un racconto a più mani

Allora, facciamo così, proviamo.
Ieri ho trovato un pezzo di manoscritto che pensavo d’aver buttato via.
Copio l’incipit.


Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.

Bene, chi volesse continuare mi scriva a raccontiaquattromani@gmail.com.
Mi mandi poche righe, che continuano la storia.
Anche solo una frase.
Io, poi, le posterò (anonime) e i commentatori decideranno.
Avrà la precedenza chi mi scrive per primo.
Mi sa che non sarà facile gestire, e che non è una buona idea, questa.
O magari sì.

Primo contributo (per ora anonimo: io svelerò solo chi viene prescelto dai commenti).

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Ovvio che avevo sbagliato referente. Anna, ben conscia delle sue parole, aveva denigrato Giulio ai miei occhi. Mi domandai perché. E ci misi poco a scoprire che lei lo voleva per sé. Tutto per se, la stronza.

Secondo contributo.

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Per questo quel sabato ero lì, a chiedermi se avevo fatto bene, a guardare le scarpe troppo eleganti, a sentire i chili di troppo, a specchiarmi nella vetrina del caffè e a non riconoscermi in quella signora vestita di scuro così diversa da quella che mi sentivo.
Ancora dieci minuti, poi vado, avevo pensato.
Va bene i ringraziamenti, va bene anche il traffico, va bene quel che mi aveva detto Anna, ma non avevo tempo da perdere, io.
O se anche l’avevo, non volevo dimostrarlo così, subito, in quell’attesa.

Terzo contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Anna sa sempre di tutti; non la invidio per niente. Come faccia a stare dietro a tutti quei gossip da paese me lo sono sempre chiesta. Poi, a dirla tutta, chissà cosa racconta di me, chissà cosa andrà a dire in giro adesso. Senza sapere, senza domandare. Senza rispetto.
Rispetto mi ripetevo, Giulio merita rispetto…

Quarto contributo.

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
”Ha avuto un trauma, sai?”
Aveva l’aria soddisfatta, mentre lo diceva. Appagata da questa sua diagnosi spicciola.
Un trauma spiega tutto, no? Anche i serial killers ne hanno avuto di certo uno. E bello grosso.
Ma Giulio non è un assassino.
Non quel tipo di assassino, almeno.

Quinto contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Al solito Anna aveva commesso lo sbaglio di non giudicare, come insegnano ad ogni assistente sociale che si rispetti (si dice “sospendere il giudizio”) e con il passare degli anni si stava accorgendo che a furia di “non giudicare” spesso non “coglieva”.

Sesto contributo

Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatre anni”.
Quarantatre, ma come quarantatre, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.

Facile buttar lì “quarantatré!”, a mani giunte e voltando gli occhi in su, con quel movimento del capo che indica riprovazione e sconforto.
” E’ stato un caso. Solitamente non sa quel che si fa. T’è andata bene che sarà stato ai primi giri di bianco, di bar in bar, o non avrebbe avuto i riflessi tanto pronti!”
” Sì, ma se non mi avesse afferrata per un braccio, il ragazzetto in motorino m’avrebbe presa in pieno! M’ha tratta in salvo e se n’è andato subito, quasi avesse vergogna di sé…”.
Ha vergogna di sé, Giulio. Di avere un sorriso zoppo, perché gli mancano alcuni denti davanti e guarda negli occhi, fisso, la gente, soltanto per pochi attimi, poi volge lo sguardo a terra e se ne va al più presto, col suo passo un po’ incerto, bravo a fuggire quando vede Anna ed altre come lei, caritatevoli. Ispide.

Settimo contributo


Gli impreparati alla vita, come Giulio.
Anna, che di professione fa l’assistente sociale, ma se facesse altro, tipo rappresentante di tanga e ragazza cubo sarebbe meglio, mi ha detto: “Tina, cosa credi, guarda che Giulio ha quarantatré anni”.
Quarantatré, ma come quarantatré, ne dimostra più di sessanta, pensavo io.
Giulio ha dentro secoli, ma questo io non lo sapevo.
Io volevo sapere chi fosse, ringraziarlo, per questo avevo chiesto di lui a quell’oca di Anna.
Non fosse stato per lui, quella sera, attraversando il parco, ché da scema avevo pensato di far prima per arrivare al parcheggio, non so che fine avrei fatto.

