un paio di cose veloci

Sollecitato da Herzog, una sera scrissi questa cosa qui.

Il tempo è
ed è subito era
Un’immagine fissa:
loculi a schiera.
(Io al De Mauro
suggerirei È-ra)

In occasione del primo compleanno del blog Milano-roma-trani la “cosa”, ma con relativa spiegazione, è stata ripresa
Nel post dire fare baciare c’è un’immagine: cliccando si scarica.

Ringrazio.

Poi: di incipit ne sono arrivati undici.
Sto cercando qualcosa di mio (meglio: cercherò quando ho tempo), anche.
Chi fosse interessato può leggere qui,
grazie.

Aggiornamento: sono dodici, ora, gli incipit.

cambi di prospettiva (e… incipit)

Ricordo lei, mia vicina di casa. Ero ragazzo. Lo faceva apposta, non lo faceva apposta? Sta di fatto che certe volte, quando non c’era nessuno, dandomi le spalle si chinava mostrandomi lo spettacolo di quello che aveva sotto la gonna (un gran bel sedere) e quel che non aveva (le mutande).
La ringraziavo, è chiaro, per uno spettacolo che mi provocava “cose”…
Era bella. Tanto bella. E suo marito era orgoglioso della sua bellezza.
Non solo. La raccontava in giro.
Gran donna mia moglie.
Affari suoi, certo.
Ma un giorno esagerò (non dico il luogo, né dico di fatti e circostanze: sono del tutto casuali), esagerò, dicevo, il marito: perché con un ragazzo timido timido, che abbassava gli occhi quando vedeva una donna, si vantò, da stupido.
Io stasera torno a casa e mi diverto con mia moglie, ma tu? Solo seghe vero?
Ci fu una risata, già…
No, io non risi, giuro che non risi. Ma mi maledissi quando andai a dormire. Avrei dovuto difendere quel ragazzo, e invece avevo avuto paura del gruppo, del branco che latra.
Anni dopo, però, arrivò il “cambio di prospettiva”.
I due, la bella moglie, e il marito che esibiva la bella moglie, aprirono una attività. E lei, da casalinga che era, si ritrovò a frequentare gente, a vedere gente, a parlare con tanta gente.
Per farla breve: un bel giorno lasciò marito e figlio per un ragazzo giovane, bello e taciturno.
Che sventole che ti dà la vita certe volte.
Dissero, Poverino, l’ha sempre portata in palmo di mano.
Io, quando dissero poverino, ripensai al ragazzo che aveva mortificato, anni prima.
E pensai al “cambio di prospetiva” che sgretola tante certezze.

Pensate anche solo a chi pensa di avere un figlio modello, che in realtà è un delinquente o, peggio, un mostro (anche i pedofili hanno un padre, una madre, una sorella).
Pensate a e a.
Non è difficile pensare ai cambi di prospettiva.

Comunque.
Sono arrivati alcuni incipit ieri. Li ho postati dopo mezzanotte. Chi volesse aggiungerne mi scriva su
raccontiaquattromani@gmail.com.
Le indicazioni sono le solite: queste.