Aquattromani: 1

COME CORPO MORTO

Mi sveglio sempre alla solita ora e bevo il caffè in piedi, prima di radermi.
Il pennello si tuffa nella schiuma da barba. Né cappuccino, né brioche. Il bar è un miraggio, un ologramma.
Al mare, d’estate, ci tuffavamo tutti. La vacanza perfetta della mia perfetta vita. Quindici giorni alla “Conchiglia”, confusi tra quelli come noi: la cabina meglio di no, troppo cara, ma l’ombrellone sì, e anche due lettini. Sveva, Stella, Fabio e io: I Quattro Moschettieri della Spiaggia: a Stella piaceva tanto sentirmelo dire. Rideva di cuore, spalancando la piccola bocca puntellata di vuoto tra un dente e l’altro.
“Ma io non sono un maschio, papà”, protestava.
“Giusto. Sei la mia Sirena”, mi correggevo, accarezzandole la guancia.
La prossima estate i nostri lettini resteranno chiusi. È difficile spogliarsi dell’orgoglio da postelegrafonico che, prima, con millecinquecento euro al mese si tuffava nella quotidianità. Grigia come i miei pantaloni, sicura come la cinta che li regge.
Oggi tremo, vacillo davanti allo specchio. Mi rado con mano incerta mentre mi vedo sommerso dalle pratiche, con un occhio alle scartoffie e uno alle lancette. Un incubo quel quadrante, implacabile orologio che cronometra al secondo la mia angoscia. Ogni giorno guardo l’orologio e penso: fermati, cazzo. Smetti di girare. Che quelle lancette restino paralizzate dalla stessa ruggine che mi sta corrodendo l’anima. È così tutto il giorno, una lotta contro il tempo. E ogni notte a difendermi da lenzuola stritolanti come le serpi di Medusa. Mi si attorcigliano intorno al corpo, m’impediscono di tuffarmi nel sonno.
La notte mi regala ormai un buio liquefatto che penetra goccia a goccia nella pelle, e quando mi sveglio e mi rado so già che intorno all’una ho un appuntamento con me stesso. E penso a me, che prima mi tuffavo, e che invece adesso cado. Annodo la cravatta. Ho uno spezzato grigio e blu, perché lo stile è importante quando si nuota tra le pratiche.

Vorrei che la pausa pranzo non arrivasse mai. Vorrei non dover rispondere che no, al bar non vengo. Io non posso più permettermi di volere “due tramezzini-chinotto-caffè”. “Cinque euro, dottore. E mi saluti la famiglia”, borbottava sempre Pino. E io saluto, saluto, saluto, continuo a salutare anche se al bar non vado più. Saluto Sveva, Stella e Fabio, con tre baci che sanno di salsedine.
“Da parte di Pino, il barista”. Sveva sa. Non gliel’ho mai detto a chiare lettere, ma lei sa. L’ha capito, come sempre, solo guardandomi negli occhi. E da quando l’ha capito il suo viso è imploso.
La osservo e non vedo più il suo sguardo, ma solo un mare grigio. Ed è l’unico mare che vedrò, d’ora in avanti. “
Ti sarai mica fatto l’amante, che non vieni più a pranzo con noi?” mi dice Lamonica, scherzando ma non troppo.
“Ma no, se la tira. Non gli va di mischiarsi con noi, poveri mortali!” rincara Marietti, che mette una mano sulla spalla di Lamonica e lo trascina via.

Cinque euro al giorno sono centocinquanta euro al mese.

Ogni giorno aspetto che Lamonica e Marietti escano per infilarmi la giacca e tuffarmi tra gli odori di chi non ha cravatta, né spezzato blu e grigio.
Odori acri, disgustosi, anche se talvolta mi arriva un’ondata di dopobarba o di profumo. D’istinto cerco con lo sguardo qualcuno che mi somigli. Abiti di buon taglio si confondono nel mare delle donne e degli uomini defraudati dall’atrocità dell’as-senza: creature prive d’individualità, corpo, attenzioni.
“Ma no, se la tira”, mi risuonano nella mente le parole di Marietti. Allungo il collo per rendermi conto di quante persone mi precedono: c’è il solito derelitto con i capelli lunghi e bianchi, e i baffi ingialliti.
Una volta mi è capitato di fianco, teneva in mano la scodella da riempire, come me: puzzava di vino e sudore e di notti stritolate da serpi di cartone. Mi pare di aver capito che si chiama Luigi. Non siamo poi tanto diversi, noi due: non andiamo in vacanza, e siamo poveri. L’unica differenza è che lui lo è da più tempo di me: i mesi, i giorni, le ore hanno moltiplicato la quantità e la qualità dei suoi senza. Tuttavia, se non troverò la forza, se non imparerò a nuotare controcorrente, tra qualche anno anch’io sarò il Luigi di qualcuno.

