La notte del santo, un piccolo estratto

Piccolo brano tratto dal mio ultimo libro, La notte del santo. Time crime edizioni.

Giuliano Amadei vide il corpo senza vita di suo figlio pochi
minuti prima che arrivasse la polizia. Marco era seduto in auto, sul lato guidatore, bloccato dalla cintura di sicurezza. Con la testa penzoloni, quasi staccata dal corpo. La bocca incerottata. E sangue sul sedile, sui tappetini, sul vetro interno.
Non furono rilevate tracce di cocaina o di altre droghe, ma che il ragazzo fosse un assuntore e anche un piccolo spacciatore era noto, sebbene l’avesse sempre fatta franca (il padre era convinto che il figlio si fosse fermato alle canne).
E comunque, era rincasato da bravo figlio.
«È tornato perché mia moglie, proprio oggi, va sotto i ferri»
disse in lacrime il padre.
L’ispettore Tavoletti, entrando in casa Amadei, notò un grande poster appeso nell’ingresso: era una fotografia di una ventina d’anni addietro, di una manifestazione a Torino, con tante bandiere rosse e del sindacato. Giuliano Amadei, guardando l’obiettivo del fotografo, sorrideva orgoglioso di essere lì con un bel bimbo che stava portando sulle spalle.

La notte del santo, il mio nuovo libro

Uscirà domani, ma mi segnalano con tanto di fotografia che in qualche libreria c’è già, il mio nuovo libro, un giallo, ambientato a Torino e il cui titolo è “La notte del santo”.

Lo ha pubblicato Fanucci, col marchio Time crime, collana Nero Italiano.
Costa 13 euro, l’ebook 4,99.

Copio e incollo la segnalazione uscita sul giornale on line Torinoggi

È ambientato nella Torino d’oggi, il nuovo libro di Remo Bassini – giornalista, blogger de Il Fatto e scrittore – “La notte del santo”, casa editrice Time crime, Fanucci, novità libraria di questi giorni.

Si tratta di un giallo, lo sfondo è la omicidi di corso Vinzaglio, e di Torino c’è tanto: la festa del Santo patrono Giovanni Battista, la questura, il mondo dei barboni, qualche richiamo alla sinistra extraparlamenate che fu, il Valentino e la stazione di Porta Susa. La trame è questa: proprio la notte in cui il commissario Dallavita decide di lasciare la moglie, vengono trovati due studenti universitari scannati e con la bocca incerottata. Si tratta di un gruppo di esaltati legati al culto (deviato) di San Giovanni o, in qualche modo, c’entra l’aspetto politico? Nei giorni successivi, infatti, avvengono altri sgozzamenti, e, nei pressi del luogo del misfatto, viene notato un cieco, che trent’anni prima era stato un avvocato legato a gruppi trotzkisti e che poi era sparito in sudamerica. Il giallo s’intreccia con la vicenda personale del quasi sessantenne commissario Dallavita: ha anche lui un segreto da nascondere, insomma, alla fin fine i gialli saranno due.

“La notte del Santo”, 256 pagine, 13 euro (4,99 l’ebook), Time crime

Incipit

L’uomo si alza a fatica dalla poltrona, le gambe malferme sembrano cedere, invece, trascinando i piedi, muove qualche passo verso la
finestra, scosta la tendina, guarda le poche case ancora illuminate,
controlla l’orologio. Ha fissato il niente per ore, senza accorgersi che
era sopraggiunta la notte. Finalmente. Perché la notte porta il silenzio e il silenzio può portare le voci.
Torna a sedersi sulla poltrona color cremisi. Nella stanza semibuia
arriva un po’ di luce fioca dai lampioni. C’è afa stanotte a Torino,
eppure la finestra è chiusa. L’uomo – dalle movenze sembra un vecchio, e invece ha poco più di cinquant’anni – sta sudando, ma sembra non curarsi del caldo. Ha i calzoni grigi un po’ spiegazzati, una
camicia bianca con le maniche lunghe tutta abbottonata, fin sotto il
pomo d’Adamo; i polsini no, almeno quelli sono slacciati. Sta bevendo
whisky a garganella, neanche fosse gazzosa, e sta fumando incessantemente; di tanto in tanto tossisce.
Quando eseguiva i brani di Segovia con la sua chitarra, non beveva e non fumava, e di notte spalancava le finestre, così da poter
guardare il cielo e le nuvole, da poter ascoltare i suoni della città. Al
tempo, gli succedeva spesso di accarezzare con lo sguardo la cupola
della Gran Madre di Dio che s’intravede in lontananza e, da buon
cristiano, di farsi anche il segno della croce.
cop def notte santo