Lui era lì, seduto sulla sua panchina, e aveva visto quei due arrivare da dietro. Allora si era alzato, mi era venuto incontro, e prima che capissi cosa stava succedendo, mi aveva fissato con due occhi chiari, mi aveva teso la mano e mi aveva detto:”Venga, si fidi.” Io non avevo potuto fare altro che lasciarmi prendere a braccetto, come se l’avessi sempre conosciuto, e arrivare con lui al parcheggio.

Ottavo contributo (?… poi ci si ferma, si vota, io dico di chi è il contributo scelto, e si va avanti finché non ci si incarta o non si scrive il primo grande…)

Facciamo così. Si possono inviare “contributi” fino a mezzanotte. Poi si vota.
E poi si andrà avanti.

esempi

Presso il salone del…
Quindici punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di…
Abbiamo intervistato…
Giovedì si è svolto…

Nella cronaca, spicciola e meno spicciola, chi ha poca esperienza di cose giornalistiche inizia gli articoli in questo modo.
A scrivere sui giornali, però, volendo si impara.
Questi sono alcuni esempi di attacchi, o lead.
E buona giornata.

ATTACCO A: criterio nominale
Si comincia con una frase senza verbo, un’affermazione decisa che dia il senso generale della situazione.In questo caso la notizia dovrà poi essere precisata nella frase successiva.
Esempi:
– Tempi duri per i contrabbandieri.
– Ancora scontro sulle pensioni.
– Dibattito acceso ieri in Giunta.
– Nessuna notizia del medico rapito.

ATTACCO B: criterio dell’enumerazione
Elencare fatti o decisioni, per poi spiegare dove si sono verificati.
Esempi:
– Quattro morti, decine di feriti e le comunicazioni tra Parigi e Lione bloccate per ore. E’ il bilancio della sciagura avvenuta questa notte….
– Stangata dei prezzi, riduzione del debito pubblico e situazione politica sono all’ordine del giorno…
– Aumento delle imposte, tagli nella sanità, decreto per i terremotati.Il Consiglio dei ministri ha deciso oggi di…

ATTACCO C: criterio dell’enunciazione
Si sfrutta subito ad effetto, nella prima frase, l’elemento più importante della notizia.Deve però essere semplice e immediato.Funziona se la frase è corta ma contiene tutti gli elementi significativi.
Esempi:
– Il sindaco si è dimesso.
– Gli italiani che guidano l’auto sono 24 milioni, le donne meno della metà.
– Un aereo della TWA è scomparso ieri al Polo Nord.Si teme…

ATTACCO D: interrogativo
Quando ci presentiamo con un dubbio.
Esempi:
– Suicidio o omicidio?
– Ce la farà questa volta il Presidente del Consiglio?

ATTACCO E: criterio del virgolettato
Quando iniziamo riportando le dichiarazioni di qualcuno.
Esempi:
– «Non ho mai detto che mi dimetterò» precisa, arrabiatissimo, il Ministro.
– «Finalmente giustizia è fatta»: Caterina Rossi è felice dopo essere stata assolta.
-«Un’intesa debole e incerta».Così il il commento del…
– «O vinco o mi ritiro»: questa volta Alberto Tomba fa sul serio.

ATTACCO F: criterio del particolare
Porta il lettore nell’atmosfera del fatto.
Esempi:
– Riverso sulla poltrona, il pugno ancora serrato sul trenino elettrico che voleva regalare al figlio di 5 anni: così un vicino ha trovato il cadavere di…
– L’altra notte, nell’ufficio del Procuratore verdi, la luce è rimasta accesa fino all’alba.

ATTACCO G: criterio del personaggio
Una frase breve, che mette a fuoco la personalità di chi è al centro della notizia.Deve essere una frase significativa.
Esempi:
– Sulla scrivania di Marco Verdi, accanto alla foto della moglie che sorride ai due bambini, c’è un piccolo ritratto di Fidel Castro.
– Da 30 anni, quando sono le 6,30 del mattino, Luigi Rossi ha già fatto diverse telefonate ai suoi collaboratori.