“Papà, mi ha morso una medusa”, mi aveva detto Fabio una volta, tenendosi una caviglia. “Non ti morderà più. Scommettiamo?” avevo risposto.

Non siamo poi tanto diversi, Luigi e io: sia le mie lenzuola che i suoi cartoni hanno tentacoli.

Ricapitoliamo (post, questo, da tenere a mente, grazie)

Brutta sensazione. Rispetto all’anno scorso mi sembra che si stia decollando male con i raccontia4mani.
Provo a ricapitolare.
Il filo conduttore dei racconti è: L’ITALIA DI OGGI.
Ci si iscrive a coppie; a chi mi ha chiesto di partecipare, e non aveva un socio di scrittura, ho semplicemente “girato” la mail di un altro partecipante senza socio, dicendo: Vedete un po’ se trovate affinità nello scrivere un racconto di 5mila battuta, entro la fine di luglio, massimo primi giorni di agosto.
Ho posto dei paletti.
Accetto che qualcuno partecipi in forma anonima, ma a due condizioni.
La prima, che sia già noto in rete, come blogger.
La seconda, che non sia anonimo con il sottoscritto.

Odio le regole nella vita ma, memore dell’esperienza dell’anno passato, penso che sia bene, da subito, chiarire le regole.
Ci si può iscrivere anche tra dieci giorni. L’importante è mandare il racconto entro fine luglio.
Si può partecipare (come è successo l’anno scorso) anche con due racconti, ma con due soci diversi.
I racconti verranno postati, la prima volta, in forma anonima.
Poi, chi partecipa (è obbligatorio) vota: 6 voti al primo, 5 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto, 1 al sesto.
Servirà, questa graduatoria, ai fini dell’aimpaginazione dell’e-book.
Il racconto che otterrà più voti sarà il primo a essere impaginato, il secondo sarà l’ultimo, il terzo sarà il secondo racconto, il quarto il penultimo, il quinto e il sesto saranno impaginati più o meno a metà.
Nell’e-book non si farà cenno a vincitori.
Ci sarà una copertina, ci saranno due righe scritte da me.
Nell’e-book, oltre al nome degli autori, ci sarà una loro biografia, scritta in terza persona.

Altra cosa, ma è da valutare. Ci sono un paio di persone di buona volontà e di cui mi fido (Chiara Granocchia e Laura Costantini) che sono disposte a fare dell’editing. Sarebbe una cosa buona e giusta e impegnativa. Ma se verrà fatto, verrà fatto solo prima dell’impaginazione dell’e-book.

C’entra nulla, poi. Partecipo anche io. Anche l’anno scorso avrei dovuto partecipare, ma io e la mia socia non ci trovammo. Vediamo quest’anno.
Tra i partecipanti ci sono degli illustri sconosciuti e persone che hanno pubblicato, oppure blogger che scrivono davvero bene. Io farò il tifo per gli illustri sconosciuti.
E poi. Io sono l’unico a essere dispensato dal voto. Organizzo e partecipo, so quindi anche “cose” dietro le quinte; non sarei obiettivo.

E ora posto (in ritardo) il primo racconto.

anonimi-no (salvo eccezioni)

Allora, ieri mi telefona una persona amica, ma amica per davvero.
E sui Raccontia4mani mi dice: Ci penso ma se aderisco lo faccio in forma anonima.
Ho detto, Va bene.

