Ho fatto un sogno bislacco ma, alle 9 e 50 minuti, quando mi sono svegliato, me lo son tenuto a mente.
Allora, lavoravo in un ufficio, stavo imparando. Di che ufficio si trattasse non mi era chiaro, ma non avevo sensazioni di soffocamento, insomma.
Ero solo un po’ preoccupato: di imparare bene.
Improvvisamente arriva la comunicazione. Mi hanno trasferito a Roma.
Con la comunicazione, il sogno diventa più chiaro.
Lavoro alle poste e, a Roma, andrò a fare il postino, ma solo di pomeriggio, mi dicono (e io ho pensato, evviva, così posso continuare a dormire dalle 5 alle 10).
Ricordo anche d’aver pensato questo.
Finalmente. Facendo il postino incontrerò storie, è da tanto che non ne incontro più.
Le storie non sono cose che servono per essere raccontate.
Raccontare storie vere è come fare cronaca, come scrivere un blog.
Le storie vanno ascoltate, poi rimodellate, se si vuol scrivere.
Le storie, a chi scrive storie, servono: come i libri.
A vivere di libri e di internet si finisce per essere troppo lontani, dalle storie vere, credo.
Buona giornata.
Magari più tardi rileggo e correggo, ora sono in ritardo.

E’ per questo che ho preso a frequentare gli archivi. Se ne trovano di storie… :-)
Ecco, Remo, è giusto e bello andare a caccia di storie!
Oggi un amico, un imbianchino tuttofare rumeno mi ha raccontato di un suo soggiorno a Parigi, di una settimana, per decorare magnificamente la grande casa di uno zingaro slavo molto ricco (per via di maffie sue e strani collegamenti con ‘ndranghetisti calabresi).
Una favola tra il ridicolo e il grottesco!!
Mario
senza storie la scrittura langue
Forse desideri una lettera? io sì, di quelle vere d’una volta, con la calligrafia e tutto… Postino, sembra romantico a dirlo…
baci.
e auguri per Tamarri!
fossi tu postino a roma, benché al lavoro solo di pomeriggio, saresti uno stacanovista