A proposito di incipit (miei, ma non solo)

C’ è una nuova Pagina in questo blog, quella con gli incipit (messi in modo non ortodosso; vedi link a fine pagina) dei miei libri. Tutti. Libri vecchi, nuovi, metà e metà, belli tutti spero, ma chi lo sa?
Ma come si comprano i libri?
Io, nove su dieci, li compro leggendo e sfogliando le prime pagine. Ma anche seguendo consigli. In passato una mia lettura era il vecchio blog di Giulio Mozzi, un autore come Franzen ma anche alcuni autori che pubblicò Sironi (Luisito Bianchi, su tutti) me li ha fatti conoscere quel suo vecchio blog, oppure seguendo i consigli di Luigi Bernardi (Luigi, dimmi un autore che mi consiglieresti di leggere. E lui, senza pensarci: Crumely. E io: e il più bello di Crumley? E lui: L’ultimo vero bacio), oppure leggendo o parlando con alcuni blogger (Annarita Verzola mi ha consigliato una grande giallista: Elizabeth George), a volte due persone della mia città: due avvocati, un uomo e una donna. Sono grandi consumatori di libri, mi piacciono le loro recensioni parlate quando li incontro.
Oppure i libri li scelgo – è il modo che più mi piace – o in libreria o tra le bancarelle dell’usato.
Trascorrere un’ora tra le bancarelle in via Po, a Torino, quando facevo l’università, e c’erano in offerta i libri di seconda scelta è uno dei ricordi più belli di quegli anni. Belle giornate, anche se pioveva.
Nelle bancarelle dell’usato cerco tutti i Maigret, ne ho una quarantina, me ne mancano parecchi, ancora, in una bancarella, una vita fa, comprai un libro di poesie di un certo Bukowski, che allora non conoscevo, mentre in libreria, sfogliando le prime pagine, ho scoperto (senza aver letto prima recensioni) due autori fantastici: Jean-Luc Bannalec e John Banville.
Gli autori che ho citato in questa pagina – Jmaes, Crumley, Elizabeth George, Jean-Luc Bannalec, John Banville – sono sulla scia (ovvio, a mio avviso) di grandi scrittori come Chandler, Mankell e Oliveri. Nei loro libri ci sono le caratteristiche che cerco:
la descrizione di un ambiente
una scrittura incisiva
una storia e dei personaggi mai banali.

Basta leggere un incipit per capire se un libro ci piacerà?
A volte.
In ogni caso: i miei incipit sono QUA.

Leggi James Crumely


La mia scrivania è un gran casino, da sempre. Mia madre mi sgridava, al giornale una volta il mio vecchio direttore disse alle donne delle pulizie: «Non mettete a posto la scrivania di Bassini altrimenti, poi, lui non trova nulla e s’incazza, pure». Ma per anni e anni qualcosa di estremamente ordinato c’era: le mie librerie. Se cercavo un libro sapevo dov’era. Da un po’ di tempo si sono “scrivanizzate” anche loro (forse è colpa di mio figlio, viene nel mio studio e molla cose sue, giocattoli, libri, figurine…). Sta di fatto che ieri sera cercando un libro che vorrei rileggere, L’ultimo vero bacio, e che non ho trovato, mi è tornato in mente questo dialogo, di parecchi anni fa…

«Non capisco tutta questa passione per i giallisti nordici…»
«Luigi, nemmeno Mankell?»
«Nemmeno Mankell»
«A me piace, e tanto anche…»
«Cosa ci trovi?»
«E’ come un Simenon, un Olivieri dei giorni nostri… piuttosto Luigi, se ti chiedessi a bruciapelo: consigliami un autore, un bravo autore, bella scrittura, bella storie»
«Manchette, se non sbaglio, l’hai letto»
«Sì Luigi»
«James Crumley, leggi James Crumley».

Ricordo di una conversazione con Luigi Bernardi a Bologna, in una trattoria

PS. Di Crumley ho poi letto Il caso sbagliato, La cattiva strada e L’ultimo vero bacio, che è quello che mi è piaciuto di più.