Sono arrivate altre richieste analoghe: vorremmo partecipare ma in forma anonima.
Mi spiace, No.
Non capisco, se non rarissimamente, l’anonimato. Nel blog si ricevono commenti e spesso insulti anonimi, al giornale ricevo lettere anonime (tante) e la richiesta di pubblicare lettere, ma senza il nome (a volte, in caso di ritorsione sul posto di lavoro, oppure per vicende legate alla criminalità o per salvaguardare un minore va bene, è legittimo, ma se uno mi scrive che c’è un sindaco coglione faccia la cortesia di firmarsi).
Anche sulla rete, e quindi per i Raccontia4mani, è giusto ci siano delle eccezioni. Faccio un esempio: la blogger Caterpillar. La conosco di persona, da anni è presente in rete come Caterpillar. E mi sta bene che alcuni blogger, da sempre anonimi, partecipino con il rispettivo nick.
Ma da ieri sera a oggi ho ricevuto troppe richieste di partecipazione in forma anonima.
No, solo in casi particolari, solo se si tratta di blogger.

Abbinamenti (provvisori, potrebbero esserci variazioni)
1. Roberta Bianchin e Allerta.
2. Massimo Bignardi e Chiara Ravasenga.
3. Elys e Sylvie.
4. Gaja Cenciarelli ed Enrico Gregori.
5. Sandra Giammarruto e Barbara Garlaschelli.
6. Paola Cingolani ed Elisa Strobbia.
7. Chiara Granocchia Lelieur e Lorenzo Mazzoni.
8. Mario Bianco e Francesca E. Magni.
9. Maria Teresa Valle e Rossana Massa (Flavia).
10. Laura e Lory.
11. Morena Fanti e Paolo Zardi.
12. Dario D’Angelo e Barbara Delfino.
13. Eva Carriego ed Eventounico.
14. Marta Forno e Anna Maria Curci.
15. Maria Lucia Riccioli e Andrea Blasina.
16. Melania Ceccarelli e Noncorrere
17. Rita Zaghi e Silvia Ancordi.
18. Caterpillar e Bobboti.
19. Inbianco, Cristina Bove.
20. Giuseppe Guidotti e Mitia Chiarin.
21. Paola Mattiazzo e Mario Borghi.
22. Biancamara/Piera Ventre – CalMa/Mauro Calenda
23. Daniele Guarneri e Simona De Marchis.
24. Isabella Moroni con persona dal nick da definire (ma a me nota)
25. Irene (opi) e Remo Bassini
26. Gian Luca Peluso e Daniela Granieri.
27. Domenica Luise e Cristina Bove.
28. Andrea Blasina e Francesca E. Magni.
29. Cristina Vezzoli e Claudio Martini.
30. Cristina Vezzoli e Flavia Massa.

racconti a 4 mani: improvvisando anche un po’

Abbinamenti (provvisori, potrebbero esserci variazioni)
1. Roberta Bianchin e Allerta.
2. Massimo Bignardi e Chiara Ravasenga.
3. Elys e Sylvie.
4. Gaja Cenciarelli ed Enrico Gregori.
5. Sandra Giammarruto e Barbara Garlaschelli.
6. Paola Cingolani ed Elisa Strobbia.
7. Chiara Granocchia Lelieur e Lorenzo Mazzoni.
8. Mario Bianco e Francesca E. Magni.
9. Maria Teresa Valle e Rossana Massa (Flavia).
10. Laura e Lory.
11. Morena Fanti e Paolo Zardi.
12. Dario D’Angelo e Barbara Delfino.
13. Eva Carriego ed Eventounico.
14. Marta Forno e Anna Maria Curci.
15. Maria Lucia Riccioli e Andrea Blasina.
16. Melania Ceccarelli e Noncorrere
17. Rita Zaghi e Silvia Ancordi.
18. Caterpillar e Bobboti.
19. Inbianco, Cristina Bove.
Singoli.
Giuseppe Guidotti.
Cristina13.
Pia Barletta.
Paola Mattiazzo.
Mario Borghi.
Irene (Opi).
Mitia Chiarin.
Writer.
(Remo Bassini)

Da domenica sera si parte: il primo racconto è arrivato.
Sarà pubblicato senza il nome dei due autori. Li conoscere solo dopo il voto. Dopo il voto, ri-publlicherò prima qui (e poi se “T” mi dà una mano) i racconti con
– due righe sugli autori
– qualche riga sul metodo di lavoro utulizzato
Potranno votare solo i partecipanti, è un lavoro di gruppo questo, il voto è finalizzato solo all’impaginazione dell’e-book.
Ci sarà qualche partecipante anonimo ma, regola che ho preteso anche l’anno passato, non a me.
Chi vuole chiarimenti mi scriva a
raccontiaquattromani@gmail.com