 

Manoscritti nel cassetto: di nuovo

Vorrei riprendere a scrivere in questo blog, intanto ho ripreso a postare sul blog del Fatto Quotidiano, dove ho fatto resuscitare, con una formula diversa, i “Manoscritti nel cassetto”.
Quattro anni fa ne pubblicai più di quaranta. Funzionava così. Chi aveva un inedito poteva inviarmi un incipit anche di più pagine, una ipotesi di quarta copertina (o sinossi), una biografia.
Alcuni degli elaborati che mi sono arrivati sono stati pubblicati, ma non so dire se il merito (o quanto merito) fosse della rubrica.

manoscritti

Adesso ho ripreso, potete leggere QUI.

 

 

 

Cinque anni fa moriva Luisito Bianchi

Luisito Bianchi diceva: “L’insegnamento di Cristo è questo: quello che gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. In vita mia ho avuto una grande fortuna: conoscere un grande uomo, don Luisito Bianchi, che è morto 5 anni fa. Un rivoluzionario che sussurrava cose forti (“Se fossi Papa brucerei il Vativano, affinché rifulga la luce di Cristo”). Una volta gli dissi: quando ti sento parlare mi viene voglia di credere in Dio. Mi sorrise. E comunque: se un Dio esiste, questo Dio è quello di don Luisito Bianchi.
Ricordo la prima volta che lo presentai, a Vercelli. Mi guardava con diffidenza, ero un giornalista. Quando gli dissi che ero un figlio di un operaio e che io stesso avevo lavorato in fabbrica per sette anni mi regalò un sorriso che… parlava.
Presentai lui e il suo libro, La messa dell’uomo disarmato, che è un capolavoro.
Ricorda la prima domanda che gli feci. Gli chiesi di parlare della gratuità.
Lo guardai. Iniziò a parlare con gli occhi chiusi.
Disse (vado a memomoria): Ricordo i miei primi anni di sacerdozio, ma cosa credete, che un sacerdote è insensibile alla bellezza femminile. Io non lo ero. Ecco, la mia prima azione di gratuità verso la Chiesa fu questa, rinunciare a una donna”.

Vegan. Le città di dio: Recensione di Guido Michelone

sono state pubblicate

su Infovercelli24
http://www.infovercelli24.it/2016/06/04/leggi-notizia/argomenti/arte-e-cultura/articolo/un-libro-nel-segno-dellimpegno-sociale-e-del-genere-noir.html

su La poesia e lo spirito
https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2016/06/09/vegan-le-citta-di-dio-di-remo-bassini/

su Sanremo News
http://www.sanremonews.it/2016/06/04/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/vegan-le-citta-di-dio-il-nuovo-romanzo-di-remo-bassini-allinsegna-dellimpegno-social-e-della.html

Vegan. Le città di dio: due recensioni e presentazione romana

La prima recensione in assoluto che è stata scritta su Vegan. Le città di dio, porta la firma di Isabella Moroni che giovedì, alle 18 a Roma, libreria Cultora, mi presenterà.
Ecco il link che rimanda all’articolo.

vegAn le città di dio. Un romanzo coraggioso di Remo Bassini

La seconda recensione è apparsa sulla Stampa (edizione di Vercelli) ed è firmata da Gloria Pozzo.
Ecco il ritaglio del giornale

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