dalla pancia del blog/1: parole che stridono

Questo, con altri cento e più, è un post non pubblicato. Era nella pancia del blog, l’ho tirato fuori, ora. L’avevo scritto il primo luglio del 2008

Nella piazza del borgo medievale che dà sul mare ho cercato l’angolo più lontano, così da non sentire voci, rumori, risate.
E stamane, camminando, ho fatto di tutto per passare inosservato.
Certe volte il desiderio più grande è quello di sentire il rumore del vento o quello dell’acqua di un fiume o di un torrente che scorre e che corre.
Ché le parole è come se stridessero.

2 pensieri su “dalla pancia del blog/1: parole che stridono

  1. “Solo e pensoso i più diserti campi vo mesurando a passi tardi e lenti e li occhi volgo per fuggire intenti ove vestigio uman la rena stampi…” (vado a memoria, perdonate le eventuali imprecisioni. Mi è tornata in mente leggendo il post di Remo.

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