PS I racconti verranno pubblicati così come me li mandate. Nell’e-book mi piacerebbe di no. Spero, con l’aiuto di chi lo sa fare (e io lo so fare poco e male, ché non è facile credetemi) di aggiustarne alcuni con degli editing che non stravolgano.
Vedremo, comunque, come butta.
Esattamente come ho fatto l’anno passato: improvvisando anche un po’.

Dimenticavo, vale la regola dell’anno passato: ci si può iscrivere anche due volte, con un socio diverso s’intende.
Mi sa che quest’anno partecipo pure io.

omertà e libertà

copio e incollo, da un commento di Anfiosso
(e gli faccio i complimenti)

Viviamo [se ne parlava jersera con un amico / compagno di sventura] in una società di microsistemi omertosi?
La Rete ha molti svantaggj, ma un vantaggio almeno: permette di recuperare tutta la gratuità, e anche l’assolutezza del messaggio scritto, secondo me: ha quella caratteristica che avevano le radio libere di un tempo, di permetterti di lanciare un messaggio chissà dove – ma non nel vuoto -, consentendoti, anche, di sottrarti al reticolo di false convenzioni e convenienze, timori e impaccj, dover per forza dire e dover per forza tacere che avvelenano l’esistenza ‘normale’ di molti, credo, tra cui sono anch’io.
Non avrei amato una radio libera, come medium, m’affretto a precisare, e le somiglianze col blog – ci mancherebbe; e poi dipende da quello che ci si scrive – si fermano lì. Ma in ambo i casi si tratta di media, di mezzi, appunto, i quali, faute de mieux, &c.
Per me il blog potrebbe essere anche la parete di un cesso: io me lo tengo, ché a qualcosa continua a servirmi. E non è nemmeno questione di ’sfogo’ estemporaneo, o di conato (nel senso del recere) espressivo, o volgare ricerca di compagnia, o che altro. E’ una questione, nel vero senso del termine, di libertà.

raccontia4mani: aggiornamento

Abbinamenti (provvisori, potrebbero esserci variazioni)
1. Roberta Bianchin e Allerta.
2. Massimo Bignardi e Chiara Ravasenga.
3. Elys e Sylvie.
4. Gaja Cenciarelli ed Enrico Gregori.
5. Sandra Giammarruto e Barbara Garlaschelli.
6. Paola Cingolani ed Elisa Strobbia.
7. Chiara Granocchia Lelieur e Lorenzo Mazzoni.
8. Mario Bianco e Francesca E. Magni.
9. Maria Teresa Valle e Rossana Massa (Flavia).
10. Pier Giuseppe Poli e Cristina Bove.
11. Laura e Lory.
12. Morena Fanti e Paolo Zardi.
13. Dario D’Angelo e Barbara Delfino.
14. Eva Carriego ed Eventounico.
15. Marta Forno e Anna Maria Curci.
16. Maria Lucia Riccioli e Andrea Blasina.
17. Melania Ceccarelli e Noncorrere
18. Rita Zaghi e Silvia Ancordi.
19. Caterpillar e Bobboti.
Singoli.
Mitia Chiarin.
Giuseppe Guidotti.
Cristina13.
Pia Barletta.
Paola Mattiazzo.
Mario Borghi.
Inbianco.
(Remo Bassini)

Si voterà come l’anno scorso, per stabilire i primi sei. E vorrei che fosse visto, il tutto, come un lavoro di gruppo. Ci son dentro anche io, in questo lavoro di gruppo. Allora, l’anno scorso persi un bel po’ di tempo perché, con l’aiuto di Monia, prima della prima pubblicazione, qui sul blog, anonima, feci un miniediting e anche le correzioni che portano via un sacco di tempo (virgole messe ssenza tenere conto deli spazi, errori ortografici). Quest’anno la prima pubblicazione sarà pari pari a come quella che ricevo.
Nell’e-book, poi (vedrò in che modo) vorrei che ci finissero dei lavori perlomeno dignitosi. Affinché lo siano dovrebbero essere, prima, sottoposti a un duplice lavoro: da correttore di bozze e da editor.
Dal momento che non riuscirò a farlo io, a meno che non vengano fuori dei volontari, si procederà così: ogni coppia sarà diciamo editata da un’altra e magari anche da me. Insomma, un lavoro di gruppo.

