Questi due mesi

Il bilancio di questi due mesi.

Ho lavorato soprattutto da casa, ma un giornalista che si rispetti non deve lavorare da casa.

E ho letto una decina di libri, gialli per lo più, di autori noti e meno noti. Non stronco mai libri altrui, non mi va. Ma da un giallo io pretendo la credibilità della costruzione. Un giallista deve insomma essere preciso. Arrivo al dunque: Giancarlo De Cataldo lo è, più di altri (noti). Non è l’unico ad essere preciso. Ce ne sono altri, Valerio Varesi e Carlo Lucarelli per esempio. Ma De Cataldo a me colpisce in particolare.

E ho anche scritto. Sto scrivendo un nuovo romanzo. Dopo vari tentativi andati a vuoto potrebbe anche essere che io sia sulla buona strada.Le prime righe sono queste.

Le ossessioni non sono mai belle, eccetto Nora.
Orta San Giulio, dieci anni fa, una sera di gennaio. Saranno state le dieci, o le undici, che importa? Nelle sere sbagliate il tempo conta poco. Ero davanti all’ingresso dell’albergo dove avrei pernottato, non avevo voglia né di camminare né di salire in camera né di essere altrove.
Risposi con un cenno della testa al suo saluto, mentre mi passava accanto per entrare al Leon d’oro. Prima che la porta si richiudesse alle sue spalle, sgusciai dentro anche io, ma non era mia intenzione seguirla: non ero alla ricerca di nessuna donna, di nessun incontro.


Poi, capitolo coronavirus. Ho perso due amici, sono stato in pena per persone a cui tengo e che lavorano in ospedale, un mio parente si è tolto la vita, credo anche a causa del clima di terrore che abbiamo respirato tutti.

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Ho avuto un’altra perdita, che non c’entra con il coronavirus. Un mese fa il mio gatto è uscito alle tre di notte, com’era solito fare, ma non è rientrato. Stava bene, l’avevo preso nel 2003. L’ho cercato, invano. Mi manca, di notte. Sebbene fosse un maschio gli avevo dato il nome d’arte di un’attrice francese che da ragazzo ho amato. Miou miou.

Da domani per me cambia poco o niente. Mi manca di poter entrare in un bar e prendere un caffè, mi manca di non poter andare a Cortona, ma tant’è. E mi chiedo: cosa ricorderò tra un po’ di tempo di questi due mesi? Miou miou. E quel mio parente. Cosa ricorderemo?