dite, se volete

Domani o dopo (dipende dal tempo e da altro) posto il primo racconto a quattro mani.
Il primo che è arrivato, il primo che io e Monia abbiamo letto.
Si può commentare, certo, ma se vedo mail o IP sospetti cancello: chi vuole dica, certo, ma o apertamente o con un nick noto.
Son cinque, per ora, i racconti a quattro mani che sono arrivati.
Chi sta lavorando lavori; chi incontra difficoltà mi scriva.
Chi vorrebbe partecipare faccia ancora un tentativo, perché ancora qualche possibilità di abbinamento c’è.
Al 99, 98 per cento io non partecipo.
Chi vuol chiedere cose chieda o scrivendo al mio indirizzo personale, bassini.remo(chiocchiola)gmail.com oppure qui. Su raccontiaquattromani@gmail.com mandatemi
1. il racconto
2. brevi (meglio se brevi) note biografiche, che pubblicherò solo alla fine
3. un resoconto di 10-15 righe su come avete lavorato (che pubblicherò, sempre, alla fine).
E buone cose.

Morgan ha scritto un post su Gramos. Andate a vedere, ché ne ha scritto anche uno sulla Solitudine dei numeri primi.

versi diversi

Tratto da Sailing to Byzantium, di William Butler Yeats
(la poesia inizia con Questo non è un paese per vecchi. I giovani…; “vecchio” è colui che si sente estranea al mondo contemporaneo).

Un uomo anziano non è che una cosa miserabile
una giacca strappata su un bastone, a meno che
l’anima non batta le sua mani e canti, canti più forte
per ogni strappo del suo abito morale
né v’è altra scuola di canto se non lo studio
dei monumenti della sua magnificenza
e per questo io ho veleggiato sui mari e sono giunto
alla sacra città di Bisanzio


Da Non recidere, forbice, quel volto, di Eugenio Montale
Non recidere, forbice, quel volto,
solo nella memoria che si sfolla,
non far del grande suo viso in ascolto
la mia nebbia di sempre

Da …?, di Gregory Corso

Qual è l’odore di Berlino?
Ogni città ha il suo odore.
New York sa di scarpe nuove
Parigi sa di cinematografo
Londra sa di carcere correzionale
Stoccolma di biancheria lavata
Atene di pista battuta
Barcellona di rosso
Amsterdam di budino di mele
Venezia di umanità
E Berlino.
Non conosco l’odore di Berlino

scrivere

Un’altra adesione, appena arrivata.
Ne approfitto per dire che c’è ancora tempo, facciamo fino a domenica.
E che i racconti devono essere di 5500 battute circa (e che quelli che superano le 6mila li taglio io, quindi).
E che possono essere spediti entro il 15 di agosto. E che lunedì posto il primo.

Non ho forzato la mano, non ho chiesto, a parte donna laura, a nessuno (mi pare) di partecipare.
Fino a due giorni fa.
Due giorni fa mi sono accorto che una persona che qui a volte interviene e che scrive, scrive per sé al momento, non si è fatta viva. Allora le ho scritto (ma avrei voluto scrivere anche a Titty e Viridian, per esempio), chiedendole, Perché non partecipi?
Per timore.
In rete si incontra di tutto. Chi mi scrive e dice, Io scrivo bene, chi ha timore a mostrarla la sua scrittura.
Allora, non ricordo bene il momento, ricordo che lavoravo in fabbrica, quindi avrò avuto 24, 25 anni, prima insomma di iscrivermi in università.
Fecero un giornale, i colleghi del sindacato. Diedi consigli sugli argomenti da trattare, ma restai in disparte, ebbi insomma paura: no, non di dire le cose, che le cose le dicevo, e se serviva le urlavo in assemblea, ma di dirle scrivendo.
Bloccato, non so dire da cosa.
E lo stesso mi accadde dopo aver scritto il mio primo libro. Lo diedi in lettura a una brava scrittrice ed editor e, mentre aspettavo (la sua risposta mi arrivò dopo otto mesi), mi ribloccai, incapace a scrivere un rigo.
E’ forze per questo che, spesso, di fronte soprattutto a persone timide, cerco di invogliare a scrivere.
Scrivere per pubblicare?
Magari uno ci pensa, poi. Per molti il vero problema iniziale è scrivere e lasciarsi leggere da qualcuno.
E infine.
C’è tanta spocchia in giro. Gente che si lamenta, gente che guarda solo la propria scrittura.
E son tanti quelli che non sanno scrivere in modo decente.
Ma ci sono anche tante belle scritture, in ombra.
E per me questo è un argomento affascinante.
E buona giornata, che la mia sarà dura, fino a quasi mezzanotte.