Chi non è stato ancora abbinato mi scriva su raccontiaquattromani@gmail.com

Ci son da fare un bel po’ di abbinamenti, e io voglio indicazioni. Quella preferita è: Vorrei il tal socio; a seguire: abbinami con chi vuoi, che è lo stesso. Quella che va meno bene è: trova il socio che fa per me.
Nel caso qualcuno dovesse restare fuori ci sarò anche io, ma preferirei di no.
Infine.
Ringrazio Barbara Garlaschelli, che partecipa. E’ il nome di punta, mi pare. Ha deciso, sportivamente, di mettersi in gioco. E’ un’amica, una brava scrittrice, una persona generosa.

l’italia di oggi

Tema dei raccontia4mani sarà l’Italia di oggi, dunque.
Ecco una lettura istruttiva, dell’Italia di oggi.
Di Andrea Tarabbia.

Poi se volete c’è un’altra lettura, che vi consiglio, ma tanto: perché questa è davvero l’Italia di oggi.
Di Giovanni Giovannetti.

Sui raccontia4mani, per favore: scrivetemi nella mail apposita, appunto

raccontiaquattromani@gmail.com

sabato procederò al sorteggio, fino a sabato cercherò, se possibile, di fare abbinamenti. Ma ho bisogno, specie da parte di coloro che non conosco, di almeno due righe due di autobiografia. Segno zodiacale, il gelato preferito, poi se ci scappa anche qualche libro letto.

Raccontia4mani: a che punto siamo

Punto primo, le adesioni le raccolgo solo qui (e non su Face, per esempio).
Punto secondo, si fa esattemente come l’anno scorso: chi partecipa vota anche, così da stabilire poi un criterio di impaginazione.
Punto terzo, fino a sabato c’è tempo per l’adesione di coppie, per gli altri procederò con il sorteggio, e se il numero dei partecipanti sarà dispari sorteggerò anche il mio nome.
Il fine è quello di passare un po’ di tempo con la scrittura, confrontarci con un’altra persona, confrontarci poi con altri racconti e altri giudizi, altre percezioni.
La classifica finale, o classifica di impaginazione, l’anno scorso non ha fatto male a nessuno. Le incazzature sono venute con la pubblicazione (anonima) dei racconti, e relativi commenti.
Allora, nella scrittura, anche nella scrittura, l’abito, a volte, fa il monaco: perché alcuni racconti, scritti da persone che avevano pubblicato, sono stati massacrati, i quasi.
(Punto quarto, non ho voglia di farmi venire il sangue amaro. L’anno scorso mi sono divertito, quest’anno sarà un po’ più dura perché non avrò una spalla. E quindi fatemi divertire, lavorando: e basta).

Altre cose.
Un (mio) malumore dell’anno passato.
Poi. Il tetto delle 5mila battute, spazi compresi, sarà un tetto da non superare.
L’argomento resta “L’Italia di oggi”, poi magari si cerca un titolo più appropriato per l’e-book.
Dal momento che nessuno si è fatto avanti per fare il giurato (ma io non dispero), chi partecipa ha diritto di voto: mi scriverà su raccontiaquattromani@gmail.com. 6 punti al primo, 5 al secondo…., 1 al sesto. Il primo racconto sarà impaginato per primo, il secondo per ultimo, il terzo sarà proprio a metà, il quarto sarà il secondo, il quinto sarà il penultimo, e il sesto finirà ancora in mezzo, subito dopo il terzo. Nell’e-book non ci sarà traccia di tutto ciò.

Aggiornamento partecipanti.

