gli amici del venerdì

Un gruppo di amici. Sui sessanta, anche qualcosa di più, poco di più; tra i sessant’anni e i sessantacinque, ben portati. Gente che mi piace. Li saluto, mi salutano: son quelli della birra del venerdì sera.
Si vedono ogni venerdì, allo stesso tavolo.
(Ho la febbre ma eccomi qua, ha detto uno di loro due venerdì fa, presentandosi in leggero ritardo).
Son sempre quattro, qualche rara volta in tre
Il rituale è sempre lo stesso
Una birra piccola. Poi iniziano a discutere. Vanno avanti un’ora almeno. Commentano le notizie dei giornali. Si raccontano storie. E cose delle rispettive famiglie. Sentendoli e vedendoli, vien da pensare che si conoscano da sempre. E soprattutto: si ascoltano con interesse. E soprattutto-bis: nessuna lamentazione da pensionati.
Io la grappa alla liquirizia la faccio così…
In quella trattoria ti trattano bene e spendi poco…
Se i giornali pubblicassero le dichiarazioni dei redditi gli evasori si vergognerebbero…
Ho trovato un programma molto bello per lavorare le foto…

Poi, verso mezzanotte, fanno la seconda ordinazione.
Stavolta chiedono delle birre rosse medie e un piatto di patate fritte, grande.
Andranno avanti così a sorseggiare e mangiare fino all’una di notte, parlando della vita.
Con dignità e rispetto (scusate se è poco).
Io, ogni tanto, mentre leggo, e stasera leggevo Sogni di Bunker Hill di John Fante, li ascolto.
Non è un ascoltare “rubando voci”.
La vicinanza dei tavoli è tale che loro sanno d’essere sentiti, così come lo so io se parlo a voce normale.
Comunque.
Anche stasera, stessi discorsi.
Poi no, sento che c’è qualcosa di strano: manca qualcosa.
Mancano i soliti sfottò, ma garbarti, mancano le risate.
E sento: sento parlare di noduli, di biopsie, di metastasi in agguato, di visite spiecilistiche.
Parla uno solo di loro, e gli altri ascoltano, senza batter ciglio, senza avvicinare il bicchiere alle labbra, senza riuscire a dire nemmeno una parola quando lui, arrabbiato con la vita, dice d’essere in pena per la moglie.
Se ne sono andati prima, in silenzio, stavolta.
Quando pagavano io ero fuori, a fumare un mezzo toscano.
Dei ragazzi si stavano tirando la neve. Ridevano.