PS. Ho scritto di getto, in fretta, bevendo un caffè, fumando una sigaretta. rispondendo al telefono. Il primo articolo che scrissi (facevo il portiere di notte, un metronotte mi raccontò Vercelli di notte) lo scrissi impiegandoci una giornata, credo. Era domenica, feci solo quello.
La scrittura ha bisogno di voci, di conferme alla prima domanda: sono chiaro?
E ancora.
Mi succede di ricevere dei racconti (già raccontata questa). Accompagnati magari da una lunga mail. Bene, succede spesso che la mail sia bella e il racconto no. Molti pensano, scrivendo, che occorra stupire con effetti speciali.

E infine: martedì 6 agosto sono a Imperia, zona presidiata (d’estate, ché d’inverno sta inOlanda) da Marino Magliani, un amico, un bravo scrittore. Parleremo anche di Guido Seborga, che sto leggendo e che verrà ricordato nel 2009, centenario dalla nascita.

oppure, Fa che ogni tuo giorno conti

L’inizio di una storia, per me, non comincia mai davanti al pc o a un bloc notes.
Inizia mentre cammino, o penso di notte, in cucina, solo, in compagnia del borbottio della caffettiera e del cane che spera in una crosta di formaggio e fa le ore piccole con me.
Così nei giorni scorsi, camminando, ho intravisto una storia.

Non v’annoio.
Immaginate un sessantenne scorbutico, capo di un ufficio, sempre efficiente, sempre arrabbiato.
Arriva presto, pensa solo al lavoro.
Gli altri lo sanno che lui va in ufficio anche la domenica.
Gli altri lo sanno che è un infelice…
Eccetera.
Ecco, qui ho visto un evolversi, altre cose, e via discorrendo. Però non ho scritto ancora niente e niente scriverò di quel che ho visto, camminando.
Mi son fermato alle prime righe, non scritte, del primo capitolo, che mai scriverò.
Comunque, questo l’ho visto: un mattino, il tipo, invece di radersi, leggere il giornale, salire in macchina, fa una cosa che non è da lui.
Va al fiume a vedere l’acqua che corre, in bicicletta.
Quando arriva al ponte uno dei suoi impiegati lo incrocia e pensa, Questo ormai è andato (oppure pensa: speriamo s’affoghi).

E quindi.
Non ho scritto niente.
Stamattina mi sono svegliato e non ho fatto la barba, ché la faccio una volta ogni sette giorni, io, solitamente il venerdì.
Ma, in bicicletta, sono andato al fiume, a vedere l’acqua che corre.
Strada sterrata, calda di luglio. Era la strada di Barone, il mio vecchio cane.
Alò Barone.
Non c’era nemmeno un cane, stamattina, lì.
Ma ho visto che quel che avrei dovuto scrivere era meglio viverlo perché io, quando pensavo di scrivere, ho pensato e visto il mio protagonista che, un mattino, svegliandosi, si dice: Voglio dare un senso alla mia giornata, oggi, e quindi?
Quindi cerco qualcosa che mi faccia venire in mente Verde che te quiero verde…O Fa che ogni tuo giorno conti…

E poi.
Uno. Domani a Fahrenheit, c’è Franz Krauspenhaar (ore 17). Dirà di Era mio padre, il suo ultimo libro.
Due. Il libro che invece ho appena scritto uscirà, così pare, a marzo 2009, prima del Salone. La donna che parlava con i morti è stato il titolo più lungo dei romanzi che ho scritto. Il titolo di quest’ultimo sarà invece il più corto (qualche amico lo sa, ma per ora preferisco tacere).
Tre. E infine. Venerdì a Vercelli c’è il mio amico, poeta, gran poeta, Guido Catalano. Provo a rilanciare l’appello che feci, tempo fa, a tutti gli assessori d’Italia. (Ma mi sa, Guido, che gli assessori d’Italia mica mi ascoltano a me).

scrivere su commissione

Quella che segue è una mail che ho ricevuto da Mario Bianco.
(L’ho modificata appena appena).