Abbinamenti.
1. Roberta Bianchin e Allerta.
2. Massimo Bignardi e Chiara Ravasenga.
3. Elys e Sylvie.
4. Gaja Cenciarelli ed Enrico Gregori.
5. Sandra Giammarruto e Barbara Garlaschelli.
6. Paola Cingolani ed Elisa Strobbia.
7. Chiara Granocchia Lelieur e Lorenzo Mazzoni.
8. Mario Bianco e Francesca E. Magni.
9. Maria Teresa Valle e Rossana Massa (Flavia).
10. Pier Giuseppe Poli e Cristina Bove.
Singoli.
Barbara (Rael).
Laura Costantini.
Lory Falcone.
Sandra Biondo.
Cristina13.
Pia Barletta.
Paola Mattiazzo.
Silvia Ancordi.
Maria Lucia Riccioli.
Mitia Chiarin.
Anna Maria Curci.
Morena Fanti.
Rita Zaghi.
Bobboti.
Melania Ceccarelli.
Mario Borghi.
Eventounico.
Eva Carriego.
Inbianco.
Marta Forno.
Andrea Biasina.

Chi vuole che sia io a tentare un abbinamento mi scriva su raccontiaquattromani@gmail.com qualcosa di autobiografico.

Una partecipante mi ha chiesto (su mail): come si scrive a quattro mani?
Non so, le ho risposto. Mai provato.
Io ed Enrico Gregori abbiamo in mente di scrivere dei racconti, ma distinti. Il punto di vista della grande città (lui) e quello della provincia (io). Vediamo cosa partoriremo, anche perché io sono un po’ anarchico e lui è un po’ fascista. C’è quell'”un po’” che ci unisce.

prime adesioni

Raccontiaquattromani. Ci furono, se non sbaglio, 27 racconti l’anno passato, 27 abbinamenti.
Qualcuno all’inizio storse il naso e disse, Sarebbe meglio sorteggiare.
E in effetti sorteggiare sarebbe meglio.
In teoria.
Vi racconto di un abbinamento che si arenò. Di due persone che si stimavano (e si stimano) ed erano contente di partecipare. Provano a scrivere e uno dei due dice, A me di trattare questo argomento e quest’altro argomento non va. L’altro ribatte: io non riesco a continuare se ho dei divieti.
E non se ne fece nulla.
Poi altri abbinamenti non produssero nulla, e direi che la colpa fu mia.
Due persone che scrivono e che non si conoscono e che hanno interessi diversi diranno Che bello, faranno una fatica bestia a fare prove su prove, getteranno la spugna.
Quest’anno (praticamente sto pensando scrivendo) si fa così: chi vuole proporsi in coppia lo faccia, chi vuole da solo mi scriva, ma, se è persona che non mi è nota, mi scriva di sè, così che io possa cercare di fare un abbinamento furbo.
Per ora partecipano.
Abbinamenti.
1. Roberta Bianchin e Allerta.
2. Massimo Bignardi e Chiara Ravasenga.
3. Elys con amica.
4. Gaja Cenciarelli ed Enrico Gregori.
5. Sandra Giammarruto e Barbara Garlaschelli.
6. Paola Cingolani ed Elisa Strobbia.
7. Chiara Granocchia Lelieur e Lorenzo Mazzoni.
8. Mario Bianco e Francesca E. Magni.
Singoli.
Barbara (Rael).
Cristina Bove.
Laura Costantini.
Lory Falcone.
Sandra Biondo.
Rossana Massa (Flavia).
Cristina13.
Pia Barletta.
Paola Mattiazzo.
Silvia Ancordi.
Maria Lucia Riccioli.
Mitia Chiarin.
Anna Maria Curci.
Morena Fanti.
Rita Zaghi.
Bobboti.
Melania Ceccarelli.
Mario Borghi.
Eventounico.
Eva Carriego.
Ho dimenticato qualcuno?
(Lucia Marchitto? E il sottoscritto, anche).

