
Mi è piaciuto molto questo tuo “disagio”, anche perché lo sento molto anch’io, quando mi perdo nei tempi sbagliati di alcune giornate confuse e disordinate, accorgendomi sempre un po’ in ritardo che avrei potuto fare di meglio, e questo non solo per colpa della rete, che comunque tende ad ipnotizzarmi e a farmi perdere la cognizione del tempo in maniera più evidente di tante altre cose.
In fondo però già l’ accorgersi di sentirsi a disagio potrebbe significare un buon inizio, almeno un segno di attenzione e di sensibilità verso quello che si fa, non trovi?
A presto,
luigi
50 minuti prima della mia sveglia. Di cosa (grazie)? Torna presto
ciao williamdollace, ciao elena (grazie).
ho dimenticato di precisare (per chi non sa) che la sveglia era anticipata dal momento che vado sempre a dormire alle 5.
risparisco
Anche a me è capitato e capita di sentire la mancanza della rete. Non è una cosa bella ma nemmeneno troppo brutta. La trovo altrettanto strana del sentire la mancanza di un certo libro, o il bisogno, la fame dei libri, o della musica. E comunque se ti può far sentire meno strano (o più strano non lo so!), qui cominciavo a chiedermi che fine avevi fatto, e stavo per scriverti, poi mi sono detta e beh adesso scriverà un post, lascialo vivere :))
“E mentre pensavo al disagio al contempo concludevo, e dovevo ammettere, di essere diventato dipendente dalla rete, e non è una cosa bella, anzi, ché la rete fa male, come le sigarette.
Certo, basterebbe un po’ di sano equlibrio mentale. Che non ho mai avuto)”
condivido in pieno, inoltre è una dipendenza assai difficile da estirpare, che io risolvo andandomene per forza via di casa, ponendomi obiettivi al di fuori, e di equilibrio mentale o anche forme affini non se ne parla nemmeno da me.. ciao