Caro Remo,
mi piacerebbe che sul tuo blog trattassi il tema della scrittura su commissione, a tema cioè, ed eventualmente con vincolo di lunghezza.
Mi spiego. Andrebbe sfatato l’igenuo e sciocco luogo, molto comune, della narrativa solo sotto l’effetto di chissà quale magica ispirazione. Come dire: tu che sei giornalista, sai benissimo che un direttore ti può comandare di scrivere una colonnina di commento su una madonna che piange a Quinto Vercellese, per dire, e tale pezzucolo può diventare gean bella cosa.
L’Arte è stata prodotta per secoli su commissione, per far cosa gradita alle corti, per vivere, per essere pagati da imperatori, re e papi e arcivescovi: non vi era altro modo di far arte, i poeti scrivevano odi dedicatorie e poemi imponenti, drammi e commedie, per le corti preso cui servivano….etc.
Fino al Settecento è quasi tutta una storia così. Poi col romanticismo nascono ‘ste cose, piuttosto ambigue, dell”ispirazione”, dell’Arte per l’arte, che han gettato una sorta di fumigine confusa che sovente perdura nella testa degli sprovveduti.
ciau Remo
Mario Bianco

mettersi in gioco, scrivendo

Sono già arrivati cinque racconti fatti e finiti.
Appena saranno stati letti dalle tre persone che prima debbono leggerli (io, monia e criscia) comincerò a postarli, senza citare gli autori.
E’ anche arrivata la prima (bella, per me) cosa: di due persone che non si conoscevano e che ora stanno lavorando, con entusiamo, così da scrivere una storia di 5500 battute.
Ma c’è stata la prima spugna gettata all’angolo, in segno di resa. Da parte mia. Non riesco a mediare con qualcun altro, già faccio fatica ad andare d’accordo con me stesso. (Nel giornalismo, anni fa, son riuscito a scrivere un paio di volte con una collega, ma questo dopo anni di frequentazione e con un rapporto gerarchico preciso: decidevo io).
MI spiace per donna laura, che ha una bella scrittura, secca, senza fronzoli.
Così è, al momento.
(Mi consolerò scrivendo una prefazioncina o una eventuale quarta dell’ebook).
Resta inteso che non cercherò sviluppi su carta. Stavolta.
La prossima (abbinamenti a sorteggio) vedremo; la prossima volta, ri-tenterò ancora.

Sul voto. Ricordo che potranno esprimersi solo gli autori, con il sitema anobii. In un altro blog (quello di Sabrina Manca) ho scritto che è una forma di coinvolgimento: finalizzato al prodotto finale. Il migliore aprirà la raccolta, il secondo la chiuderà, il terzo starà in mezzo. Non farò di conto, poi, sulle ultime posizioni, che non serve.
Sempre sul voto. Il sistema anobii – da 4 stellette a 1 – dice e non dice.
Se io su un libro metto una stelletta potrebbe anche significare un limite mio.
Son peggio i commenti. Il mio ultimo libro è stato definito una porcata (da un’utente di anobii) e un capolavoro (da un blogger che non conosco). Vedere una stelletta, a chi scrive, magari spiace, ma ci sta. Sentirsi dire, Hai scritto una porcata non è mai bello.
E comunque. Quando si scrive ci si mette in gioco, no?
La donna che parlava con i morti ha ricevuto solo recensioni positive (Queer, Famiglia Cristiana, Pulp, Repubblica, La Stampa, Il Corriere nazionale, altri…) però so una cosa: se il libro che ho appena scritto uscirà riceverà – anche – solenni stroncature (mi sto preparando, insomma).
Ho ancora in mente una telefonata fatta ad un amico scrittore, più esperto di me. Io che gli dico, Mi spiace, ho letto che ti hanno stroncato, oggi su…
E lui. Va bene, l’importante che si parli del mio libro.