Gli ultimi due attacchi, secondo me, van bene anche per “raccontare storie”.
Mesi fa lessi l’attacco di un pezzo di nera sulla Stampa di Torino. Avrei voluto riproporlo: meglio di tanti incipit.
Poi mi son dimenticato, e ora non ho voglia di cercare.

s’arrabbiarono

la poesia iniziava così
I miei occhi hanno pianto e le mia mani tremavano
Ma a loro questo non importava
e hanno preso le mie valige, e hanno preso i miei ricordi
(…)
Il mio biondo amore mi è passato vicino
ma non mi ha riconosciuto e io
ho implorato sette volte la morte
poi non ricordo

erano gli anni degli Inti illimani, del Cile e del Che.
delle prime letture (quanto capivo dei Quaderni dal carcere di Gramsci?).
Delle poesie: a me piaceva Garcia Lorca, Neruda poi nemmeno tanto.
Delle belle canzoni
E correndo mi incontrò lungo le scale
quasi nulla mi sembrò cambiato in lei

oppure
Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero

e io, sedicenne, scrissi quei versi, andai al bar e agli amici di allora dissi che era di Pablo Neruda. Conoscendomi (non ho l’animo burlone, io) mi credettero e dissero Bella, uno addirittura la ricopiò. Erano più grandi di me, facevano la Statale a Milano (io per non andavo d’accordo con loro, perché ho sempre avuto in uggia Stalin e anche Mao).
Non osavo dire che avevo scritto io. Lo dissi mesi dopo, s’arrabbiarono.

Tanti anni dopo lessi su Millelibri lo scherzo fatto da una giallista inglese.
Scopre che il suo giardiniere scrive pure lui dei gialli.
Prende un manoscritto del giardiniere e lo invia alla sua casa editrice, dicendo L’ho scritto io. Poi prende un proprio manoscritto, lo invia, ma con la firma del giardiniere.
Risultato: la casa editrice dice che è ok il primo.
L’abito, insomma, nell’editoria fa il monaco (e di scherzi così ne son stati fatti. Ne ricordo un altro, di un dipendente di una casa editrice, che si spacciò per Borges, e ci credettero).
Questo per dire che se io fossi un editore ai lettori di manoscritti darei solo il manoscritto.
(Ed è stato questo pensiero a proporre che la prima pubblicazione dei raccontiaquattromani, qui, non riportasse il nome degli autori. Io, nelle mie valutazioni, ero più condizionato di chi leggeva e non sapeva).

E buona giornata

PS. Questo blog ha una media di 500, 600 visitatori al giorno, 700 a volte.
Durante la pubblicazione dei raccontiaquattromani i visitatori sono stati sempre più di 1000, con una punta record di quasi 1800, quando fu l’ora del voto.
Ne sono contento: per tutti quelli che hanno partecipato.

Scrittura e suicidi

Non dimenticare il lettore. Non il lettore massa da accudire nel suo legittimo bisogno di qualche ora di distrazione, né il lettore snob da accontentare nelle sue piccole voglie da gravidanza isterica. Non si scrive per sé, come ti dice l’esordiente quando ti porge il manoscritto, né si scrive per gli altri, come dicono gli apologeti della letteratura commerciale o i missionari della letteratura sociale. Si scrive per quel sé che coincide idealmente con gli altri.
(Pontiggia)
L’intero decalogo di Pontiggia è qui.

Poi, cose di vita quotidiana.
Nelle grandi città si disperdono, credo. Ma in quelle piccole no, restano nell’aria parole e silenzi quando qualcuno si toglie la vita.
Uno dice magari dipende da.
L’altro dice che non si fa, e che e che.
E ci si interroga sul fatto che erano mesi che non ce n’erano stati di suicidi e che poi, nell’arco di pochi giorni, ce ne sono stati due più un altro, tentato.
E tutto resta sospeso, come altre volte. Come sempre.
Chissà dove si posa il loro ultimo pensiero.

