Così per la cronaca, magari a qualcuno serve

Nel 1975, proprio il giorno del mio 19° compleanno, ebbi una crisi epilettica. Fui ricoverato. Quando mi dimisero il primario disse: Mi spiace, ma lei non guarirà mai (non ho più crisi dal 1991, da 32 anni, insomma).

Nel 1982 lavoro in fabbrica. Voglio iscrivermi a lettere. Ho un amico iscritto a sociologia, tutti 30. Gli dico: voglio iscrivermi a lettere lavorando. Scusami la franchezza, ma non ce la farai, mi disse (impiegai 8 anni: 110).

Nel 1983-84 faccio il portiere di notte e studio. Nell’albergo in cui lavoro arrivano giornalisti e fotografi da tutta Italia per il processo alla santona Mamma Ebe. Una notte un fotografo di non ricordo quale testata non ha sonno, scende alla reception mi chiede una birra, mi parla del suo lavoro. Gli dico: mi piacerebbe fare il giornalista un giorno… Guarda il vuoto, poi dopo alcuni minuti sale in camera, l’argomento non gli interessa (ho fatto e faccio ancora il giornalista, dal 1986).

Nel 1986-87 (credo) ho scritto il mio primo libro. Lo dico a una giornalista importante. Lo dico a un giovane scrittore. Svicolarono, avevano altri impegni… (poi per fortuna, parecchio tempo dopo, incontrai una scrittrice editor che lo lesse).

Qualche anno fa. Spedisco un mio manoscritto a un editore che conosco. Rispostaccia. Non è un libro, è un casino… (libro che fu pubblicato e con il quale sono arrivato primo – unica volta nella mia vita – a un premio letterario; primo ex aequo con un altro libro pubblicato da La casa di Teseo).

Così, per la cronaca. Magari a qualcuno serve.

Lascia un commento