PS Oggi non lavoro (ho i tecnici al giornale, problemi di server) ma non metto link, scusate. Ho parecchie cose da leggere (finalmente).

Primo aggiornamento-ripensamento.
(Sottotitolo:addio sistema anobii).
Non me la sento di dare, poi, un voto, mi ha scritto Monia, che sta leggendo i manoscritti.
E’ stata una frase illuminante, ché non me la sento nummeno io, in fondo.
E allora facciamo così. Chi partecipa, ma anche chi legge, segnali, poi, alla fine i sei migliori racconti.
(Mi sembra d’essere al giornale. Ci si sono abituati, ormai. Dico facciamo così. Poi ri-chiamo tutti, e dico: No, ci ho ri-pensato).
Votare o dare un giudizio sereno son cose che si avvicinano a quel che si fa ogni giorno: si sceglie una pizzeria anziché l’altra, un cinema, un medico, anche un amico, anche un blog su cui commentare…
C’è però una piccola fetta di umanità che gode delle disgrazie altrui. Ricordo un compagno di classe. Asino. Se ti interrogavano e beccavi un voto basso, tornando verso il banco incocciavi sempre nel suo sguardo, contento di godere per le disgrazie tue e degli altri (ecco, io a uno così penso di aver augurato tante corna, almeno…).

Secondo aggiornamento.
Fam parte della singolar tenzone anche
inbianco (http://pantalaimon.splinder.com)
e Sabatina Napolitano (http://gapemotivo.splinder.com/)

le donne di mariastrofa

Carpi, la libreria dove andava a far rifornimento Maria Strofa.
Poi la piazza, le prove per va a sapere quale concerto, e il sole, la gente, i colori e i rumori di Carpi, la domenica pomeriggio.
Ho detto di sì a Serena, la figlia di Carlo Berselli – Maria Strofa. Un mese dopo la morte di suo padre ha organizzato una cena, per ricordarlo.
Ci sono blogger che non conoscevo, Luca Tassinari e l’inquietante Contenebbia, c’è Ilaria che non avevo mai visto ma sapevo com’era, ché a volte dimmi come scrivi e ti dirò chi sei funziona, e Ilaria è mite, solare, bella.
E c’è Paolo Ferrucci che, come me, scrive ed ha anche un blog.
Non c’è, e mi spiace, Lucia Cronomoto.
Mai raccontato, qui.
Una volta Carlo Berselli-Maria Strofa trattò a pesci in faccia una blogger, che non è amica mia, no, ma che stimo e conosco. Lei non si dette pace, ci restò male, me ne parlò.
E io da quella volta mi raffreddai (sono fatto così: solidarizzo con le persone che mi stanno simaptiche) con Maria Strofa.
Era stata Lucia a dirmi e convincermi, mesi fa, a febbraio, che Maria Strofa era due cose in una (come tanti, come tutti, forse): isterico  collerico, ed eccessivo in questo suo modo d’essere isterico e collerico, ma anche buono e sensibile, anche se a modo suo, in modo camuffato, che non si sappia in giro insomma.
Per farla breve: per me, domenica, Carpi era orfana di Lucia cronomoto.
Ma è stata una bella domenica.
Con le donne di Maria Strofa.
L’ex moglie, che gli è rimasta sempre amica, e poi Silvia, la fidanzata, e poi Serena, che vive nel ricordo del padre, e poi la mamma, la splendida mamma di Maria Strofa.
Domenica a Carpi, mentre raccontava, ho pensato a quanto sia facile scrivere, a volte, qualcosa di sensato. Banale, quasi.
Sarebbe bastato registrarla…
In piazza, quando raccontava degli anni del boom, con il tizio che comprava il macchinone e la tizia che andava in inghiletta a farsi i capelli (immaginate in emilaaaano).
Ha 74 anni la mamma di Maria Strofa. Fuma troppo, ha un bel fisico asciutto “son capace anche di fare tranta vasche in piscina”, racconta di suo figlio, della sua vita senza tendere al pianto o al riso, racconta e basta.
Quando sono rimasta vedova avevo solo quarantanove anni ma chi me lo faceva fare di trovare un altro uomo, sono banali gli uomini, son proprio pochi quelli che non lo sono (non lo soono).
Una gran donna: bella coppia, lei e Serena.