L’eBook (e altro)

Tre cose tre.
uno:
L’E-BOOK DI RACCONTIAQUATTROMANI
(con copertina di Mario Bianco).
(e grazie a Orasesta che lo ha realizzato).

due.
una recensione di Marina sul mio terzo romanzo, Lo scommettitore.

tre.
Sabrina Manca ha lanciato una proposta, una sorta di appendice a Raccontiaquattromani. Prendere un racconto, magari uno dei più criticati, e farne un editing.
Dite la vostra, ora.
Io son perplesso. Ho curato l’editing di un libro (pubblicato), ma l’ho fatto sentendomi sempre con l’autore. Gli scrivevo (posta elettronica), Così non va per questo o per quest’altro, oppure, Semplifica, oppure, Io qui farei così, ma lascio a te la decisione. Era, quindi, un confronto.
Prendere un racconto e riscriverlo (editing pesante) non è cosa che mi esalti.

PS.
Dopo 17 giorni di assenza il mio gatto, dimagrito e impaurito e assestato, è tornato a casa.
Stasera una gattara mi ha detto che il merito può essere anche il mio, perché l’ho cercato di notte per tutta la città.
Dice questa gattara che i gatti ritornano, ma hanno bisogno di sentire o il loro odore o quello di qualcuno che conoscono.
Io sapevo che sarebbe tornato. A Marsiglia ho trovato per terra due monete, una da un centesimo, nuovissima, splendeva quasi, e un’altra da 5 centesimi.
Porta fortuna, credetemi, raccogliere monete.
Bene.

una scelta, a ogni capoverso

Ho scritto una dozzina di righe per la quarta di copertina dell’E-book, Raccontiaquattromani.
Ho scritto cose banali. Che c’è stato il mio invito, e che, in un mese e mezzo – grazie a internet – si è proceduto a fare quello che era impensabile fare.
Insomma, grazie alle mail (e con l’ausilio o della chat o del telefono) si è potuto scrivere un racconto nel modo più difficile: con una persona lontana.
E, in alcuni casi, con una persona lontana e anche sconosciuta.
Bene.
Provare a immaginare che ora quesi 24 racconti vengano sottoposti ad editing.
O revisione degli stessi autori: il prodotto, già buono, potrebbe diventare un signor prodotto.
Scrivere con un’altra persona non è facile, scrivere con un’altra persona che sta lontano è ancor più difficile, scrivere con una persona che sta lontano e che non si conosce è un’impresa ardua.
Ci siamo, ci siete riusciti però.

Ma cos’è un racconto?

Vado a rileggermi Tondelli (Under 25: presentazione, da Un wekend postmoderno).

Quel che comunque ritengo importante è una disponibilità alla riscrittura e al ripensamento del lavoro. Ho trovato qualche difficoltà a spiegare ai ragazzi cosa intendessi per “riscrittura”. Sinceramente non lo so con precisione. So che il segreto della scrittura è quello di buttar via e di riprovarci senza paura e senza noia; la consapovolezza che lavorare con le parole e i racconti è un gioco divertente ma anche faticoso, poiché a ogni capoverso devi fare una scelta e non sai mai, fino alla fine, dove questo ti potrà portare. Per questo, per scrivere un racconto non è importante pensare o avere tante idee. E’ importante buttare giù.

Già.

racconti, ancora

Di questa iniziativa mi disse Lucia (Cronomoto) mentre era in pieno svolgimento Raccontiaquattromani.
E io la invitai a mandarmi una mail, così da postarla.
Buone cose

Caro Remo

anzitutto permettimi di ringraziarti per l’opportunità di far conoscere, partendo proprio da “casa tua”, il progetto Blog&Nuvole

Blog&Nuvole è un’iniziativa per vocazione collettiva, che si rivolge contemporaneamente al mondo del fumetto e a quello della narrativa. Suo duplice intento è di contribuire a valorizzare la scrittura breve, in particolare quella dei blog, e di suggerire all’arte del fumetto altre possibili strade d’espressione. Da un lato, infatti, si intende garantire una maggiore visibilità, tra le migliaia di brani pubblicati quotidianamente nella Rete, alle narrazioni più apprezzabili, che rischierebbero altrimenti di auto-divorarsi nel meccanismo frenetico della pubblicazione; dall’altro, come detto, si vogliono offrire al fumetto nuovi spunti d’ispirazione, attraverso l’incontro fra l’universo espressivo delle parole e quello delle immagini.