Resta il tema: L’Italia di oggi.
E le battute: 5000 spazi compresi (stavolta, a diferenza dell’anno scorso, saranno 5000).
I racconti verranno postati la prima volta anonimi.
Poi, dopo il voto, con nome e cognome degli autori e due righe sul metodo di lavoro usato.
Poi si farà un e-book.

si procede: a coppie va bene

Prime adesioni. Ho la sensazione, però, che se procediamo con l’abbinamento a sorteggio le cose si possano rallentare troppo.
C’è gente, invece, che si sentirebbe motivata a scrivere con questo o quest’altro.
Ed è giusto che nascano coppie per affinità. Ma non è nemmeno bello che si cerchi il socio a tutti i costi bravo.
Nei raccontiaquattromani dell’anno scorso non traspariva ma mi ha colpito: la generosità di alcuni che hanno accettato di buon grado di mettersi in discussione, farsi criticare anche, accettando magari un socio inesperto.
E questo, non l’avevo mai detto né mai scritto, è stato uno degli aspetti, a mio avviso, più positivi. Sono stati, certi accopiamenti, una piccola scuola: c’era chi imparava e chi insegnava. Che poi, nella scrittura: c’è sempre da imparare.
Ricapitolando: si procede: a coppie.
Oppure no: ché le formerò io e, se serve, ci sarò anche io.

Sulla commissione. C’è già un nome, quello di Sandra (Ladypazz2), la ragazza salentina che mi ha realizzato il book trailer (La donna che parlava con i morti).

Mi piacerebbe se ci fossero Alcor ed Anfiosso, ma magari hanno altro da fare. Poi il mio amico Giorgio Bona (che però preferirei partecipasse). Poi Alessandra Buccheri e altri due o tre nomi che ho in testa (per esempio Isabella Moroni e Valter Binaghi e magari Guido Michelone, critico che collabora con il mio giornale). Mi piacerebbe una dozzina di persone: metà che magari masticano di editoria e libri, metà no. Mi piacerebbe se ci fossero Zena, Stefania Mola e T. E Lucia, nel caso non partecipasse.
Poi – chiaro – Clelia Mazzini, se volesse.

Se io fossi un editore i manoscritti li darei in lettura proprio così: ad esperti e inesperti, perché gli inesperti, spesso, son quelli che più sono vicini alla cultura popolare (corrotta, certo, ma ditemi dove non è corrotta).

L’anno passato, ricordo ero agosto, mi arrivavano i racconti e io li postavo. Ero a Marsiglia, o in un bar del porto, o tra gli scogli, scomodo, anche per via del vento che mi spegneva il sigaro….

Ho scritto in macchina, quindi nessuno si venga a lemantare dei refusi.
“Lemantare”… sta per lamentare

Racconti a quattro mani, seconda edizione?

L’anno passato, di questi tempi, mi venne in mente di proporre I racconti a quattro mani.
Raccoglievo adesioni di coppie, oppure di singoli a cui io poi avrei abbinato un socio.
Alla fine fu partotito un e-book, questo.
Non mi spiacerebbe una seconda edizione.
Con un paio di varianti, però.
Io che coordino, non partecipo, raccolgo il materiale ma non faccio nessun editing, seppur minimo, e quindi posto, ma senza svelare di chi è il racconto (sempre sulle 5mila battute, spazi compresi).
Poi. Gli abbinamenti per sorteggio (farei io).
Poi. Anziché dare diritto di voto a chi partecipa e basta, far votare una commissione di cinque, sei persone.
Dite, ora, che questo è un post che sonda.
E buona domenica.

PS. Chi vuole dica qua, oppure mi scriva in privato, sempre a raccontiaquattromani(chiocciola)gmail.com

intervistato da anfiosso

Succede che Anfiosso mi chieda un’intervista per il suo blog.
Io dico di sì, ho sempre detto di sì, le interviste in rete arrivano per posta elettronica e io, quando ne arriva una, rispondo immediatamente.
Pensavo anche stavolta ma stavolta non è successo.
Mi ha bloccato la prima domanda, l’ho riscritta una, due volte, poi mi sono detto, sto dicendo cose che non sono vere, così ho dovuto rifletterci, cercare di scavare un po’.
Ore fa, saranno state le 10 di giovedì, ho finalmente risposto alla prima domanda.
Le altre, poi, sono venute così, come sempre, senza pensare troppo.
Poi ci sarebbe da fare un discorso su Anfiosso ma io, ora come ora, non lo so fare.
Conosco il suo blog e un paio di persone che lo stimano.
E’ un genio ribelle, lui (io sono solo uno che cerca di raccontare storie).
Spero, un giorno, di intervistare io lui, ma dal vivo, a modo mio.
L’INTERVISTA di Anfiosso.
Buone cose a tutti.