Pioveva a dirotto durante il ritorno.
Qui, al nord, nei giorni scorsi, c’è stata una tromba d’aria mai vista.
Tornerò a Carpi a settembre.
Magari ci saranno Lucia e Gaja, lo spero.
Magari il Contenebbia, che fa i tarocchi e legge le mani.
Un saluto a tutti e uno in più a Serena se passa da queste parti.

E comunque, son belle davvero le donne di maria strofa. E’ stato fortunato, insomma.

ancora su racconti a quattro mani

Si sono aggiunte due coppie.
Bianca Sperandio (nick di una blogger su splinder) e Lorenzo Mazzoni (nome vero, anche lui blogger splinderiano, nonché scrittore).
E due ragazzi di Vercelli: Serena e Matteo (Serena ha un blog, Matteo ne ha uno che non ho ben capito se è solo suo o con altri; il bello è che Matteo è un collaboratore del mio giornale).

I primi ad aver inviato il loro racconto sono Gea ed Enrico Gregori. Si conoscono, ma una sta nel nord parecchio est, l’altro vive a Roma.
Oltre al racconto e alle note biografiche mi hanno già mandato le dieci quindici righe su come hanno lavorato.
Le pubblico in anteprima, con il loro permesso.

per quel che riguarda il metodo di lavoro, noi abbiamo fatto così:
enrico, che è il vulcano tra i due, ha avuto l’idea iniziale e ha scritto la prima cartella. io mi sono attaccata e ho sviluppato il racconto fino alla conclusione, sulla quale siamo stati concordi.
poi lui l’ha riletto tutto e ne abbiamo discusso un minimo. qualche aggiustamento per omogeneizzare il più possibile le scritture e sfumare la sutura, un po’ di editing reciproco, per ultima la scelta del titolo (lui ha proposto una rosa di possibilità, io ho scelto quella che coincideva con la mia idea).
ci conosciamo bene e ci capiamo al volo, e questo indubbiamente è stato d’aiuto. pur essendo molto differenti i nostri stili hanno una buona compatibilità di fondo e crediamo di aver fatto un lavoro discreto.
mettiamola così: in altri modi nessuno dei due avrebbe saputo fare.

Insieme al racconto, ricordo, ogni coppia dovrà raccontare il metodo usato. Sarebbe bello che pubblicassero anche coloro che han fallito, che non hanno trovato l’accordo.

E infine. Mi pare che sonn rimasti fuori al momento Giorgio Bona, che non ho proposto a nessuno perché mi piacerebbe se facessa da balia a qualcuno meno esperto di lui, e Maura Gangitano.
Se non ci sono altri, potrei proporre un abbinamento tra loro due.
Aspetto una conferma ancora da Assunta Altieri.
E se ho dimenticato qualcuno scusate, che son di corso di corsa, oggi.
E buona giornata

PS
Si aggiunge un’altra coppia, un lui e una lei, due blogger, comunque.
Inbianco e Basileia

e va bene così

Domani, che sarebbe già oggi perché sul pc leggo che son le2 e 37 minuti, conoscerò Nena, figlia di Carlo Berselli (Maria Strofa).

Sul blog Orasesta una cosa che ho scritto su Era mio padre, di Franz Krauspenhaar.

Grazie a Devesei e a Kathejne per aver segnalato il mio blog (e così aveva fatto RedPasion tempo fa), ma non proseguo mai con le catene segnala-blog.

E va bene così.
E buona domenica.

Sui racconti è tutto definito, mi pare. Ne sono arrivati tre che ho girato alle lettrici, Monia e Criscia.
Vi chiedo, poi, e quindi lo ricordo, di farmi avere (su raccontiaquattromani(et)gmail.com) due righe su ogni singolo autore e una quindicina di riga su come avete proceduto a lavorare.