L’idea è stata presentata qualche tempo fa da Cristina (Fruscii) e dalla sottoscritta alla Triennale di Milano, dove ha ricevuto consensi e un vivo incoraggiamento a proseguire. La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte (istituzione no profit attenta a salvaguardare e rilanciare i mestieri d’arte tradizionali e contemporanei) sostiene il progetto istituendo un concorso per i migliori incontri scrittura-immagini, che costituirà l’ossatura dell’iniziativa.

Un ringraziamento particolare, come potrai immaginare, devo proprio a Cristina che, con tanto coraggio e due soli foglietti striminziti che riassumevano l’idea, si presentò un anno e mezzo fa ai responsabili della Triennale: tanta buona volontà, tanta semplicità e soprattutto un ottimismo che ha via via contagiato ogni persona che abbiamo incontrato.

Tornando al progetto: alcuni blogger si sono prestati come “cavie” con alcuni loro scritti, mentre autorevoli artisti del fumetto e illustratori ci hanno accompagnato per mano nel dar vita alle prime fusioni, fuori concorso, che già danno un’idea precisa degli obiettivi che ci proponiamo. Per questo saranno pubblicate come tracce, a partire dall’apertura del concorso, il 15 settembre. A tale proposito l’eccentrico Aquatarkus, equilibrista delle piattaforme, ha creato una stravagante formula di sito-blog, tutta da scoprire.

Ora il progetto sta per entrare nella sua fase più importante: la raccolta del maggior numero possibile di narrazioni brevi nella Rete, fra le quali una giuria “di qualità” potrà poi scegliere le migliori. Perché ciò avvenga è ovviamente necessario che l’iniziativa trovi la più ampia diffusione fra i blogger narratori: e qui entrano in scena tutti coloro che, come te, vorranno aiutarci a promuovere Blog&Nuvole.

Le regole cui i partecipanti dovranno attenersi sono molto semplici: le storie potranno essere nuove oppure già pubblicate in precedenza, l’importante è che vengano rispettati in linea di massima i cinque temi-guida proposti, e non si superi per nessun motivo il limite delle battute previste. Altre importanti informazioni nel sito-blog.

PS Il Pdf (insomma l’E-book parziale, attendendo la copertina di Mario Bianco e dieci righe mie di quarta di copertna) di Raccontiaquattromani.
http://files.splinder.com/1599d527defa5ec4313fb93f14de301a.pdf
(grazie T.)

Marsiglia, ultimo giorno

Raccontiaquattromani: T. scrive: si accettano consigli per la copertina.

Notte tra il 18 e il 19 agosto: per me significa un triste ricordo.
Da ricordare.
Ciao fratello fragile.

Penultimo giorno di ferie, ultimo giorno di permanenza a Marsiglia, oggi. Ieri sera sono andata da Paul, ristorante citato da Izzo.
In una grande libreria di Marsiglia ho visto libri di Baricco, Tabucchi, Eco, Camilleri.
Non ho visto libri di Izzo, che strano.

Buona giornata

Mi pare, anzi ne son certo: questo commento di Biancamara merita maggior risalto.

oggi, Remo, approfitto del tuo spazio per dare visibilità ad una faccenda che mi sta a cuore e che è davvero poco ludica: il licenziamento, da parte di Trenitalia, di Dante De Angelis, macchinista ed Rls, che si è permesso di denunciare la poca sicurezza degli ETR “danneggiando gravemente l’immagine dell’azienda”.
conosco Dante personalmente. E’ un uomo generoso e impegnato nei temi della sicurezza sui luoghi di lavoro. Per questo, per aver detto anziché taciuto, ha perso il suo lavoro.
Ringrazio, a nome di Dante, tutti coloro che vorranno lasciare il proprio sostegno.
per tutti coloro che vorranno dimostrare la loro solidarietà a Dante, una delle tante iniziative di questi giorni la troveranno qui:

