omertà e libertà

copio e incollo, da un commento di Anfiosso
(e gli faccio i complimenti)

Viviamo [se ne parlava jersera con un amico / compagno di sventura] in una società di microsistemi omertosi?
La Rete ha molti svantaggj, ma un vantaggio almeno: permette di recuperare tutta la gratuità, e anche l’assolutezza del messaggio scritto, secondo me: ha quella caratteristica che avevano le radio libere di un tempo, di permetterti di lanciare un messaggio chissà dove – ma non nel vuoto -, consentendoti, anche, di sottrarti al reticolo di false convenzioni e convenienze, timori e impaccj, dover per forza dire e dover per forza tacere che avvelenano l’esistenza ‘normale’ di molti, credo, tra cui sono anch’io.
Non avrei amato una radio libera, come medium, m’affretto a precisare, e le somiglianze col blog – ci mancherebbe; e poi dipende da quello che ci si scrive – si fermano lì. Ma in ambo i casi si tratta di media, di mezzi, appunto, i quali, faute de mieux, &c.
Per me il blog potrebbe essere anche la parete di un cesso: io me lo tengo, ché a qualcosa continua a servirmi. E non è nemmeno questione di ’sfogo’ estemporaneo, o di conato (nel senso del recere) espressivo, o volgare ricerca di compagnia, o che altro. E’ una questione, nel vero senso del termine, di libertà.

7 pensieri su “omertà e libertà

  1. Nt bad, anzi…
    non occore nemmeno pensarci perchè E’ così.

    E’ quella scoperta che, se non ci pensi su come spiegarla, te la ritrovi addosso con stupore… eppur… ce l’hai ggià….

    Glò

  2. ma nessuno vuol levarlo: serva a quel che serva, cesso o libro sacro che dir si voglia.

    la cosa che a me opprime è la ridondanza
    lo scriversi addosso, il dirsi tra noantri ma quanto siamo bbravi

    parlo per me, sia chiaro.

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