E poi.
Sul blog di Sabrina Manca si discute del gioco racconti a quattro mani.
E ancora. Qualcuno, fino a ieri, bussa alla porta. Scrivete tutti a raccontiaquattromani@gmail.com, il mio sforzo sarà quello di veder partecipare tutti.
Oltre al problema delle coppie che s’industriano a studiare qualcosa (scaletta o improvvisazione?), c’è anche quello degli accoppiamenti che fanno fatica a far decollare anche solo un’idea.
Per ora tre racconti sono arrivati, e un quarto è già pronto.
E poi si vede.

aggiornamento

1. Paola Cingolani – Elisa
2. Cristina Bove – Cinzia Pierangelini
3. Biancamara (1) – Mario Bianco
4. Biancamara (2) – Aitan
5. Gea – Enrico GrEgori
6. Laura e Lory – Antonio Consoli
7. Barbara (Rael) – Damiel
8. Remobassini – Donna Laura
9. Irene Leo – Libra
10. Stefano Mina – Morena Fanti
11. Elys – Dario
12. Al3sim – Silvia Leonardi
13. Biancamara (3) – Demetrio Paolin
14. Annalisa – Bepi Vigna
15. Simona Loiacono – Massimo Maugeri
16. Roberta B. – Allerta
17. Katia – Roberto M.
18. Aitan (2) -E.L.E.N.A.
19 Cristina Bove (2) – Armando Tranchino
20. Flavia – Gaja Cenciarelli
21 Giorgio Bona – …
22 Sabrinamanca – Laurent
23 Lucia Cronomoto – Arimane
24 Sandra Biondo – Dante A. Ristori
25 Flounder – Manginobrioches
26 Flavia – Gaja Cenciarelli
27 Simone di Firenze (45 anni) – ….
28. Maria Lucia Riccioli – Luigi De Rosa
29. Aitan (3) – Zaritmac
30. Assunta Altieri –

E poi.
Diciamo che, grosso modo, la consegna deve avvenire entro metà agosto.
E che le battute non devono superare le 5500 (non sono previste multe per chi ne fa 5545).
Che la prima pubblicazione apparirà qui con titolo del racconto e racconto, ma senza ilnome degli autori, e questo fino a quando non verranno pubblicati tutti i racconti; e che una seconda pubblicazione, invece, comprenderà anche il nome degli autori del racconto, due righe su di loro, una manciata di righe sul metodo utilizzato per raccontare a quattro mani.
Diciamo che l’ipotesi di una pubblicazione su carta è da dimenticare, archiviata.
Diciamo che resta un gioco, un esperimento, una scommessa, e che comunque spero venga fuori qualcosa di dignitoso; per questo continuerò a farmi aiutare da Criscia e da Monia che, insieme a m, leggeranno in anteprima i racconti. Nel caso ci siano errori o incongruenze chiederemo agli autori di intervenire.
Nella prima fase, quella della pubblicazione anonima, permane la regola (anche agli anarchici piace inventarsi delle regole) di far votare ma solo chi partecipa (mentre, è sottinteso, tutti possono intervenire).
Useremo il sistema (antipatico) di anobii: una stelletta (brutto), due (così così), tre (bello), quattro (eccezionale veramente).
Voteranno anche gli autori, ma il loro voto io non lo considererò.
Voteranno anche Monia e Criscia.
Io non voterò.
Non estendo il voto ai milioni di visitatori di questo blog per evitare che siano costrette al voto non, zie e cugine varie.
Regola, anche per i commenti. Va bene mi piace e non mi piace. Chi scrive è un capolavoro oppure è uno schifo deve dimostrare sul campo la propria infallibilità di giudizio.
Chi mi legge, qui nel blog, dice e sostiene che io sono una persona moderata e mite.
Allora.
Ieri sera, presentazione del libro di Franz Krauspenhaar, Era mio padre, a Vercelli. Alla fine si è avvicinato a me una persona. che non mi sta simpatica. E’ insistente. Lei deve, mi dice sempre. Io, per dieci minuti ho cercato – gentilmente: giuro – di spiegargli che io non devo niente a nessuno. Ma lui niente. Lei deve.
Lei deve, e poi ancor Lei deve.
Io devo pensare ad altro, ora, e ora lei si leva di torno, ho detto.
No, non l’ho detto. E’ stato un tuono. Succede raramente ma succede.
Ecco, nella vita reale qualche volta ho degli scontri. Qui no, vorrei continuare ad avere questo blog per evadere dal tran tran quotidiano, scribacchiare qualcosa, scambiare informazioni eccetera eccetera.