Solidarietà per Dante De Angelis

riconteggiando…

… e controllando, e tenendo conto solo di chi ha espresso sei preferenze ecco, la classifica definitiva (spero)

1. Naturalmente (60)
2. Haynt (55)
3. L’uomo che vendeva sogni (53)
4. La neve che non c’era (51)
5. Stella madre (39)
6. Maria (28)

E poi:
7. Quattromani (23)
8. e 9. parimerito Scintille e Fuori dal villaggio (22)
10. Tutte cazzate (19)
11. Efedrina (18)
12. Evoluzione (15)

la votazione

Allora, i partecipanti (non tutti, ché è tempo di ferie, altri, poi, non si son pronunciati) di
Raccontiaquattromani
han deliberato che i sei racconti da impaginare di modo che l’E-book sia presentabile sono
1. La neve che non c’era (63 punti)
2. Naturalmente (60)
3. Haynt (55)
4. L’umo che vendeva sogni (53)
5. Stellamadre (44)
6. Maria (32).
Poi.
7. Quattromani (23 punti); 8. e 9. parimerito, Scintille e Furi dal villaggio (22); 10. Tutte cazzate (19); 11. Efedrina (18); 12. Evoluzione (15).

Infine.
In questa pagina
Raccontiaquattromani
troverete nomi e cognomi oppure nick di persone a me note e procedura usata.
(Il racconto La rotonde ha slo il nome degli autori; verrà completato al più presto).
Grazie
E se ho sbagliato avvisatemi.

Manca solo l’E-book credo.

Raccontiaquattromani: si vota

Allora si vota.
– Per due giorni, il 16 e il 17.
– Vota chi ha partecipato (più chi ha organizzato: io, Monia e T.) o chi ha aderito e poi non ha potuto partecipare.
– Vanno bene alcune deleghe che mi sono state comunicate via mail (Elena-Aitan; Rael-Damiel).
– Possono esprimersi anche gli altri, così poi, eventualmente, raffronteremo due classifiche (ma gli “altri” che voteranno dovranno avere o un nome e cognome o un nick a me noto). (Sul perché faccio votare solo chi ha partecipato è bene che io ridica un’altra volta: mi piace pensare a un lavoro di gruppo, con il gruppo che alla fine decide la migliore impaginazione dell’E-book).
– Chi vota.vota per tutti e sei escluso il proprio.
– Si fa così: 6 punti al primo, 5 al secondo, 4 al terzo 3 al quarto, 2 al quinto, 1 al sesto.
– I 24 capitoli poi vedranno questa impaginazione:
il primo racconto aprirà la raccolta;
il secondo la chiuderà;
il terzo sarà il secondo racconto impaginato.
il quarto sarà il penultimo;
il quinto sarà il nono e il sesto sarà il sedicesimo (così a puntellare…). (Gli altri li metto io, come capita).
– si vota solo e soltanto in questo post.

Finita la votazione pubblicherò due pagine
Raccontiaquattromani prima parte
Raccontiaquattromani seconda parte
in cui, oltre al racconto, ci saranno i nomi e i cognomi oppure i nick (ma trattasi di persone a me note) dei partecipanti, con le loro (eventuali) note biografiche.
e ci sarà – tanto qui quanto nell’E-book – un’appendice alla fine di ogni racconto (me ne manca ancora una) sulla procedura utilizzata.

Buone cose a tutti
(è sottinteso: chi non vuol votare non vota…)

Prima del voto

Mancano meno di 24 ore alla fine di raccontiaquattromani:
Possono ancora arrivare due, un o zero racconti.
Titolo, incipit e battute di quelli che han partecipato sono qua.