E buon sabato a tutti

PS
La presentazione del libro di Krauspenhaar è stata doppia, per la verità. Prima a Vercelli, poi a Trino Vercellese. E’ andata bene. A Vercelli c’erano poche persone, dieci. Ma alla fine si è avvicinata una persona che mi ha detto, Mi sono emozionata. A Trino, invece, è andata benissimo. Più di trenta persone, la sorpresa di vedere comparire Mario Bianco, dieci libri venduti (perché quelli avevamo), la gente che, finita la presentazione, è rimasta a parlare con Franz.
Ed è andata bene anche perché a me e a Franz piace improvvisare, andare fuori tema, scherzare con la gente. A Trino, a un certo punto, una signora fa, Ma lei è di Cortona, il paese di Jovanotti, oh scusi, non c’entra…
Ma no, abbiamo parlate anche di Jovanotti, per cinque minuti. Una sorta di intervallo, piacevole.

e ancora

Nuovo aggiornamento.
Partecipano:
1. Paola Cingolani – Elisa
2. Cristina Bove – Cinzia Pierangelini
3. Biancamara (1) – Mario Bianco
4. Biancamara (2) – Aitan
5. Gea – Enrico GrEgori
6. Laura e Lory – Antonio Consoli
7. Barbara (Rael) – Damiel
8. Remobassini – Donna Laura
9. Irene Leo – Libra
10. Stefano Mina – Morena Fanti
11. Elys – Dario
12. Al3sim – Silvia Leonardi
13. Biancamara (3) – Demetrio Paolin
14. Annalisa – Bepi Vigna
15. Simona Loiacono – Massimo Maugeri
16. Roberta B. – Allerta
17. Katia – Roberto M.
18. Aitan (2) -E.L.E.N.A.
19 Cristina Bove (2) – Armando Tranchino
20 Eva Carriego – …
21 Giorgio Bona – …
22 Sabrinamanca -…
23 Lucia Cronomoto – Arimane
24 Sandra Biondo – Dante A. Ristori
25 Flounder – Manginobrioches
26 Flavia – …
27 Simone vita da outlet-

Se nessuno ha obiezioni direi a Francesco Giubilei che la sua proposta è ben accetta.
(Io, magari sbagliando, ma ho sempre fatto così: ho pubblicato con il primo editore che si è dimostrato interessato alle mie cose).
Copio incollo la presentazione che ha fatto di sé Francesco Giubilei

I nostri libri sono pubblicati con codice ISBN e stiamo per sottoscrivere un contratto con un importante distributore Del Porto (distribuisce fra gli altri Einaudi, guardate il sito).
Poi, per rispondere ad Al3sim, abbiamo un grafico ed un impaginatore e anche un editor che contattiamo quando ci serve (in questo caso lo farebbe Remo).
Inoltre stiamo sempre trattando con vari uffici stampa per la promozione di libri.
L’attività vera e propria incomincia dopo l’estate, per ora pubblichiamo “solo” una rivista letteraria e abbiamo già pubblicato un libro di narrativa “Le colpe dei padri” di lauraetlory, che dovremmo ristampare dopo l’estate.*
Questo per dire che anche se ho 16 anni non sono un dilettante allo sbaraglio, dilettante forse sì ma non allo sbaraglio :))

Dell’editing me ne occupererò io insieme a Monia e Criscia.
Insieme a Enrico Gregori valuteremo i titoli dei singoli racconti e qello dell’intera raccolta.
Mi piacerebbe poi:
Che della copertina si occupasse Alessandro (Al3sim), raccordandosi con me e Francesco Giubilei.
E che alla fine del racconto, oltre alle tre righe tre sui duei autori, ci fosse una postilla: spiegando come i due autori – alcuni già si conoscevano, altri per niente – hanno lavorato.

Per il resto vale quello che ho già detto.
Fatemi sapere.
Chi si è fatto avanti, fino a oggi, lo reputo abile e arruolato. Se non si trova il socio mi offro io.
E buone cose a tutti

dunque (anche su carta?)

1. Paola Cingolani – Elisa
2. Cristina Bove – Cinzia Pierangelini
3. Biancamara (1) – Mario Bianco
4. Biancamara (2) – Aitan
5. Gea – Enrico GrEgori
6. Laura e Lory – Antonio Consoli
7. Barbara (Rael) – Damiel (attendo conferma)
8. Remobassini – Donna Laura
9. Irene Leo – Libra
10. Stefano Mina – Morena Fanti
11. Elys – Dario
12. Al3sim – Silvia Leonardi
13. Biancamara (3) – Demetrio Paolin
14. Annalisa – Bepi Vigna
15. Simona Loiacono – Massimo Maugeri
16. Roberta B. – Allerta
17. Katia – Roberto M.
18. Aitan (2) -E.L.E.N.A.
Poi: Flounder, Eva Carriego, Sabrinamanca che se se partecipano migliorano la qualità del giochetto.
Se ho dimenticato qualcuno scrivetemi a
raccontiaquattromani@gmail.com
La prossima settimana pubblico il primo racconto.
Al momento ne sono arrivai due. Cercate di stare entro le 5500 battute (in rete meno si scrive e meglio è).
All’incirca c’è ancora un mese di tempo per inviare racconti.
Che verranno pubblicati ma senza svelare gli autori. Solo chi partecipa al gioco può (se vuole) votare: ma avrà un valore simbolico e poi mi servirà a scandire un eventuale e-book (il miglior articolo aprirà la raccolta, il secondo la chiuderà, il terzo starà in mezzo, e così via).
Tutti potranno commentare.
Gli autori poi li svelerò o alla fine o a rate, dipende dal numero non delle adesioni (che si fa presto ad aderire) ma dai racconti fatti e finiti.
Prima della pubblicazione i racconti verranno letti da me e da Monia, che frequenta questa blog, che conosco come attenta lettrice. Ci può stare che un racconto non sia bello. Ma che sia scritto male, no, e quindi il compito mio, di Monia e di chi vuole fare del comitato di lettura sarà quello di “interrogare” il racconto, così da girare gli eventuali dubbi interpretativi agli autori.
E poi.
Negli accoppiamenti c’è di tutto. Gente che si conosce anche di persona, gente che si è conosciuta, ora.
Non venite a chiedere a me come si scrive un racconto a quattro mani, e per di più a distanza, perché non lo so.
credo che la cosa migliore sia quella di intravedere una piccola storia e fare poi una scaletta, oppure scrivere, e passare come se le poche righe scritte fossero una carta da gioco.
Sicuramente ho dimenticato qualcosa o qualcuno, sicuramente non pensavo di fare una cosa che somigli, anche se vagamente, un concorso (ché li ho sempre detestati, io).
Piccola riflessione (che fece già Mozzi su Nazione Indiana, secoli fa): le donne che scrivono son più degli uomini (in questo caso sono 23 contro 14) però a pubblicare sono di più gli uomini, mi pare.
Così esco un po’ dal tema gioco del racconto a quattro mani.
E buona giornata.
PS Accetto consigli, poi decido di testa mia.
Accetto di pubblicare anonimi (quindi si firmeranno con nick) purché la loro identità sia nota almeno a me.

E poi.
Se qualcuno passa dalle mia parti venerdì c’è la presentazione, doppia, del libro di Franz Krauspenhaar, Era mio padre (Fazi). Alle 18 a Vercelli, alla libreria Mondadori, e poi alle 21 circa a Trino Vercellese, dove saremo ospiti (perché sarò io a dialogare con Franz) dell’associazione Senza sede.