1. RUGIADA
Alla visione delle sue gambe lunghe e affusolate, distese ed allargate sull’erba umida di rugiada, cominciai a perdere l’equilibrio. E dovetti stringerle il ventre e le cosce per riprendere coscienza di me.
(4840 battute)

2. L’UOMO CHE VENDEVA SOGNI
”Quanto costa un sogno d’amore?” chiese Blankman.
”Dipende” rispose Necromandus.
”Da cosa?”
”Da quanto tempo è che non sogni più e da come vorresti che fosse il tuo sogno d’amore.”
(4461 battute)

3. LO SGUARDO INDIFFERENTE
Se con l’obiettivo si potessero catturare pezzi di anima, e non solo immagini, penso che sarei la regina di un immenso regno di spiriti.
Sarebbe un regno promiscuo, il mio. Anime buone e anime dannate danzerebbero insieme in una sarabanda di luci e ombre. Detterei tempi e ritmi.
E, invece, catturo solo immagini.
(4741 battute)

4. AMORETORICO SESSOLINGO
Una strada buia affollata solo di pensieri e qualche passante distratto.
Mi guardavo intorno. Stavo riscoprendo l’eccitazione di un gioco dismesso troppo presto. Più passa il tempo, più si diventa grandi, più ci si cala in una sciocca maturità che indurisce. Un involucro protettivo che fatalmente, prima o poi, si rompe.
(6828 battute, 1300 battute in più)

5. TUTTE CAZZATE
Il sole era basso, dietro il bosco.
Per questo non aveva visto subito l’auto parcheggiata in fondo al cortile.
Non aspettava visite a quell’ora. Non ne aspettava quasi mai: la posta gli arrivava ancora in città e chi altro poteva capitare lì, se non sbagliando strada in cerca di un’altra casa?
(5744 battute)

6. LA NEVE CHE NON C’ERA
Fu quando il Francin spalancò le gelosie sull’alba che vide cadere il primo fiocco. Rimase a naso all’aria, in uno stupore immobile, seguendo con gli occhi, ancora inciuccati di sonno, quel lento volteggiare.
(6627 battute, 1200 in più)

7. VENT’ANNI
Scrivo questa lettera mentre osservo il sole tramontare dietro quelle colline che da giovani hanno accompagnato i nostri passi. Quei passi verso sogni di cartone. Te li ricordi? Te li ricordi, anche se sono trascorsi vent’anni?
(4918 battute)

8. PUGNI DI SABBIA
Speravo che entrasse dentro di me nella sciocca illusione di farne un duplicato, pur se temperato nella turpe arroganza e malcelata timidezza. Ma lui mi fuggì via come sabbia tra le dita, e quando si alzò il vento era già sparso tra le onde in mille frammenti cristallini che brillavano nell’acqua.
(4531 battute)

9. ASIMMETRIE
Si aspettavano alle dieci fuori il suo portone, al bar di fronte, non c’era gente. Era il vuoto dentro loro e il vuoto fuori per la strada gremita del silenzio dei lampioni, che sembravano scimmiottare, ridere zitti zitti sotto i baffi.
(4890 battute)

10. CON GLI OCCHI SPALANCATI
Sillabavo quelle parole. Sillabavo “malattia” e “morte”. Ma-lat-tia, mor-te, e poi di nuovo e di nuovo: ma-lat-tia, mor-te. Contavo le lettere, le volevo imparare a memoria, sentire il loro suono, capirle finalmente quelle stronze di parole.
(5629 battute)

11. STELLAMADRE
Ho scelto questo angolo di cielo per nascere. Una volta strappata la volta celeste – così veniamo al mondo noi stelle – la vista era magnifica.
(2850 battute)

12. SCINTILLE
Andy si frugò nelle tasche. Niente spicci e comunque non sarebbero bastati neanche per lo zucchero filato. Svuotato, dentro e fuori. Pazienza, niente sorpresa per la cucciola.
Tornò a casa a testa bassa, fissando l’asfalto scomposto e tremolante per il caldo.
(3749 battute)

13. HAYNT
Oggi funziona a scatti. Perché il tempo non è un continuum come sembra, magra illusione dei sensi. Lei opera al presente, accumula eventi, simula il contemporaneo. Forma cubica, materiali diversi, caratteristica: l’adesso.
(1935 battute)

14. EFEDRINA
Si alzò a sedere di scatto: le era parso di sentire dei rumori. Tremante, rimase immobile in ascolto, ancora confusa dal sonno interrotto bruscamente. Adesso, però, le giungeva solo il battito amplificato del suo cuore.
(6528 battute, 1000 in più)

15. IL CANTO DEL GALLO
Persino le orme sulla spiaggia facevano pensare a un carattere piuttosto prepotente. S’infilavano nella sabbia quasi mordendola, a volte le piante dei piedi sollevavano grumi di sabbia che si attaccavano alle caviglie degli astanti o alle facce ignare dei bambini impegnati nell’eterno compito di svuotare il mare con un secchiello, o nell’impresa, altrettanto effimera, di costruire castelli.
(6024 battute, 500 in più)

16. ODIO L’ESTATE
Sono estremamente sorpresa. Davvero. Cinque minuti. Sono bastati cinque minuti.
Hai presente quei giochi a quiz, dove devi compiere in poco tempo tutta una serie di cose strambe… una manciata di minuti sembra così breve per fare tutto quello che ti dicono di fare…
(3265 battute)

17. FUORI DAL VILLAGGIO
La spiaggia. Solo loro, sedute sulla sabbia tiepida a guardare il sole che se ne va a dormire, il mare che si inquieta, pieno di riflessi tristi e dorati.
(2196 battute)

18. NATURALMENTE
“E’ la vecchiaia.”
E il dottore nuovo, giovane, lanciò uno sguardo saputo alla Benedetta, l’infermiera del turno di giorno. Quella scosse la testa, che sembrava dicesse: eh, che brutta malattia che ha preso questa, la vecchiaia, guarda te.
(5555 battute)

19. MILANO CENTRALE
“Caffè e cornetto”.
Voce metallica. Sguardo appena sollevato, occhi nascosti da un grosso paio di occhiali da sole. Come tutte le mattine è seduto al tavolino del bar, lo stesso tavolo.
Con aria svogliata, è sui trent’anni, recupera il primo quotidiano che trova sul tavolo vicino.
(5547 battute)

20. EVOLUZIONE
Resta poco di me al termine di una giornata di lavoro.
Trovare parcheggio è un’insperata botta di culo. Un po’ stretto vabbè, ma è proprio sotto casa, di fronte al portone. Due manovre, una toccatina alla berlina parcheggiata dietro, poi raccatto la valigetta dal sedile e scendo. Sono le sette di sera, il sole è basso e se Dio vuole i 42 gradi di oggi a pranzo sono solo un brutto ricordo.
(5560 battute)

21. QUATTROMANI
Sono andati, passati, i tempi in cui si viveva. Adesso è solo una lunga attesa. Attesa poi di cosa non ci è dato sapere. Se finora non ha gettato tutto è perché ogni tanto le piaceva venire a piangere sui ricordi. Ora non fa altro. Che piangere. La sento. Di là. Le sue mani, quelle mani bianche, lunghe e ossute, così eleganti, così curate, sensuali, non profumano più di limone. Sanno di fumo stantio e disperazione.
(5500 battute)

22. LA ROTONDE
Una pennellata dopo l’altra.
Gli occhi giallo febbre. Intenti. Come se avesse davanti un piatto di brodo e dovesse difenderlo da una torma d’affamati.
Scosta dalla fronte aggrottata un ciuffo di capelli con gesto delicato e automatico. E noncurante. Quel gesto lo sporca di colore ma continua il suo lavoro.
(4772 battute)

23. MARIA
Al pranzo di Natale mia madre invitò tutti i parenti.
Rifiutò solo la vecchia zia di mio nonno: chiusa in una casa di cura, centoquattro anni, ricordata solo se si parlava di eredità. E parlare d’eredità, be’, era la caratteristica dei miei parenti.
(5493 battute)

24. IL SONNO DELLA RAGIONE
“Adesso ti metto a dormire, Sara, ma considerato il fatto che il lettino della Barbie è troppo piccolo per te ed è anche un po’ rotto, ti metto in una scatola da scarpe.”
Martina aprì l’armadietto e ne tolse una scatola grigio/argento con scritte impresse in rosso. Era vuota.
(4474 battute)